Recensioni Herzog

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    26/11/2020 09:35:51

    Herzog è una cronaca del caos, della verità, il dramma di un'epoca agli albori e alla fine, un edificio instabile in piena tempesta. Capolavoro indiscusso per chi ci si vorrà cimentare, Herzog è un viaggio verso una forma più estesa di vita, fatalmente consapevole dell'incoerenza del sé, e per questo cinicamente ironico.

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    24/09/2020 00:47:12

    Capolavoro

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    15/05/2020 16:25:39

    Il professore Moses E. Herzog, intellettuale ebreo tragicamente sprovvisto di senso pratico e di malizia, viene lasciato dalla moglie, la bellissima e terribile Madeleine. La sua reazione: una fiumana di lettere, lettere disperate, intense, indirizzate a colleghi, celebrità, vivi e morti. Un monologo interiore che cerca di sfuggire a se stesso, lunghe ruminazioni che ci parlano di amore, sesso, denaro, successo, felicità...

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    14/05/2020 16:22:46

    Herzog è un umiliato che va fiero dell’umiliazione che subisce, perché resistere ad ogni aggressione esterna mantenendosi sempre e incorreggibilmente sé stesso, nonostante questo resistere gli causasse il ripetere “le acrobazie, le stesse identiche disgrazie”, lo rendeva un sopravvissuto. Il personaggio si presenta così:” se sono matto, per me va benissimo (…) Era vittima di un incantesimo e scriveva “freneticamente” lettere a chiunque gli venisse in mente”. Ogni lettera è una “implacabile polemica” verso chiunque, e affrontando qualsiasi argomento, “le sue formule educate contenevano molto fiele (…) bastava la certezza di aver ragione, e un’onda di potenza gli sorgeva nelle viscere e gli ardeva nelle gambe. Strambe, le sontuose vittorie dell’ira! C’era satira appassionata in Herzog. Tuttavia sapeva che l’importante non era demolire l’errore (…) la cosa migliore è una moratoria delle definizioni della natura umana. Herzog abbandonò questo tema bruscamente come era solito fare”. È una vita di menzogne, quella di Herzog, dove le umiliazioni subìte lo hanno portano ad avere un’ira repressa che sfoga in iscritto in lettere che non spedirà, non modificando nessuno degli atteggiamenti che lo hanno portato ad essere un “esperimento fallito”. “Ce n’era abbastanza perché un uomo pregasse Iddio di liberarlo da quel grande, insostenibile peso del sé e dell’evoluzione del sé, e di restituirlo in quanto esperimento fallito, alla specie, per una cura primitiva”. In questo libro ci si trova di tutto, e si può trarre da ogni frase un motivo di riflessione e discussione; è uno di quei libri che si leggono e nel frattempo ti lasciano tante domande e spazi aperti da riempire e costruire; non c’è abbastanza spazio per riportare tutti i temi che affronta.“Adesso la gente ha la possibilità di essere libera, ma la libertà (…) è come un vuoto spaventoso"; noi siamo “una creatura emotiva, appassionata, espressiva, (…), intricata ragnatela di idee e sentimenti" ...

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    25/04/2019 14:30:09

    Herzog, uomo solo che esprime la sua insoddisfazione per i suoi (e per gli altrui) fallimenti scrivendo lettere a chiunque è uno dei personaggi più straordinari della letteratura del novecento e l'incipit del romanzo lo preannuncia inequivocabilmente. "Se sono matto, per me va benissimo, pensò Moses Herzog"

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