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Anno edizione: 2022
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Dal vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2025
Modulando l’umorismo malinconico che è un tratto inconfondibile della sua straordinaria scrittura, László Krasznahorkai spiazza ancora una volta i lettori con un romanzo di terribile attualità, che parla di una piccola città ma ha il respiro universale della grande letteratura.
«Fra più bravi nel panorama della letteratura mondiale di questi tempi.» – Wlodek Goldkorn
«Un'apocalisse della Turingia, comica e nera come la pece, come solo László Krasznahorkai la poteva immaginare.» – Die Presse
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Mi sono avvicinato a questo libro per la curiosità di conoscere l’autore, fresco di premio Nobel per la letteratura, e alla fine ne sono uscito con impressioni contrastanti. La vicenda del romanzo guarda al dilagare dei movimenti di destra in Occidente dall’angolo visuale di una piccola comunità della profonda provincia tedesca, ex-DDR, infiltrata e disgregata nella convivenza civile dai neonazisti. Purtroppo la drammatica attualità della denuncia è penalizzata dallo stile della scrittura, certamente personalissimo ma ostico per il lettore, a volte addirittura angosciante: 490 pagine senza una pausa ne’ un accapo, con nessun altro segno di interpunzione a parte le virgole, evocano il Guinness dei Primati piuttosto che il Nobel e lasciano la sensazione di una ricerca dell’effetto fine a se stessa.
Perché non c'è neppure un punto fermo, in tutto il racconto? Io vedo la volontà di presentare la storia come un monologo, un ritorno alla narrazione orale. Altra particolarità: ci sono lunghe digressioni, puntualizzazioni, su una parola o una idea nella mente di Florian e i fatti più corposi sono spesso soltanto accennati, quasi di passaggio....Questa è un'altra delle malizie che Laszlo K. utilizza per spiazzare il suo - estasiato, nel mio caso - uditorio. Alla fine, un libro splendido. Consiglierei, a chi lo ha apprezzato, di (ri)prendere in mano il capolavoro di Aldo Busi "Suicidi dovuti", altro affascinante monologo di 400 pagine
Non è melancolia della resistenza, ma rimane sempre un autore ipnotico. Effettivamente sono 500 pagine estramente dense, non va mai a capo, periodi lunghissimi. È il suo stile, può essere pesante per chi dovesse iniziare ad apprezzarlo da questo.
Recensioni
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