Traduttore: B. Bertoni
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 2 luglio 2015
Pagine: 147 p., Brossura
  • EAN: 9788845929861
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Descrizione
Al centro di questo romanzo si staglia - occhiuta, dispotica, orgogliosa - una figura femminile tra le più memorabili delle tante che Simenon ci ha regalato: quella della signora Pontreau. Vedova, con tre figlie, barricata in una sprezzante e dignitosa miseria, la vediamo, in una delle prime scene a cui assistiamo, spingere giù dalla finestrella del granaio, con implacabile freddezza, il genero paralizzato da una crisi di epilessia. La morte di quel buono a nulla, di quell'inutile biondino dalle gambe molli, le consentirà di mettere le mani su una parte della proprietà e di riprendere un saldo controllo sulle figlie. Ma sullo sfondo, delirante e minacciosa, c'è un'altra donna, una vecchia domestica a ore, che forse ha visto, che forse ha dei sospetti, e che potrebbe parlare, o ricattarla. Perché tutto sia soffocato, perché una greve cappa di silenzio scenda sulle vittime e sui colpevoli, e perché ogni cosa, il paese come la grande casa dalle finestre sprangate delle Pontreau, ripiombi in una calma sinistra, il prezzo da pagare sarà altissimo ma soprattutto occorreranno altre vittime. Con la crudele esattezza che è soltanto sua, Simenon ha ritratto una società arcaica e ripiegata su stessa, in cui è il potere delle donne a decidere della vita e della morte.

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    Cosimo Sportelli

    19/09/2017 12:46:32

    Se uno dice George Simenon dice giallo e "Il Grande Male" del genere giallo/noir ha le tinte, seppure in modo atipico. Sin da subito infatti si svela l'identità del colpevole dell'omicidio che dà avvio alla vicenda; perché quello che Simenon intende fare con questo suo piccolo gioiello letterario non è far giocare il lettore con indizi e ricerche, bensì dipingere ancora una volta il ritratto cupo, spietato e realistico di una piccola realtà di provincia e della natura spesso ambigua e venefica dei rapporti umani, quelli familiari in primis, che ne compongono il tessuto sociale. Romanzo quasi tutto femminile, con una galleria di personaggi sui quali spicca per freddezza, spregiudicatezza e capacità di regia la vedova matriarca di casa Pontreau, madre opprimente che muove i fili delle vite delle sue povere tre figlie. Su ogni pagina aleggia un senso di attesa spasmodica, di inquietudine, una sorta di brivido elettrico in cui si riverbera l'ansia crescente provata dai personaggi della storia e che contagia il lettore. La vecchia domestica a ore sembra quasi torturarci con il suo aggirarsi furtivo davanti alla casa delle Pontreau, perennemente in bilico tra il minacciare di spifferare a tutti la verità circa ciò che crede di aver visto e la paura di subire ritorsioni; e che dire del tormento delle giovani Hermine, Gilberte e Viève, che vivono nel dubbio di aver intuito una verità troppo pesante da sopportare? Gli uomini appaiono come un contorno, quasi fossero bambini che cercano di penetrare nei misteri di un mondo femminile il cui accesso è però a loro precluso, restando trincerato come un convento inviolabile. La tensione intanto continua a salire, diventa insostenibile, cerca uno sfogo, un punto di rottura, un colpo di scena che la faccia esplodere, ma nulla accade. Perché la provincia descritta da Simenon ha questa come sua caratteristica inossidabile: l'essere un piccolo mondo di pietra immutabile, retto da proprie leggi, che resiste agli urti di ogni rivoluzione.

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    Renzo Montagnoli

    25/07/2017 04:50:42

    La provincia francese fa ancora una volta da sfondo a un noir del tutto particolare, in cui giganteggia una figura femminile tutta d’un pezzo, dotata di una forte personalità. La vedova Pontreau, che ha sempre condotto una vita in miseria, ma con estrema dignità, anzi con un portamento permanentemente altezzoso, ha l’occasione di dare una svolta alla sua esistenza e a quella delle sue tre figlie, grazie al matrimonio di una di queste con il diafano Jean Nalliers, figlio di un ricco proprietario terriero e che per l’occasione ha ricevuto in dono dal padre una grossa fattoria (La Pré-aux-Boeufs). Il novello sposo purtroppo soffre di una malattia neurologica, un tempo chiamata piccolo male, ma scientificamente conosciuta con il termine di epilessia. Si da il caso che durante la mietitura Jean, arrabbiatosi con un lavorante, avverta l’inizio di una crisi e si trascini fino al granaio, dove cade a terra in stato di incoscienza e dove lo trova la suocera, a cui sorge l’idea di liberarsi del genero onde impadronirsi della terra. Si limita a spingerlo attraverso una finestra così che cada di sotto e si spiaccichi sul selciato. Questo è sostanzialmente l’antefatto su cui Simenon sviluppa un romanzo che è prettamente al femminile, visto che i protagonisti, fatta eccezione per un procuratore, per un medico e per il padre del morto, relegati però a figure di comprimari, sono tutti femminili: le tre ragazze Pontreau, di cui la più giovane e minorenne Viève fuggirà di casa con il suo innamorato per non concludere l’esistenza nel grigiore di ogni giorno, a differenza della sottomessa Hermine e della psico labile Gilberte, vedova di Jean, che prima di consumarsi totalmente nel lutto si toglierà la vita; la serva svampita, per non definire pazza, Naquet, che qualcosa deve aver visto o sapere, circostanze da cui intende trarre profitto, e sopra di tutte un gigante imperscrutabile, ansioso di dominare e di essere obbedito, cioè la vedova Pontreau. Da leggere, lo merita.

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    susanna bottini

    09/04/2016 18:18:55

    Bellissimo. La perfidia umana si incarna nel memorabile personaggio della signora Pontreau.sullo sfondo,la provincia francese magnificamente descritta.

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    claudio

    26/01/2016 15:17:38

    Splendido Simenon non ha bisogno di spessore della trama, l'attenzione, l'ammirazione del lettore convergono prevalentemente nei personaggi. Una vicenda subito nota che incalza pagina dopo pagina, con uno stile che tratteggia il mistero tinto di giallo, sebbene poi magari ci si ritrovi a galleggiare amabilmente nel nulla. Eppure la forza dei protagonisti e' infrangibile, la penna sovrasta la mera narrazione psicologica e crea attori e comparse in modo vivido, tridimensionale. E' un piacere lampante abbandonarsi ai personaggi di Simenon, bravissimo a proporci il potere di una donna , senza ripensamenti, senza rimpianti, a testa alta nel suo incedere calmo, freddo e deciso

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    daniela

    07/01/2016 16:36:08

    Simenon ha davvero il dono di creare la "giusta" atmosfera; avvinghia il lettore e lo trasporta, con la forza della scrittura, asciutta ma evocativa, direttamente nella storia che racconta. Chi legge è spettatore coinvolto, come se davanti agli occhi non avesse parole scritte, ma attori in scena su un palcoscenico... Avvincente sin dalle prime pagine; lettura consigliatissima, come molti altri romanzi dello stesso autore!

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    Leopoldo Roman

    05/12/2015 22:33:31

    Spiace dover andare controcorrente, ma continuo a non trovare entusiasmanti i romanzi di Georges Simenon. Oltre a qualche Maigret avevo letto anni fa "L'uomo che guardava passare i treni" e sinceramente non riuscivo a capacitarmi dell'enorme successo avuto dal celebre scrittore belga di lingua francese. Anche "Il grande male" è stato per me deludente, di molto inferiore alle mie attese. Una trama abbastanza banale senza particolari colpi di scena; personaggi descritti in modo asciutto per non dire sommario; una scrittura penetrante, ma anche no. Perno del racconto è la vedova Pontreau che sicuramente è un personaggio unico nella storia della letteratura tanto è malvagia, ma non è verosimile che nella sua condizione dimostri una confidenza tale con il codice di procedura penale fino al punto di mettere addirittura in difficoltà un giudice istruttore e...non voglio svelare il finale.

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    MARINO PODUJE

    21/09/2015 23:12:30

    Uno dei migliori romanzi di Simenon....Il personaggio principale...la vedova...e' splendido! Un noire forte, capace come pochi di disegnare il carattere dei personaggi in gioco, un gioco che la protagonista sa guidare fino alla fine con freddezza e maestria! Gli amanti del grande George non potranno che metterlo in cima alla personale classifica!

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    laura

    31/08/2015 17:04:01

    bellissimo, mi ha catturata subito, anche il finale per niente scontato. Consiglio.

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    Laura

    10/08/2015 14:24:58

    Bellissimo romanzo,letto in un giorno senza riuscire a staccarmene.Simenon è stato un grande maestro nel descrivere atmosfere,paesaggi e psicologie umane.Madame Pontreau è un capolavoro di perfidia,fredda intelligenza e orgoglio,tanto che a volte verrebbe da parteggiare per lei. Penso che il meglio di sé Simenon lo abbia dato nei romanzi che non coinvolgono Maigret.

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    luciano

    19/07/2015 14:41:26

    Il grande male è l'epilessia di cui soffre Jeans Nalliers che non ha ancora trent'anni. E' una calda estate, nella fattoria c'è la trebbiatura del grano e si soffoca dal caldo e l'aria tremola " come infestate da miriadi di mosche." Jeans, proprietario della fattoria, si aggira tra i contadini, " agitatissimo. Non si era rasato. Aveva gli occhi stanchi... Era il più magro, il più minuto. Si ostinava a portare pantofole di feltro che lo facevano assomigliare a un convalescente." Il suo cadavere, poco dopo, viene trovato ai piedi del granaio, nel "cortile dei maiali" che è circondato da muri e lastricato. E' caduto dalla finestrella del granaio a causa di un attacco epilettico o qualcuno lo ha gettato giu?. Romanzo bellissimo. Simenon è veramente uno dei più grandi scrittori del Novecento. La sua scrittura è sintetica ma estremamente evocativa, al punto tale che cattura immediatamente l'immaginazione. Memorabili sono le figure di due donne: la signora Prontreau, suocera di Jean, e la domestica Naquet che dominano tutto il racconto.

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Al centro di questo romanzo si staglia – occhiuta, dispotica, orgogliosa – una figura femminile tra le più memorabili delle tante che Simenon ci ha regalato: quella della signora Pontreau.

I romanzi di Georges Simenon sono opere d’arte totali, rappresentano un vero e proprio modello di stile. Non è solo il romanzo in sé - la trama, le atmosfere, la scrittura – ma anche la qualità dell’edizione Adelphi a conferire a quest’opera un’aura speciale. I testi della quarta, ad esempio, le note all’edizione, la traduzione, la copertina: ciascuno di questi elementi contribuisce ad alimentare il mito di Simenon, che a questo punto, lo diciamo con certezza, va ben oltre la fama del suo Maigret.
Come si legge a margine della quarta di copertina, la casa editrice Adelphi pubblica i romanzi di Georges Simenon esattamente da trent’anni: il primo Lettera a mia madre è del 1985. Il grande male appartiene a uno dei periodi più fertili della produzione di Simenon, il 1933, lo stesso anno in cui scrisse Il fidanzamento del signor Hire, Colpo di luna, La casa sul canale, Le finestre di fronte, non a caso, dunque, il personaggio intorno al quale ruota il romanzo, la signora Pontreau, è uno dei più riusciti della sua produzione.
La storia si svolge in una fattoria isolata, in riva al mare, tra Esnandes e La Pallice, durante i giorni della trebbiatura. In quel periodo la fattoria della giovane coppia di sposi, Gilberte e Jean Nalliers, si popola di braccianti, chiamati per portare a termine i lavori agricoli. Anche la madre di Gilberte, la signora Pontreau e le figlie Hermine e Geneviève, si trasferiscono per qualche giorno alla fattoria: nessuno come la vecchia vedova è capace di gestire la casa e organizzare i pasti per tutti i braccianti accorsi alla fattoria. È una donna volitiva, imperiosa, perfino crudele, che arriva, seppur con una calma irreale, a disfarsi del genero soggetto a frequenti crisi epilettiche.
Come i contadini di una volta, che non esitavano a soffocare i gattini di una cucciolata troppo numerosa, così la signora Pontreau risolve il problema di Jean Nalliers, "un buono a nulla", gettandolo fuori dalla finestra, nel cortile dei maiali. Il delitto, che sembra quasi ordinario e che si consuma in apertura del romanzo, darà avvio a una spirale di sospetti, rancori e soprattutto nuovi delitti.
George Simenon, con la “crudele esattezza che è solo sua”, ci offre una nuova tappa alla scoperta della bestialità umana, lungo la sua sorprendente galleria di ritratti.