Gustav Malher. La vita, le opere

Henry-Louis de La Grange

Traduttore: M. Disoteo
Editore: EDT
Collana: Contrappunti
Anno edizione: 2011
Pagine: 477 p., Brossura
  • EAN: 9788870634938
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    Carlo Artioli

    04/09/2014 10:23:43

    Aspettavo da tanto che venisse tradotta questa fondamentale biografia di Mahler, considerata tra le piu' importanti in assoluto sul compositore, ma devo dire che ne sono rimasto parzialmente deluso e la lettura e' proceduta lentamente e poco stimolata. Va detto intanto che questa e' una sintesi dell'opera completa e questo limite affiora di tanto in tanto quando improvvisamente si parla di una persona come se fosse stata citata anche in precedenza. In altri momenti ci si rende conto ad esempio che Mahler sta ultimando una sinfonia quando non e' stato mai detto che ci stava lavorando da tempo. Ma la cosa sicuramente piu' fastidiosa di quest libro e' il fatto che per ogni concerto diretto da Mahler vengono riportate ogni volta, virgolettate, decine di frasi dei recensori dei giornali dell'epoca. Quasi sempre negative, con stroncature che si ripetono sempre uguali. Cio' appesantisce di molto la lettura perche' alla fine si potranno contare centinaia di queste frasi tratte dai giornali, prive tra l'altro di interesse sostanziale, con il solo unico risultato di innervosire il lettore. De la Grange scrive quindi una biografia molto documentata, molto fredda, con scarsi o nulli approfondimenti psicologici o ambientali. Continuo a preferire di gran lunga la biografia scritta dal nostro Quirino Principe, che mi appresto a leggere per la terza volta, sicuramente piu' personale, inframmezzata dall'analisi musicale delle opere non sempre comprensibile ai non addetti, ma ben piu' affascinante di questa. Avrei voluto dare 4 per rispetto all'autore, ma 3 mi sembra piu' giusto.

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"Attraverso la raccolta ossessiva di materiali sulla vita di Mahler, credo di essere arrivato ad averne una conoscenza molto più precisa e completa di quanto lui stesso ne potesse avere". Sotto sotto scherzava, Henry-Louis de La Grange, nel fare questo commento su di sé; eppure sarebbe difficile definire meglio la somma di precisione e di passione con cui nel corso degli anni è venuto delineando la figura e l'opera di Gustav Mahler. La sua grande impresa di ricognizione sul grande musicista di cui nel 2011 cadeva il primo centenario dalla morte è un punto fermo negli studi su Mahler, una miniera di dati e di riflessioni inattaccabili per cura e completezza. Tuttavia, bisogna pur dire che solo il professionista osa affrontare la scalata dei tre tomi usciti presso l'editore francese Fayard (1979-84), o dei quattro per un totale di 3800 pagine pubblicati qualche anno più tardi per la Oxford University Press e oggi riediti in forma ulteriormente aggiornata e ampliata. È stata di nuovo la Fayard a scommettere sulla fortuna di un lavoro in abrégé, che anche l'appassionato possa leggere in tempi ragionevoli; e ha fatto benissimo, perché La Grange è uno scrittore nato, con la dote, piuttosto rara, di abbinare alla raccolta scrupolosa dei dati una grande capacità narrativa. Il risultato è quindi un ritratto avvincente come un romanzo, ma preciso come un libro di storia, uscito nell'originale francese nel 2007 e oggi tradotto da Edt: questa volta, anche le dimensioni sono nella norma e nulla più si frappone alla lettura. Fin dalle prime righe si intuisce che lo sguardo di La Grange non è stretto solo al campo musicale, ma si allarga alla storia, alla cultura del tempo e al contesto sociale: Mahler cittadino dell'impero asburgico, ma anche ebreo e viandante in un'Europa che sta smarrendo le sue certezze; Mahler studente, che muove i primi passi nella capitale austriaca; Mahler che si appassiona alla letteratura del primo Ottocento e se ne sente figlio, ma ha la lucidità di avvertire la distanza fra il suo mondo in crisi e quel mondo ancora pieno di progetti e di speranze; Mahler che vorrebbe comporre, ma deve in primo luogo trovar lavoro, perché non può vivere di rendita, e comincia così la carriera di direttore d'orchestra che finirà per dargli sommo prestigio e per incidere profondamente anche sulla sua scrittura, in cui confluiscono gesti e memorie del passato già ripensati con il distacco del moderno uomo di cultura; Mahler di nuovo a Vienna, una delle città più affascinanti e contraddittorie del primo Novecento, cosmopolita e diffidente, raffinata e perversa, come sapranno capire benissimo pittori come Klimt e Schiele. E intanto giovani talenti, cantanti, direttori, scrittori, pittori si muovono intorno a lui, sfiorano il suo mondo, lo arricchiscono e ne sono arricchiti; fino al doloroso addio alla città antisemita, che ha reso il proprio teatro un inferno per il suo direttore ebreo, e alla sfortunata esperienza newyorchese, da cui Gustav torna solo per morire. Incrociando lettere, testimonianze di amici, resoconti della moglie Alma, La Grange ricostruisce pezzo per pezzo questa vita così intensa e tormentata, sempre gremita di idee nuove e di speranze tenaci. Completa il lavoro, sullo stesso tono agile e incalzante, un'interessante postfazione di Gastón Fournier-Facio che ricostruisce "la biografia del biografo", rendendo giustamente onore a una vicenda critica e umana così importante e singolare. Elisabetta Fava