Editore: Mondadori
Collana: Lo specchio
Anno edizione: 2005
Pagine: 197 p., Brossura
  • EAN: 9788804554356

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    Marco Giovenale

    10/10/2006 15:53:48

    Questo testo - anticipato nel tempo in plaquettes e riviste - è uno dei pochi esempi di scrittura civile ‘frontale’ ma niente affatto retorica o barocca (anzi asciutta, denotativa) che si registrino nel nostro paese. (Uno dei pochi casi degli ultimi trent’anni, dice giustamente Alessandro Baldacci). Ci sono in Italia molte scritture di sperimentazione che da sempre perseguono - con i più diversi risultati e fortune - una linea di impegno netta: agiscono tuttavia o in senso performativo, o nella piena e produttiva torsione dei significanti, o comunque codificando e ricodificando le ‘occasioni’ e i luoghi della parola impura, della violenza delle cose. E' il rispetto per l’incandescenza del dolore a portare i vetri che la chiudono a deformarsi. Sono invece più rare e paradossalmente più difficili da vincere le sfide giocate sul campo del grado zero dell’enunciazione, sull’orizzonte visibile e immediato dei fatti - seccamente riportati, incisi. Il lavoro di Buffoni va (da anni) in quest’ultima direzione, con successo. Qui la ‘ricerca’ consiste nello spingere nel freddo pieno gli eventi, entro l’ulteriore freddezza (che non è calcolo) di rispettarne lo spessore, di non renderli pretesti. Riducendo di numero le stesse figure retoriche, a favore di uno ’stile dichiarativo’ che non è però mai semplice realismo.

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