La guerra sul mare. 1500-1650

Jan Glete

Traduttore: F. Francis
Curatore: L. Lo Basso
Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 14 ottobre 2010
Pagine: 346 p., Rilegato
  • EAN: 9788815139726
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Descrizione
Il grande mutamento che ebbe luogo fra Cinque e Seicento nel mondo della navigazione in generale e nel modo di combattere le guerre sul mare disegnò il volto politico ed economico dell'Europa moderna ponendo le basi del suo predominio sul globo. Questo volume racconta nel dettaglio come avvenne tale mutamento - gli sviluppi tecnici e organizzativi, le nuove tattiche e strategie, la formazione di marine statali permanenti - e ne illustra gli effetti nelle diverse aree europee. La competizione per il controllo delle rotte commerciali transoceaniche spostò gli equilibri dall'area mediterranea all'Europa atlantica. Attento al tempo stesso alla dimensione tecnica e all'evoluzione storica generale, l'autore mostra secondo una prospettiva inconsueta come a partire dal Cinquecento il mare e non la terraferma fosse il campo di battaglia dove si decisero gli asserti di potere all'interno dell'Europa.

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Storico dell'Università di Stoccolma recentemente mancato (2009), Jan Glete affrontava in queste pagine i conflitti navali nella prima età moderna (protagonisti: spagnoli, portoghesi, olandesi, inglesi) in rapporto alla trasformazione dell'Europa. Con l'accentramento dei poteri, vennero a moltiplicarsi le marine permanenti controllate dagli stati, pronte a salpare per destinazioni anche lontane rispetto all'ormai battutissimo Mediterraneo nonché dotate di grandi velieri da guerra e strutture di comando burocraticamente organizzate, grazie ai finanziamenti derivati da tasse e dazi. Sono messi in evidenza cinque processi che si connetterono all'evoluzione delle guerre sui mari, influenzandola in misura considerevole: formazione e integrazione degli stati territoriali; ascesa e declino degli imperi marittimi, politici ed economici; espansione e ristrutturazione del commercio marittimo interregionale; espansione europea oltremare; trasformazioni tecnologiche della guerra marittima. Troviamo esaminati, con chiarezza e acribia, anche versanti normalmente trascurati, come il non sempre limpido ruolo degli imprenditori privati nella guerra marittima e le forniture degli arsenali, attraverso lo studio di operazioni navali, commerci e battaglie posti in essere da forze armate legate a stati che si proponevano sullo scenario internazionale come imperi caratterizzati, in realtà, da scarsa coesione interna. La tesi, sostenuta da una vasta conoscenza bibliografica, è che sia stata la rivoluzione militare verificatasi nel Vecchio continente in concomitanza con la costituzione dello stato moderno a permettere l'ampliamento planetario dei domini europei.
Daniele Rocca