La grande bugia

Giampaolo Pansa

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Collana: Saggi
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 3 ottobre 2006
Pagine: Rilegato
  • EAN: 9788820041694
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Gaia la libraia

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Continua il lungo racconto, iniziato da Pansa nel 2002 con "I figli dell'Aquila" e proseguito con "Il sangue dei vinti" e "Sconosciuto 1945". Ora il racconto si conclude con "La Grande Bugia". È un testo diverso dai precedenti. Anche qui il lettore troverà nuove testimonianze emerse dal mondo dei fascisti sconfitti. Ma il cuore del libro è un altro, ed è rivolto all'oggi. C'è il diario delle esperienze di Pansa come autore di ricerche sulla guerra interna. C'è la sua risposta alle stroncature più acide. E infine la ricostruzione di vicende accadute ad autori osteggiati da coloro che uno storico, pure avverso ai libri di Pansa, ha definito i Guardiani del Faro Resistenziale.
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    rEAl

    06/02/2015 13:46:05

    L'ennesima giustificazione di un periodo tragico e barbaro. Del resto, trovata la gallina dalle uova d'oro è un peccato mollarla!

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    valerio0709

    10/01/2014 18:57:27

    Splendido libro che inizia a grattare via la solita mitologia dogmatica antifascista.Per un'Italia migliore, libera dai dogmi dei partigiani.

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    disposablehero

    01/06/2013 07:38:08

    Chiude la trilogia (Il sangue dei vinti, Sconosciuto '45, cui in verità poco aggiunge), e la bocca agli impostori. Abbiamo tutti gli strumenti, oggi, per capire gli errori del passato. L'auspicio è che libri come questi possano favorire negli Italiani la nascita di una memoria condivisa e di un moderno sentimento di identità nazionale, senza i quali nessun futuro è possibile.

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    Vittorio

    09/01/2008 13:40:25

    Gran bel libro,forse è il momento che alcune persone si rendano conto quali sono i veri "valori" della resistenza e che altre comincino a riscrivere i libri di storia che da sessant'anni sono figli della resistenza e della costituzione che da essa è nata. Vorrei rispondere ad alex che i lati meno limpidi del fascismo li riconoscono tutti, ma che vadano analizzati con meno superficialità. Ti assicuro che hanno fatto piu danni la mafia, la droga e l'immigrazione clandestina e il capitalismo straniero in pochi di questi anni, in cui non è mai esistita una realtà democratica, ma piuttosto plutocratica. Quello che ha fatto Pansa è decisamente lodevole viste anche le sue idee politiche: forse dopo di lui tante altre persone cominceranno a vedere i fatti in modo piu analitico senza considerare solo stupide etichette e pregiudizi radicati dal -45 in poi.

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    luca

    02/01/2008 11:23:09

    ben documentato, e tristemente corretto. mi è sempre piaciuto ascoltare i vecchi che raccontavano la loro storia, Pansa da voce a molti di quei racconti. unica nota dovuta è che la nostra resistenza, contrariamente a quella francese e a quella nordica, fu attiva solo a fine conflitto semplicemente perché gli italiani erano in grandissima maggioranza fascisti o filo fascisti, si credevano un popolo grande e guerriero e si scoprirono piccoli e perdenti. con il crollo dell'agiografia fascista molti si imboscarono nella resistenza non per fede ma per convenienza. a valori attuali possiamo dire per fortuna che sono arrivati gli inglesi e gli americani.

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    Giovanni B.

    30/12/2007 11:00:07

    A me sembra che chi giudica negativamente questo libro (ho letto qui sotto gli ultimi tre giudizi negativi: Mbond, alex, Claudio) sembra che in realtà il libro non l'abbia letto veramente; si accusa l'autore di ciò a cui lui ha già risposto nel libro (alex è ridicolo quando ci dice che l'Italia fu paese aggressore per 3 anni..come se Pansa non avesse già ben sottolineato le nefandezze del fascismo ecc. spiegando che la ricerca della verità sulla resistenza e sul dopo 25 aprile non vuol per niente dire difendere il fascismo...). Sull'accusa di pressapochismo risponde il libro stesso, quando ci cita molti fatti con dati precisi e con i nomi ecc. e quando sostiene di non aver mai ricevuto una smentita reale su nulla di quanto da lui scritto: gli altri son tutti capaci a dire "tutte invenzioni!"..salvo poi non essere in grado di smentirle..ridicoli. Io non mi interesso di politica come i detrattori del libro, ma di storia, e ho trovato questo libro una perla veramente interessante e utile per conoscere la nostra storia...anche se triste...e su entrambi i fronti..(in questo caso sul fronte di sinistra, ma abbondano anche quelli sul fronte di destra)..punto e basta.

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    Mbond

    09/11/2007 15:26:05

    un libriccino davvero modesto. Senza infamia e senza lode. Parla di cose risapute e che sono da sempre, come per la guerra civile di Spagna, su tutti libri di storia e i manuali delle scuole. Ma con una mancaznza di analisi e senso critico, di inquadramento contestuale, una sciatteria e una confusione, un pressappochismo, che assolutamente non fa onore al materiale storico che si voleva recuperare e al ricordo delle vittime. L'effetto sortito è il contrario. Purtroppo è inquietante leggere proprio - per avere la misura della confusione ingenerata dal libro - i commenti laudatori dei lettori che hanno idolatrato questo libro, vedendoci ognuno quello che ci voleva vedere - un guazzabuglio di violenza, assurdi storici, stranezze psicotiche, inneggiamenti, revanscismi, errori, riferimenti all'attualità, e fregnacce varie, completamente diversi e diametralmente opposti a quello che l'autore stesso ha voluto scrivere e ha voluto intendere e - si ripete - il contrario dello scopo - di chiarezza, giustizia, verità, riabilitazione della povera carne da cannone nazifascista, e delle vittime - CIVILI e INNOCENTI - della guerra civie da entrambe le parti, riconciliazione? che si prefiggeva - se davvero oltre a fare soldi di scopo ce n'era un altro.

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    davide d'alessandro

    10/09/2007 22:58:42

    Ho letto Pansa come sempre con grande interesse, ma non posso non ricordare che, con qualche anno di anticipo, Umberto Piersanti, poeta e scrittore d'Urbino, con il meraviglioso "L'estate dell'altro millennio" aveva toccato le stesse corde. Il sangue dei vinti è anche il nostro sangue. Piersanti con la fantasia e Pansa con i fatti ci aiutano a non dimenticarlo. Mai.

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    marco paladina

    29/04/2007 09:31:51

    ho letto questo e gli altri 2, dei libri di pansa, e nn mi sono piaciuti molto, pansa è un pò appesantito(l'età?), ma mi sento di doverlo difendere da critiche assurde: la sua è una grande lezione di giornalismo, oltre che di democrazia, e nn revisionismo. i fatti da lui narrati sono veri, già in passato altri, ma di destra ne avevano parlato, ma di destra o estrema appunto, lui invece è uno scrittore di sinistra, pensate che qualche storico alla gasparri si metta a scrivere il sangue dei vincitori? è vero che questi libri sono comparsi quando alcuni cercavano di cambiare la storia, ma i libri sui crimini fascisti, su marzabotto, sulle impunità ci sono, se nessuno li legge perchè ormai sono passati 60 anni e certe cose nn interessano più, la colpa nn è certo del Signor Pansa...

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    steno811

    18/04/2007 16:20:57

    Interessante ed astuta la struttura a dialogo del libro che diventa più scorrevole. Sicuramente non è un libro di storia come materia scientifica, forse salta troppo facilmente dai commenti sui personaggi sinistri alle storie tragiche di sangue. Il fatto che il libro non è scientificamente e metodologicamente validato che non significa che quello che dice non sia vero. Ne ho visti di libri di storia, scritti da storici pieni zeppi di considerazioni personali e faziosità. Il fatto principale che brucia moltissimo alla sinistra regressista ed ai ragazzotti che hanno dato 1 al libro e che Pansa abbia successo mentre della loro epica resistenziale la gente forse ne ha abbastanza...Il libro brucia davvero tanto alla sinistra ed ai suoi fans il che mi fa credere sempre più che abbia colpito nel segno.

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    Marco

    12/04/2007 20:41:40

    Il merito di Pansa è di scrivere ciò che và contro la propria natura spinto dalla sua onestà intellettuale e dall'amore per la verità qualità,queste,oggi molto rare dove ognuno difende il proprio orticello anche se ci sono dei morti seppelliti.Complimenti.

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    daniele

    23/03/2007 16:46:11

    Altro libro che prosegue con l'illustrare ciò che per decenni la storiografia schierata ufficiale ci ha nascosto.

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    arnaldo bavicchi

    14/03/2007 19:19:40

    La grande bugia di Pansa è senz'altro un buon libro,ottima la scelta di un appoggio figurato come Emma.Tutti abbiamo bisogno di una "spalla" per imbastire un dialogo così lungo come il suo libro o come la vita.Dubbi i suoi giudizi politici che mettono in luce un Italia sempre e comunque spaccata in due come si è verificato nelle ultime politiche : l'eterno asse di equilibrio tra sinistra e destra (v. Prodi-Berlusconi,qui risorto purtroppo).Un partito minore a fare da ago della bilancia (leggi Lega-come a suo tempo fu il P.R.I.) .Ci si chiede : ma quando gli italiani matureranno politicamente?

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    Claudio

    11/03/2007 19:03:50

    Finalmente un libro che sbugiarda e mette a nudo le verità ideologicamente precostituite sostenute "a prescindere" dai vari "maitre a penser" della Kultura italica del dopoguerra. Il fascismo, dal '36 in poi ha portato l'Italia alla soglia della rovina, ma non tutto quanto è stato fatto durante la resistenza deve per forza essere considerato al di sopra di ogni giudizio. Pansa, tirato per il bavero, risponde con puntualità a tutti gli attacchi

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    Massimo

    09/03/2007 08:41:44

    Caro Alex, cosa c'è ti rode forse che dopo tanti anni finalmente si aprono ampi squarci di verità sulla tragedia di quegli anni? Volevi forse che si continuasse a dire e a scrivere la favoletta che i partigiani erano tutti bravi, buoni e gentili, e i fascisti tutti brutti, sporchi e cattivi? Tu parli della dittatura fascista, ma dimentichi che se fosse stato per i tuoi amici partigiani rossi l'Italia avrebbe avuto una dittatura comunista che sarebbe stata cento volte peggiore di quella del mascellone e che avrebbe causato la morte di milioni di persone. Di criminali di guerra tutti i paesi ne hanno avuti, ma certamente la dittatura fascista è stata un bignè rispetto a regimi totalitari quale la Germania nazista e la Russia stalinista. In quanto al libro io l'ho letto fino in fondo e ti assicuro che ne sono entusiasta così come i precedenti di Pansa.

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    Antonino Torre

    05/03/2007 10:22:15

    Era ora che qualcuno, magari di sinistra, facesse un po' di luce su un periodo buio e tragico della nostra storia. D'altro canto, la verità su certi fatti criminosi commessi da veri e propri criminali, nulla tolglie al valore dimostrato da chi, rischiando in prima persona o spendendo la propria vita, contribuì a donare la democrazia e la libertà all'Italia. Anzi! Antonino Torre

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    alex

    01/03/2007 19:16:53

    Non so come si faccia a trovare bello questo libro, ripetitivo, scritto con astio verso chi non la pensa come...pansa? Ma cari lettori che l'esaltate tanto, vi siete chiesti o non vi ricordate che l'Italia fu paese aggressore per tre anni? E che grazie alla resistenza, in cui ci furono certamente code di violenza comuni a tutte le guerre (purtroppo), potemmo avere un trattamento che ci perdonò vent'anni di dittatura? Ma sapete che ci furono 800 criminali di guerra nell'esercito italiano, mai condannati e tante altre cose? e sapete quanti morti per colpa del fascismo? Inammissibile guardare con tanta ignoranza storica ad un libro brutto, ripeto, pieno di polemica ignobile. Ma poi, chi l'ha letto fino in fondo? Soldi buttati per riempire le tasche di un arrogante!!!

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    luca74

    22/02/2007 15:35:05

    Il libro di Pansa è la naturale continuazione de "Il Sangue dei vinti". Nel suo libro Pansa ha il merito di dare voce a tutte quelle fonti storiche per molti anni taciute dando una visione dell'immediato dopoguerra sia secondo "l'altra parte" sia secondo molte voci di partigiani passate sin'ora nel dimenticatoio. A mio parere un grande lavoro che insieme al "Sangue dei vinti" apre uno squarcio e ci aiuta a capire la vera storia d'Italia dell'immediato dapoguerra. Da leggere.

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    Marco

    21/02/2007 09:04:30

    Bello, un libro che qualsiasi mente serena, libera e senza pregiudizi, legge tutto d'un fiato. Ha toccato argomenti importanti che tutti dovrebbero conoscere, sapere quale è stata la vera storia del nostro paese. E' importante prendere conscienza di cosa ci è stato raccontato fino ad oggi, come e da chi.

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    Norat

    18/02/2007 14:25:57

    Un libro coraggioso, scritto da un giornalista le cui idee politiche sono sicuramente più vicine all'esercito di "progressisti" che, anche su queste pagine, gli vomita addosso insulti ed epiteti. Anche questa è una dimostrazione lampante della tesi dei suoi libri sulla resistenza, un evento storico a senso unico, che accanto ai numerossissimi meriti, ha anche alcuni scheletri il cui richiamo suscita ancora quell'ira e quella rabbia tipica di chi ha qualcosa da nascondere.

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  • Giampaolo Pansa Cover

    Giampaolo Pansa è giornalista e saggista italiano. Laureatosi in Scienze Politiche all'Università di Torino, la sua tesi Guerra partigiana tra Genova e il Po sarà pubblicata nel 1967 da Laterza. Inizia giovanissimo la sua carriera giornalistica, entrando negli anni '60 al quotidiano torinese «La Stampa». Collaborerà poi con svariate testate, tra cui «Il Giorno», «Il Corriere della Sera», «La Repubblica», «Il Messaggero», «L'Espresso», «Epoca», «Panorama», «Il Riformista» e «Libero». Scrittore discusso e prolificissimo, pubblica numerosi saggi e romanzi di grande successo. Tra questi ricordiamo Il sangue dei vinti (Sperling & Kupfer, 2003),... Approfondisci
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