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Descrizione
Due vite sospese sullo sfondo della capitale. Lo strano rapporto d'amicizia tra Aman, un giovane somalo cresciuto a Roma, carico d'energia, rabbia e dolore, incastrato dentro i propri incubi, e Teddy, un ex pugile di quarant'anni intrappolato nel suo passato da espiare. Due esistenze marginali, due anime insonni, scisse nell'urto tra la durezza della vita, e l'influsso di un passato il cui peso è difficile da portare avanti. Il sogno di un'evasione che faccia tabula rasa col passato e rimescoli le proprie carte. Entrambi, pur con esiti opposti, troveranno la forza di rompere la prigione che gli hanno costruito intorno.

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    Mauro Lanari e Orietta Anibaldi

    23/11/2015 17:48:50

    Un film sul "tema attualissimo dell'immigrazione"? Ma nemmeno di striscio. Fors'allora una "storia di formazion'e solidarietà sullo sfondo del rione Esquilino [fra due personaggi] proiettati vers'il cambiamento e l'affermazione della propria identità"? Tzk. Corretta semmai l'ipotesi circa l'"incarnazione d'uno stato confusionale" dov'al contrario le identità son'andate irrimediabilmente perdute, tanto quelle "d'un ex-pugile sui 40 che non esce più di casa (Valerio Mastandrea, anche produttore del film: un segnal'importante) e [d'un] un ragazzino d'origine somala che parl'il romano del Corviale (l'inedito Said Sabrie)", quanto quelle di luoghi, storie, avveniment'in un irrisolvibile gioco di specchi fra sogni e destini. Claudio Noce al suo esordio imbastisce una sceneggiatura che rend'indistinguibili realtà e immaginazione, incubi diurni e insonnie da incubo, obbligando a considerarl'irrilevanti al confronto d'un breakdown identitario generalizzato. Aman e Teodoro son'i due indivisibili non-visi d'un unico sfascio esistenziale che l'unisce e c'unisce senza distinguo geografici, biogenetici o socioculturali. Pensare ch'il film termini ne "l'abisso della depressione per entrambi, il 1° ch'abbandonerà l'Italia, il 2° la vita" è un'interpretazione erronea. Le tragedia alle spall'e i patemi affettivi dei due protagonisti son'intercambiabili, "il personaggio d'Anita Caprioli può risultare di troppo" e invece no, è l'esatto contraltare per Aman della separazione di Teodoro dalla moglie. I due vengono spess'inquadrati di spalle così come la figura del dipinto, si chiedono l'un l'altro delucidazioni sulle loro facce ma non ottengono risposte. Quest'opera prima non intende fornirle, bensì esprimer'e trasmettere un mood catastrofale sulla realtà in toto riducend'all'insignificanza le variazion'individuali. Oltr'a script e inquadrature, splendido pur'il sonoro, coacervo che spazia dalla musica etnic'alla classica sin'a voraginosi vuoti acustici.

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  • Produzione: Cecchi Gori Home Video, 2010
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Durata: 103 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Francese; Inglese; Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: trailers; documentario; spot tv; cortometraggio