Traduttore: I. C. Blum
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 3 giugno 2016
Pagine: 57 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845930850

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Medicina - Clinica e medicina interna - Neurologia e neurofisiologia clinica

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Descrizione

I quattro scritti qui raccolti sono la lettera di congedo che Oliver Sacks ha voluto indirizzare ai suoi lettori.

Dapprima rendendoli partecipi delle proprie sensazioni di fronte alla soglia degli ottant'anni, e più tardi informandoli, con perfetta sobrietà, di essere affetto da un male incurabile. Ma non ci si inganni: sono pagine vibranti di contagiosa vitalità quelle che Sacks ci regala, dove più che mai si respirano freschezza, passione, urgenza espressiva. Come quando, riflettendo sulla vecchiaia, rivela di percepire «non una riduzione ma un ampliamento della vita mentale e della prospettiva»; o quando si ripromette, nel breve tempo che gli resta, di «vivere nel modo più ricco, più intenso e più produttivo possibile»; o quando racconta di aver visitato, fra una terapia e l'altra, il centro di ricerca sui lemuri della Duke University: «... mi piace pensare che, cinquanta milioni di anni fa, uno dei miei antenati fosse una piccola creatura arboricola non troppo dissimile dai lemuri odierni»; o quando, pochi giorni prima della morte, contemplando la sua vita dall'alto «quasi che fosse una sorta di paesaggio», ne rievoca i momenti essenziali: del tutto simile, in questo, a un filosofo da lui molto amato, David Hume, il quale, appreso di avere una malattia mortale, scriveva nella sua breve autobiografia: «È difficile essere più distaccati dalla vita di quanto lo sia io adesso».

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    Silvia90

    02/11/2018 00:26:46

    Bello ma non il migliore di Sacks. Forse troppo breve ma scritto comunque sempre in modo impeccabile. È comunque un libro che fa riflettere.

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    Gratitudine è un libro piccolissimo, conta poco più di 50 pagine, ma il contenuto emotivo che esso racchiude è immenso. Ho sentito parlare spesso di Oliver Sacks e mi sono approcciata a lui per la prima volta con L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello. Essendo laureata in Psicologia quel libro mi ha affascinata fin dal primo momento, ero a conoscenza di tutti i disturbi da lui affrontati, ma oltre a parlarne con professionalità, Sacks non nasconde il suo lato umano e questo dà un tocco in più ad ogni cosa che dice. Da quel momento ho deciso che avrei recuperato tutte le sue opere, che un uomo di così vasta conoscenza e umanità non poteva non essere presente nella mia libreria, non potevo non leggerlo. Volevo aspettare a leggere Gratitudine, avrei voluto leggere altre sue opere meno personali prima di affrontare questa, così privata, ma non ce l’ho fatta, e non me ne pento. Sacks non è stato solo un uomo studiato, un conoscitore della psiche e della medicina, è stato anche un grande uomo, e se avessi scoperto prima la sua esistenza e i suoi scritti, il 30 agosto 2015 lo avrei passato in lacrime. Il filo conduttore di Gratitudine è proprio questo: la gratitudine. Sacks era grato alla vita, per tutto quello che la vita gli ha saputo donare e per tutto quello che lui ha saputo donare alla vita. E io, pur conoscendo ancora così poco di lui e delle sue opere, gli sono grata: per le emozioni e le lacrime che è riuscito a scatenare in me finché leggevo questo libro, per le conoscenze e le esperienze che ha deciso di condividere con noi e per l’umanità che ha sempre dimostrato con i suoi pazienti.

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    Stefano

    02/12/2016 09:41:58

    Senza aver prima letto altro di Sacks, e senza saper nulla di lui, questo libricino diventa inutile. Molto, troppo, breve e semplice.

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    Carlo M.

    21/09/2016 15:39:08

    Un meraviglioso volumetto di una cinquantina di pagine, nel quale Oliver Sacks parla della morte (della SUA morte) con serenità e semplicità. Da leggere e rileggere e da meditare, con la speranza di poterlo imitare quando toccherà a noi...

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