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Chris Bellamy

Traduttore: S. Mobiglia
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Storia
Anno edizione: 2010
Pagine: XXXVI-838 p. , ill. , Rilegato

32 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia militare - Seconda Guerra Mondiale

  • EAN: 9788806195601
La sanguinosissima guerra tra i sovietici e il contingente guidato dalle truppe naziste fu totale (cioè "combattuta da tutte le componenti della società") e assoluta (volta all'annientamento reciproco). Allievo del compianto John Erickson, tra i più fini studiosi di quei fatti, Chris Bellamy chiarisce questo assunto con encomiabile acribia, integrando gli elementi già noti con altri contenuti in documenti che solo negli ultimi anni sono divenuti accessibili. L'opera parte dall'attenta analisi delle forze in campo e dei rapporti fra di esse instauratisi nel periodo immediatamente precedente all'Operazione Barbarossa. Sono quindi ripercorse le varie fasi di un conflitto caratterizzato, per Stalin e i suoi, da gravi errori, come l'aver dislocato le divisioni più deboli proprio a Kiev, dov'era previsto l'attacco più devastante, ma anche da un eroismo che nessuna condanna dello stalinismo può cancellare, perché messo in azione da tutti i cittadini. E ne vennero mobilitati più di trenta milioni.Certo, l'Urss vinse anche per la prodigiosa capacità lavorativa di Stalin e Molotov – il quale fece in modo che la Tass garantisse trasmissioni radio in tutto il territorio – e l'efficienza di Voznesenskj, responsabile dell'arduo spostamento di tutte le più importanti risorse verso est; i primi colpi ricevuti in Bielorussia furono infatti ragione, tra la popolazione come nello stato maggiore sovietico, di un profondo panico. Per di più, gli aiuti occidentali giungevano con difficoltà, causa il gelo. Ma si riuscì lo stesso a fermare Hitler, che arrestò l'ormai fallimentare campagna alla notizia dello sbarco alleato in Italia.
Daniele Rocca

Recensioni dei clienti

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    Moreno Oldani

    05/05/2015 09.10.39

    Concordo con Andrea. Bellissimo. Da non perdere.

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    Andrea

    20/02/2011 19.28.48

    Bè, direi un'opera assolutamente indispensabile. Malgrado la difficoltà della materia per chi non sia addentro alla storia militare, il libro si legge bene (in ossequio alla tradizione britannica). Le informazioni sono tantissime, ma l'autore, a differenza di molti "antiquari" (direbbe Bloch) che più che libri di storia costruiscono elenchi telefonici,Bellamy tiene dritta la barra del vero storico. Dunque, fatti, certo, ma anche la loro interpretazione. Pochi aggettivi eclatanti, molto lavoro negli archivi. Direi che questo libro è senz'altro una pietra miliare e punto irrinunciabile sull'argomento. Ad averne, anche in Italia, di storici come questo, Invece, ci tocca ben altro.

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