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Catherine Dunne

Traduttore: A. Arduini
Editore: Guanda
Anno edizione: 2013
Pagine: 108 p. , Brossura
  • EAN: 9788823504103

La penna di Catherine Dunne è riconoscibile già nella prima pagina di La grande amica, il suo ultimo romanzo. Il tocco leggero con cui sa dar voce alle emozioni, la capacità di analisi dei moti dell’animo tornano anche in questa nuova storia irlandese. Ancora una volta l’autrice si conferma maestra nel dar vita a personaggi femminili a tutto tondo, nelle cui fragilità e nei cui percorsi tante lettrici possono facilmente specchiarsi e riconoscersi.
In molti dei precedenti libri di successo la Dunne ha scelto la casa come punto di partenza per un attento esame delle dinamiche familiari, di quei rapporti troppo spesso rovinati da rimpianto per le parole non dette, sentimenti non espressi.
La Rose di La metà di niente (1997) e di L’amore o quasi (2006) lottava per ricostruire una vita andata in pezzi dopo l’improvvisa fuga del marito; Julia di Tutto per amore (2011) si riscopriva capace di abbandonare marito e figli per compiere un avventuroso viaggio alla ricerca di se stessa; Lynda di Donna alla finestra (2010) dietro la facciata di protettiva madre di famiglia nascondeva molto altro. Immancabile, sullo sfondo, una Dublino un po’ enigmatica e sfuggente, in cui i personaggi si muovono seguendo percorsi imprevedibili.
Ne La grande amica sono ancora le donne le regine della narrazione ma questa volta la scrittrice esplora un’altra età della vita: l’adolescenza. La protagonista del romanzo è Miriam, sedicenne irlandese che lascia la famiglia per il primo lavoretto estivo. Un po’ impaurita parte per un paesino del nord stretto tra il mare e le distese di campi verdi, e lì trascorrerà le vacanze lavorando come cameriera in un albergo. Non sarà sola nella sua nuova avventura: ad accoglierla trova Marie-Thérèse, vent’anni, esperta, disinvolta e così bella da attirare sempre lo sguardo degli uomini. Le due ragazze condividono la stanza e diventano compagne di un viaggio che segnerà una grande maturazione nella protagonista.
La grande amica del titolo è proprio Marie-Thérèse, da subito complice, consigliera, maestra dell’ingenua Miriam che trova in lei tutta la vita, le possibilità, le eccitanti sensazioni che la aspettavano fuori dalla porta di casa, lontano da quella famiglia povera che l’ha sempre caricata di responsabilità e non le lascia nessuno spazio per esprimersi.
Tra le serate al pub, i ragazzi e una elettrizzante fuga in Cinquecento, Miriam diventa adulta, scopre una parte di sé che non aveva mai immaginato esistesse e conosce per la prima volta cosa voglia dire sentirsi traditi da una persona in cui si era riposta immensa fiducia.
Catherine Dunne racconta un’iniziazione sentimentale e il libro diventa occasione per riflettere sui temi dell’amicizia, dell’abbandono, del perdono. Il testo è continuamente percorso dal motivo del ricordo di quell’estate del 1973 che fitto si intreccia con squarci di vita della Miriam di oggi, donna matura che per la prima volta trova il coraggio di scrivere un racconto che somiglia a una lettera.
L’intimità del ricordo si trasferisce in una scrittura che ha i toni di una confidenza, di uno sfogo mai gridato ma, al contrario, pacatamente consapevole. Miriam si esprime in prima persona e continuamente si rivolge a un “tu” che è Marie-Thérèse ma che, per abilità dell'autrice, pare sia anche il lettore, stregato da questa storia di un’estate magica che, simile a “un’eco, un’ombra che si intravede appena, come un angelo sulla spalla", ha accompagnato la protagonista per tutta la vita.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Laura

    26/01/2016 13.04.02

    Questo racconto lungo o romanzo breve dipinge molto bene il tradimento, che non si può confinare solo nelle storie d'amore, ma spesso travolge e ferisce le amicizie o gli altri rapporti interpersonali. E' la narrazione di un'estate in cui la protagonista cresce, cambia, vive intensamente la sua età, allontanandosi da casa ed assaporando una possibile vita diversa. E' vero che la Dunne ci ha abituati a ben altre cose, però, sa descrivere bene la sensazione dolce-amara di onnipotenza dei 16 anni.

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    Maria Teresa

    07/07/2014 18.18.50

    Scrivere un racconto lungo (anche se fatto passare per romanzo) non è così semplice; infatti l'autrice non c'è riuscita molto bene. Una storia che si regge su poco e si conclude anche in modo realisticamente poco credibile.

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    JeS

    13/06/2014 17.22.12

    Personalmente non mi è piaciuto. Inizialmente non vedevo l'ora di sapere come sarebbe andata a finire la storia ma poi delusione totale. Forse avevo troppe aspettative.

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    MARILENA

    26/12/2013 18.00.41

    Non si capisce il senso nemmeno dell'amicizia che intende raccontare in queste pagine.Ho letto tutti i suoi libri, ma questo non e' nemmeno un racconto...si ha l'impressione di aver sentito una storia incompleta e male raccontata...risparmiate i soldi che costa, in attesa di qualcosa di meglio.

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    Franco Bianco

    09/12/2013 09.57.54

    Sono stupito nel leggere tutti commenti molto positivi a questo libro. Ho letto quasi tutti i precedenti romanzi di Dunne, della quale sono un grande ammiratore: ma francamente nel leggere questo suo ultimo "racconto lungo" (più che romanzo) ho trasecolato, non mi sembrava di avere fra le mani un prodotto di quella scrittrice a me tanto cara. La vicenda che racconta è di una banalità estrema, la prosa è lontanissima dall'eleganza sua consueta, il lavoro psicologico sui personaggi è di una superficialità incredibile: mi chiedo come mai nessuno che le voglia bene abbia dissuaso la scrittrice dal pubblicare un libro che segna una distanza siderale dai suoi precedenti, bellissimi. Un grosso infortunio, lo dico con grande dispiacere sperando che sia un "malessere" solo passeggero: un libro da dimenticare, sperando che ne seguano altri della qualità alla quale siamo abituati, e dalla quale questo è così disgraziatamente lontano.

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    Isa

    19/11/2013 12.35.48

    Non ho dato il voto massimo solo perche' avrei voluto leggere ancora qualche pagina! Nonostante l'esile numero di pagine, la scrittrice e' riuscita a dare spessore al romanzo.

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    Titty

    08/09/2013 11.40.51

    Una storia di una vera amicizia ..... bello, lo consiglio!

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    Letizia

    22/08/2013 14.45.51

    Una storia di una vera amicizia, analizzando tutte le sfumature di questo sentimento, l'unione e la complicità, i momenti di crisi e l'abbandono, il perdono e il ricordo di ciò che è successo e che ha aiutato a crescere. Lettura veloce che offre molti spunti di riflessione e invoglia a vivere l'amicizia in tutti i suoi aspetti.

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    orsetto

    25/07/2013 14.29.43

    una bella storia di amicizia tra due ragazze giovani che si trovano a lavorare insieme in un albergo. Dunne ci descrive questo periodo della vita ( 16 anni una e 20 l'altra), mostrandoci le difficoltà , le incomprensioni , le speranze che alimentano le loro giornate .Sono ben trattati il tema dell'abbandono , e quello del perdono . Un po' diverso dagli altri romanzi dell'autrice, più una novella che ci lascia dentro nostalgia e anche un po' di tristezza.Molto piacevole alla lettura,secondo me una novità tra i romanzi della Dunne

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    Rita

    23/07/2013 09.49.58

    Più che un romanzo e una novella lunga, scritto con la delicatezza che conosciamo e con delle pennellate che rendono il quadro perfetto nei particolari più sottili. Venato da una leggera tristezza che rende tutto il racconto molto reale. Una estate in cui accade tutto e che accompagna la vita della protagonista fino alla fine. Un libro che leggi in un'ora ma che ti rimane dentro come se quelle esperienze le avessi vissute in prima persona...e forse è proprio così.

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    faffa

    24/06/2013 19.42.32

    Catherine Dunne con forza e delicatezza ha narrato la storia di un'amicizia nata con naturale spontaneità ed empatia tra la sedicenne Miriam e la ventenne Marie-Terese durante una vacanza-lavoro presso un albergo lungo la costa a 30 km da Dublino, nell'estate del 1933. Un'amicizia che, però, si incrina e lascia il segno perché, specialmente per Miriam, diventa anche metafora della vita che da adolescenziale diventa adulta. Miriam è la voce narrante del romanzo che in realtà è una lunga lettera a Marie-Terese: nostalgicamente viene ricordato il passato di quaranta estati prima, ma con una tanto aspirata serenità per un inganno riscattato. Regalo di compleanno che ho molto gradito ... da parte della mia storica amica dai tempi del liceo!!!!

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