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Bernard Millot

Traduttore: B. Oddera
Collana: Superbur saggi
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 1052 p. , ill.

14 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Guerra e difesa - Guerra e operazioni di difesa

  • EAN: 9788817128810

Recensioni dei clienti

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    giacomo

    19/02/2012 19.17.27

    Indubbiamente un bel libro, esauriente e completo, che consente di comprendere al meglio le varie tecniche militari e che fa capire come le battaglie, come gli eventi della vita, possano dipendere anche da apperenti insignificanti contrattempi. Interessante ed avvincente l'ultima parte dedicata alla bomba atomica e quella relativa alla fase dell'armistizio e delle vicende svoltesi in Giappone. L'autore fornisce un'immagine dell'America che è quella alla quale siamo ormai abituati, ma che all'epoca non era universalmente ancora chiara. Ovvero quella di una grande potenza innanzitutto economica e poi quando serve militare. Basta confrontare il numero delle portaerei varate nei due paesi- 25 Giappone 125 America - per capire perché i Giapponesi abbiamo sbagliato ad attaccare l'America, o conforntare la produzione di arerei nel perido 1941-1944 - Giappone circa 60.000 - America circa 261.000. Dal libro emerge bene che gli americani potevano contare su tutti i rifornimenti e/o mezzi che volevano. I giapponesi spesso non ricevevano neanche il mangiare per sopravvivere. L'autore chiarisce anche bene il modo di pensare dei soldati giapponesi e le conseguenze dello stesso. interessante anche il capitolo ove si spiega, senza giudicare, il fenomeno dei kamikaze. I giapponesi vengono dipinti come soldati valorosi, dediti al sacrificio più estremo, che combattono in situazioni disperate e che nonostante ciò si fanno onore. Soprattutto combattono sapendo che per loro non c'è speranza di ritorno dalle famiglie e questo crea rispetto nei loro confronti, pur non condividendo che piuttosto che essere fatti prigionieri ci si debba suicidare. Ma qui si entra nel campo delle credenze e dei valori di ogni nazione e/o popolo. Un libro che non si dimentica. L'unica nota critica che posso muovere all'autore è questa: considerata la lunghezza dell'opera, forse un'ulteriore capitolo poteva riportare alcune testimonianza dei soldati che avevano partecipato a questa guerra.

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    Taro

    04/11/2010 13.58.53

    Il libro offre una esauriente analisi della guerra del pacifico. Cause della guerra, analisi delle singole campagne e battaglie, ponendo l'attenzione sia sulle battaglie aereonavali che sulle azioni terrestri, brevi ma chiare e importanti analisi della cultura giapponese e delle situazioni politiche in giappone e negli u.s.a., analisi delle politiche militari.. Insomma un libro completo, una delle sue poche pecche è la mancanza di aneddotti, di vicende del singolo soldato, che renderebbero ancora più fluente una lettura già scorrevole nonostante l'argomento trattato.

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    Mirko

    21/05/2010 11.44.33

    Non sono d'accordo con la recensione di Gabriele, in quanto i vari "fortunatamente" o "sfortunatamente" usati dall'autore sono usati da ambedue le parti, a seconda di quale episodio e di quale schieramento stesse parlando. Diciamo che si calava nei panni di uno o dell'altro schieramento, tutto qui. Quindi si trovano anche molte frasi del tipo: "sfortunatamente i kamikaze giapponesi furono abbattuti ancora prima che riuscissero a decollare". senza contare che l'autore dà una valutazione molto diversa dei kamikaze rispetto al nostro solito, mettendo in risalto più l'atto eroico che ogni soldato di qualsiasi nazione può essere portato a compiere, piuttosto che definirlo solo fanatismo come farebbero altri. Quindi non vedo proprio questo essere così di parte come è stato detto in precedenza. Per il resto è un libro che va a interessare chi è veramente appassionato di certi argomenti, è chiaro che per altri che cercano una lettura più "da spiaggia" non è il libro più indicato. Personalmente l'ho letto con grande interesse e lo consiglio a chiunque voglia approfondire la sua conoscenza della guerra nel pacifico.

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    Francesco

    13/09/2009 18.01.08

    Io credo che il libro meriti il massimo dei voti perchè oltre a spiegare chiaramente e dettagliatamente lo svolgersi del conflitto, chiarisce in maniera splendida le cause della guerra ed offre scenari strategici di lungo respiro. Interpretando questi si capisce non solo perchè il Giappone non avrebbe potuto vincere, ma anche la sistemazione futura del sud-est asiatico negli anni a venire.

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    Sandro

    07/12/2008 09.28.15

    Libro interessante che narra,in modo estremamente dettagliato, le vicende della seconda guerra mondiale sul fronte del Pacifico.Data la mastodontica quantità di informazioni riportata più che un libro da lettura lo definirei un libro da consultare; Non manca qualche imprecisione,una su tutte: l'aereo che sganciò l'atomica su Nagasaki non era il "Great Artist" ma il "Bock's car".Comunque nel complesso si tratta di un ottimo libro che vale la pena di leggere.

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    Luca

    29/08/2006 14.48.14

    Confermo quello detto da Gabriele!! nel contesto può andare!!

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    Gabriele

    29/01/2003 20.46.16

    Si tratta di un libro sicuramente molto curato e ben fatto, e lo consiglio a coloro che sono interessati a sapere il numero di proiettili sparati per prendere l'isola di Kisha. A tutti gli altri suggerisco di stare alla larga, primo perchè non rispetta gli obiettivi che si propone nell'introduzione ( se davvero Millot avesse voluto scrivere una "sintesi imparziale" poteva evitare di parteggiare per l'esercito americano, scrivendo cose come:per fortuna le vittime americane furono molto minori di quelle giapponesi), parteggiando al di là di qualunque considerazione etica per gli Americani, e inoltre perchè sicuramente potrete trovare opere migliori condensate in uno stesso spazio (personalmente ho letto un testo scrittore da un professore universitario che surclassa Millot sotto ogni aspetto peccato non mi ricordi nè autore nè titolo...)

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    guido

    29/12/2002 15.35.19

    Il libro è fantastico e ricco di particolari estremamente interessanti. Ancora oggi non riesco a comprendere come gli americani abbiano vinto a midway.

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