Great Jones street

Don DeLillo

Traduttore: M. Pensante
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 febbraio 2009
Pagine: 242 p., Brossura
  • EAN: 9788806189846
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Descrizione
La rockstar Bucky Wunderlick, all'apice della fama, decide di abbandonare il suo gruppo mentre è in corso una tournée. Si rifugia in un angolo nascosto di New York, in un appartamento di Great Jones Street, per sfuggire al culto della personalità di cui è oggetto e a un successo in cui non crede più. L'esilio del protagonista, però, è continuamente disturbato dalle visite più disparate: giornalisti a caccia di scoop, agenti interessati a certe sue incisioni inedite, emissari di una misteriosa comune agricola che tentano di coinvolgerlo nel commercio di una nuova e potente droga carpita ai laboratori federali.

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    sergio

    20/01/2019 13:27:26

    “Eravamo come angeli che si davano ospitalità a vicenda nell'assenza di qualsiasi desiderio, inebetiti da una passività comune a vagare alla deriva tra particelle subatomiche. L'amore delle menti dovrebbe vivere oltre la vita materiale. E forse è così, come se ciascuna mente fosse una stella di neutroni, invisibile se non agli occhi della teoria, che impone la sua forza di gravità allo spazio per trovare un'amante”. Great Jones Street è la storia rovesciata di una ricerca di libertà: un musicista celebre si ritira in un piccolo appartamento newyorchese e si isola, cercando così di smitizzarsi e tenersi nascosto, spogliandosi al minimo della leggenda e della fantasia di sé stesso. Naturalmente il mondo, reale e massmediatico, continua a portare contro la rockstar le sue zone di pressione, la gravità che impedisce di riconciliarsi con l'orrore anonimo, di resistere alla verità del fatto che egli si sente classificato nella categoria delle cose. Suoi vicini di casa sono l'anziana madre di un ragazzo disabile e un vecchio scrittore fallito, artefice di letteratura impossibile, su pornografia e finanza. L'energia è la forza dell'universo e Bucky sente un dolore solitario, opaco e senza radici: ad assediare il suo equilibrio arrivano numerosi antagonisti, che ruotano tutti intorno al “prodotto”, una droga fantascientifica che agisce sui centri del linguaggio inaridendo la facoltà di parola, e dall'altro lato sui misteriosi e segreti nastri della montagna, giovanili incisioni acustiche del cantante che contengono la sua anima più sincera, oggetto taumaturgico per l'avido mercato discografico. Così si sviluppano i pensieri e le narrazioni di De Lillo, orientate tra fama, eccesso e insania: l'uomo massificato non è libero; bisogna costruire spazi interiori. È l'unica direzione rimasta per costruire. Il male è un movimento in direzione del nulla. Spesso gli avvenimenti potenziali sono più importanti di quelli veri, nell'universo delle multinazionali come in quello delle comu

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    Gianni F.

    23/09/2017 10:01:03

    Difficile per me dare una votazione, in quanto la trama è lontana anni luce dai mie gusti; squallore, degrado, volgarità e certi ambienti non mi attraggono, però siamo di fronte ad uno Scrittore con la S maiuscola. Davvero un grande!

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    cristiano cant

    26/10/2013 12:57:37

    Ero partito su tragitti di diffidenza; in corso di lettura si è via via dispiegata la stupenda triste parabola di questo antidivo che non può ahimè più scappare da se stesso. Grande linguaggio, grande tessitura riflessiva, una modernità squadernata nei suoi miasmi e nelle sue peggiori tracce, ma sovvertiti da un calore e da un senso di solidale forte affetto per Bucky che non possono facilmente svanire. E' stato il primo De Lillo che affrontavo e ne sento dentro l'eco intensissima. Grande stoccata a questo mondo meschino, romanzo splendido.

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    Gianluca Pusceddu

    11/10/2010 15:58:53

    Asciutto e corrosivo. Ogni frase uno schizzo di acido. Fulminante e psichedelico. E scritto quando Chuck Palahniuk aveva 10 anni... Voto 3,5

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