Categorie

Piergiorgio Odifreddi

Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno edizione: 2009
Pagine: 134 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804594345

«Maledetto sia Copernico! Ha rovinato l'umanità, irrimediabilmente. Ormai noi tutti ci siamo poco a poco adattati alla nuova concezione dell'infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell'universo».
è Pirandello, ne Il fu Mattia Pascal, a esprimere con tanta poetica veemenza l'impatto della rivoluzione copernicana sull'uomo. Questo lento adattamento all'idea che la terra non sia il centro dell'universo, ma che sia solo uno dei tanti corpi celesti in continuo movimento, insieme alla lenta battaglia che questa idea ha dovuto intraprendere per potersi affermare, è al centro di questo prezioso saggio di Piergiorgio Odifreddi. Il Matematico impertinente, da anni impegnato a difendere le nuove "eresie" della scienza contemporanea, dopo aver confutato le ragioni contenute nei Vangeli ed aver descritto la vita del padre dell'evoluzionismo, anche lui avversato dalla Chiesa, Charles Darwin (In principio era Darwin, Longanesi, 2009), si concentra ora sul pensiero di Galileo Galilei, scienziato, matematico, filosofo e letterato.
La lunga e appassionante vicenda descritta in queste pagine, scritte come al solito con tono colloquiale e grande capacità divulgativa, riguarda la maldestra autodifesa di un uomo che, contro ogni evidenza scientifica e negando le sue stesse scoperte, tenta di salvare la sua vita.
Già prima di Galileo, l'astrologo polacco Niccolò Copernico aveva formulato la teoria eliocentrica, confutando le affermazioni contenute nella Bibbia e dando l'avvio a una vera e propria rivoluzione. Strenuo difensore della teoria copernicana, il frate domenicano Giordano Bruno, pur avendo utilizzato solo deboli motivazioni filosofiche, venne presto accusato di eresia dalla Santa Inquisizione. Il 17 febbraio del 1600 Giordano Bruno bruciò sul rogo a Campo dei Fiori a Roma per volontà dell'inquisitore gesuita Roberto Bellarmino: il monaco non abiurò mai.
Negli stessi anni Galileo Galilei osservava il cielo con uno strumento innovativo e ancora sconosciuto, il cannocchiale, e pubblicava in diverse opere, tra cui il famoso Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, i risultati delle sue osservazioni. Questa volta non è la filosofia ma la scienza, a confutare la dottrina della Chiesa, attraverso l'utilizzo del metodo sperimentale. Bastò che Galileo indagasse sulle questioni celesti perché il Sant'Uffizio emanasse il primo ammonimento, nel 1616, a che lo scienziato pisano cessasse di scrutare il cielo. Come testimonia Odifreddi attraverso l'esame attento delle sue opere, Galileo fece di tutto per ignorare le evidenze empiriche a cui le sue ricerche conducevano: con la forza della disperazione cercò di negare che la terra si muove e che insieme a lei si muovono anche gli altri pianeti, seguendo orbite precise e calcolabili.
Ma a nulla valsero gli sforzi dello scienziato. Costretto a premettere la fallacia del ragionamento di Copernico in ogni suo opera, Galileo venne comunque processato dalla Santa Inquisizione il 12 giugno 1633. Quel giorno il pisano pronunciò un discorso tristemente noto in cui "abiura, maledice e detesta i suddetti errori ed eresie". La vita è salva, ma, come gli fa dire Bertold Brecht nell'opera teatrale Vita di Galileo, "Ho tradito la mia professione".
Malgrado l'abiura, gli scritti di Galileo continueranno a influenzare gli scienziati di tutto il mondo. Alla sua morte, prima Newton e poi, nell'Ottocento, Foucault dimostrarono senza ombra di dubbio il movimento di rotazione e di rivoluzione terrestre, al punto che la Chiesa riformata dal Concilio Vaticano II non poté più ignorare la questione. Critica e sferzante, come al solito, l'opinione di Piergiorgio Odifreddi relativa alla riabilitazione forzosa e incerta che la Pontificia Accademia delle Scienze ha dichiarato nel 1992 nei confronti di Copernico, Keplero e Galileo. Discutibile l'operato della Santa Sede, come discutibile è il dibattimento di un processo mai concluso.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    AG

    22/02/2010 12.12.04

    Da una parte, è sempre piacevole (ovviamente per me) leggere Odifreddi, quindi anche questa breve opera mi è parsa interessante in molti punti. Dall'altra, a parte il prezzo veramente fuori dal sistema solare, non ho ben capito che tipo di libro sia: non è una biografia, non è certo esaustivo sull'argomento Galileo (troppo breve), non è il racconto del processo, nulla di nuovo sul dibattito tra scienza e fede. Il problema è che non so cos'è: strutturalmente sembra la storia del passaggio dalla teoria geocentrica a quella eliocentrica, da Copernico e Keplero a Newton, passando per Galileo. L'argomento non è certo nuovo, e probabilmente esistono opere più complete ed esaustive. L'autore, forse involontariamente, fa emergere i molti errori scientifici commessi da Galileo, più che i meriti. Però lo definisce il più grande scienziato esistito, anche se poi pare che Newton sia stato più grande e meriterà un libro dedicato in futuro. Quindi, anche se piacevole, non è un'opera fondamentale. Come il precedente breve libro su Darwin, è il pensiero di Odifreddi sull'opera importante di due scienziati del passato. Ma è solo un aperitivo: la fame rimane.

  • User Icon

    Fabio

    26/11/2009 14.12.52

    La religione è (almeno) l'espressione di una necessità piscologica dell'uomo, come è testimoniato dal fatto che in OGNI angolo del pianeta e in OGNI momento storico l'uomo ha professato una qualche forma di culto. Se vogliamo far progredire la Scienza - sono un ignegnere, non potrei essere più favorevole di così - e se vogliamo far crescere la consapevolezza (che ha comunque un prezzo) dell'umana gente sulle leggi che governano la vita sul pianeta, non credo vi sia il bisogno di ricorrere continuamente all'anticlericalismo da salotto radical chic, tra l'altro fregando dalle tasche dei lettori tanti soldini per leggere sempre la stessa solfa. Perchè non prendersela con la superstizione, forma insinuosa di pseudoreligiosità, che atttanaglia le menti persino dei Capi di Stato delle grandi nazioni occidentali? Odifreddi è troppo astioso e ripetitivo, però ha capito che scrivendo sempre le stesse cose il pubblico degli affezionati si precipita in libreria... io non vado a messa da vent'anni, ma non perdo tempo a discutere (per cosa, poi?) con chi, professando la fede, certo non danneggia me, ne nessun altro. E se vengo a sapere che leggete i libri di costui, poi, magari, siete superstiziosi...

  • User Icon

    Domenico

    03/11/2009 22.52.33

    "De gustibus non disputantum est". C'è chi "ama" il personaggio Odifreddi,e c'è chi "odia"il personaggio Odifreddi,come detto i gusti (anche quelli letterali) non sono materia di disputa. Io adoro l'uomo,il matematico,lo scienziato Odifreddi,soprattutto per quello che pensa e scrive sulla chiesa e sulla religione. Sono daccordo con lui al 101x100,quindi il massimo dei voti a questo libricino che ha l'unico difetto di essere troppo breve (solo 130 paginette lette in un paio di ore)

  • User Icon

    Cesare

    31/10/2009 11.58.33

    Questa volta il mattacchione odifreddi ha colpito in pieno centro il bersaglio..era ora! Un libro che dice cose nuove, affronta un argomento su cui MAI si era discusso prima: Galileo, le sue "scoperte", la sua vicenda umana ecc. Infatti mai nessuno prima del nostro "professore" aveva parlato, scritto e discusso di tutto ciò che riguarda Galileo e più o meno negli stessi termini dell'Odifreddi nazionale. Poi c'è da rilevare, cosa ancora più importante, che finalmente odifreddi in questo libro non esprime alcuna nota polemica con la Chiesa, sembra quasi un chierichetto.. Ma per favore...il solito odifreddi che non riesce mai ad avere un barlume di originalità, un'evoluzione di pensiero, un sussulto di creatività. ci troviamo solo e sempre davanti ad una fredda fotocopia umana. Comunque ci fa ridere e questo è già qualcosa. Nota bene: si potrebbe dire, tu ti esprimi negativamente SUI LIBRI di odifreddi però li compri per leggerli. Invece no, non li compro (non sono masochista fino a questo punto), grazie al mio ruolo in una nota libreria della capitale, posso leggere gratis tutti i libri che voglio.

  • User Icon

    Arkadin70

    31/10/2009 11.22.13

    Intrigante e sulfureo (come è nel suo stile) resoconto (ahimè breve) della vita del più grande scienziato mai esistito. Nel finale la vis polemica contro la sua ignominosa persecuzione effettuata dalla Chiesa dal processo ad oggi, si arricchisce di nuovi spunti di riflessione in quanto il timoroso "mea culpa" pronunciato da Papa Giovanni Paolo II, si è venuto a scontrare con le posizioni di chiusurasu questo caso e sulla scienza in generale di questo nuovo pontefice. Rimane infine opinabile (almeno per me) il fatto che se Odifreddi abbia gioito per la mancata visita alla Sapienza del pontefice, per quanto mi riguarda sarebbe stato invece importante ed interessante se invece ci fosse andato, in questo modo avrebbe dimostrato che la Chiesa non è schiava dei dogmi (che tra l'altro ha lei creato) ma che si presta umanisticamente al dialogo senza timori intellettuali ed etici.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione