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Preben Bang

Traduttore: S. Mattioli
Editore: Zanichelli
Collana: Guide
Anno edizione: 1993
Pagine: 244 p. , ill.
  • EAN: 9788808137029


recensione di Santucci, D. - Alleva, En., L'Indice 1994, n. 5

È un piccolo evento storico la traduzione di questo piccolo breviario di filosofia naturale, cui noi adepti di zoologia praticata avevamo affibbiato lustri orsono il nomignolo di 'little Bang', per quel suo essere chiave di lettura esplosiva del mondo naturale che ci circonda, capace di aprirci gli occhi sul cosmo animale - altrimenti ben difficilmente decifrabile. Il testo - tra figure coloratissime e belle fotografie - è breve ma onnicomprensivo. Dalle tracce a scala quasi naturale di mufloni, daini e cinghiali, passando per i rami scortecciati da uno scoiattolo o per le cime di arbusti mordicchiate da invisibili lepri o cervi, questo manuale praticissimo permette di scorgere animali lì dove non ci sono, scoprendone sottili intimità ecologiche e costumi sentimentali e familiari (costruzione del nido o della tana inclusi).
La nocella che il picchio nella sua "officina" forza in una fessura scavata nel tronco tenero, in modo da estrarne il contenuto gustoso, le "mense" (rimasugli di cibo dei topi selvatici o altri mammiferi), le mele parzialmente mangiate dagli uccelli (dai segni del becco è possibile risalire alla specie), decine di bacche noci nocciole ghiande e castagne i cui gusci rosicchiati rivelano dalla merlettatura presenza e identità di un invisibile rosicante notturno. Ma - soprattutto - gli escrementi, coprofagiche rivelazioni del giorno dopo: boli fecali cilindrici oppure ovulari, le piccole castagnole che rivelano nei parchi cittadini l'inafferrabile scoiattolo, oggi in rimonta numerica un po' dappertutto. Né meno informativi sono i boli rigurgitati dai gufi e altri rapaci o corvidi che ne svelano abitudini alimentari, tempi e luoghi della nidificazione. Non difettano le carogne: il capriolo abbattuto dalla lince o le prede sbocconcellate dei lupi o dei gatti. Tracce di neve o fango che svelano i balzi della lontra, della lepre e l'andatura ora pigra ora furbesca della volpe, e con essi velocità e motivazione del viaggio. I balzelli a zampetto unite degli uccelli suonano nella terra umide melodie esistenziali, dove le note sono i segni di colpo. di becco sferrati al suolo. E i gusci d'uovo predato, coi loro fori e sbocconcellature, non mancheranno di raccontarci chi ha gustato la frittata, donnola o cornacchia che rubò al nido la leccornia. Non ha morale la storia narrata da una traccia zigzagante sulla neve, repentinamente interrotta da un'inequivocabile impronta d'ali di rapace - al profano sembra un colpo di scopa, ma rivela una fine rapida forse manca un ultimo squittio terminale, che non può lasciar segni sul manto nevoso.
Indicatissimo compagno di gite e vacanze, questo manualetto è anche insostituibile dizionario per decifrare storie domestiche a misura (solo apparentemente ristretta) di balconcino urbano. È anche indispensabile ausilio per l'insegnamento di osservazioni scientifiche nelle scuole e lavora per una scienza ecologica dove grafici e istogrammi siano rappresentazione del vivente che sfugge, non ieratica contemplazione di un inevitabile degrado. La versione italiana, ben tradotta, ha la sola pecca di una copertina ben poco robusta e per nulla 'water proof', come d'uopo per testi di questo tipo. All'inclito naturalista non sfuggiranno in libreria le molte guide da campo di questo tipo: per uccelli, cielo e astri, minerali, fossili e gemme, fiori e latifoglie proposte nelle altre "Guide" di Zanichelli o in analoghi manualetti che l'ottima Muzzio di Padova ha tradotto e munito di robuste, impermeabili copertine, corazzate contro schizzi di fango nevoso, salsedine e imprevedibili incontri animaleschi.