HHhH. Il cervello di Himmler si chiama Heydrich

Laurent Binet

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Pagine: 342 p., Rilegato
  • EAN: 9788806207533

46° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia militare - Seconda Guerra Mondiale

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Recensioni dei clienti

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    Paolo

    21/09/2012 09:42:22

    Libro assolutamente eccezionale, per impostazione, costruzione, e struttura narrativa, si avvicina con cerchi concentrici al cuore della storia. Le continue digressioni di Binet, che si confronta con altri autori, e analizza dialetticamente gli strumenti che uno scrittore può adottare per raccontare una storia vera ("A che serve inventare quando si parla di nazismo?"), sono la spina dorsale di questo libro, che non si limita a raccontare (in modo magistrale) una storia epica, ma che spinge a una profonda riflessione sui limiti e sulla potenza della forma "romanzo". Appassionato e appassionante, rasenta le soglie del capolavoro.

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    sordello

    26/07/2012 10:07:31

    Il romanzo-saggio è interessante, spesso appassionante e coinvolgente. Una lettura piacevole e mai banale anche se a tratti si denota una sorta di autocompiacimento dello scrittore nel narrare la vicenda.

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    franco

    22/04/2012 12:25:09

    Un'occasine mancata: ecco come può essere definito questo libro. Laurent Binet aveva per le mani una vicenda affascinante e avvncente,di proporzioni addirittura epiche, che si configura come una delle molteplici incarnazioni della lotta fra bene e male nella Storia: i piccoli uomini coraggiosi contro l'orco malvagio,Davide contro Golia. E la aveva a lungo appassionatamente studiata e sviscerata, per impadronirsi dei minimi particolari: si nota ed egli stesso lo scrive. Poteva scegliere,a seconda della sua preferenza o del suo estro,la via del romanzo-verità, con minime deviazioni dalla verità documentale per colmare le inevitabili lacune, ovvero poteva optare per il saggio e scriverlo nel modo teso e avvincente che la vicenda richiede. Poteva e probabilmente ne aveva modo e talento. Poteva ma non l'hafatto e questo secondo me è il suo torto peggiore. Ha optato per una strana via ibrida, per buona parte tracciando una sorta di diario delle sue ricerche, delle sue riflessioni, perfino delle sue digressioni, dando al tutto la forma di brevi paragrafi, di per sè dispersivi ,a volte disturbanti per l'attenzione del lettore e per la tensione della storia e giungendo fino a 257 in 337 pagine di testo. Il lettore viene così sballottato fra i capricci di Binet che non gli risparmia suoi giudizi personali e apprezzamenti perfino sulla bellezza delle ragazze praghesi: insomma troppe digressioni che generano confusione e caduta di attenzione, talvolta addirittura irritazione. Solo dal momento culminante del faccia a faccia drammatico fra Heydrich,labestia bionda, l'incarnazione nefasta e perfezionistica di tutti i mali nazistie i suoi giustizieriparacadutati da Londra (e siamo al paragrafo 222!), l'autore ci fa il piacere di trattenersi e di non intralciare più troppo la lettura, permettendo alla tensione della vicenda di proiettarsi verso il finale. Al lettore insoddisfatto,non resterà che leggersi qualche altro libro sulla storia dell' Operazione antropoide.

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    monica

    06/04/2012 07:40:55

    Reinhard era il superiore di Eichmnn era a capo della Gestapo era il Governatore della Cecoslovacchia smantellata e reinventata come territorio germanico, era a capo del Ministero che si occupava degli affari ebraici che in gergo nazista significava: sterminio di tutto il popolo ebraico. Era amatissimo dal Fuehrer e fu esempio per gli alti papaveri nazisti per efficienza e caparbieta' nel compimento del suo lavoro di terminio delle razze inferiori, fu il presidente della Conferenza di Wannsee. Fu giustiziato da patrioti cecoslovacchi ma la sua morte non resto' impunita in suo onore furono praticati gli eccidi di massa in Belzec Sobibor Treblinka Chelmo, in sua vendetta furono rasi al suolo interi villaggi massacrati migliaia di innocenti. Questi partigiani tentarono di porre fine al regime di terrore e morte imposto dalla dittatura nazista in una regione colpevole soltanto di esistere sulla mappa terrestre. Heydrich Reinhard sul letto di morte chiese perdono al suo popolo perche' era di indiscusso aspetto puramente ariano ma di dimostrate origini ebraiche il che rende questo uomo ancora piu' diabolico. Un libro forse un po' romanzato ma evidenzia il profilo di questo diadolico criminale.

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    Spartaco

    17/02/2012 18:39:06

    Il libro è complessivamente interessante, ma per tre quarti dell'opera sembra il racconto della ricerca degli elementi per comporre la storia, quindi perde di ritmo e diventa un pò farraginoso. La parte finale invece è appassionante e avvincente.

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    ugo

    14/02/2012 12:31:15

    strepitoso. i racconti "a latere" sono il valore aggiunto, ossia la genesi del libro stesso. divertente la polemica a distanza con "le benevole", altro bel libro.

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    nelly bonelli

    20/12/2011 19:39:29

    Un bel lavoro, interessante. Non ho apprezzato molto le considerazioni che l'autore infila tra le righe della storia, forse perchè il soggetto è così avvincente che non volevo farmi distrarre ma arrivare subito alla fine! Abbiamo bisogno di sapere che nel mezzo di una tragedia ci sono eroi disposti a rischiare tutto in nome della libertà (onore a chi a protetto e difeso i paracadutisti).

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    Andrea

    18/10/2011 08:15:42

    Veramente un'opera molto bella. Saggio, Romanzo? Né l'uno né l'altro. Scrittura originalissima per un lavoro pieno di passione che dimostra una profonda conoscenza da parte dell'autore della materia di cui tratta il libro. Empatia verso i personaggi dell'opera, ma mai fino ad inventare storie e particolari (Pansa dovrebbe andarci a lezione......ma è troppo tardi). Uno dei libri più belli che abbia mai letto sull'argomento. Un testo, come si diceva una volta, che resterà.

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    Atchoum

    24/08/2011 21:44:05

    Libro appassionante su un episodio drammatico della Seconda Guerra Mondiale. Ma non è un romanzo, anche se in Francia ha vinto il "premio Goncourt per il primo romanzo". Anzi trovo che i vari tentativi di mettere in scena un narratore alle prese con la scrittura, di ricamare sugli aspetti ignoti della storia, siano maldestri e del tutto inutili. Quando il soggetto è già di per sé drammatico, emozionante e spaventosamente vero, che bisogno c'è di "romanzare"? Ma apparentemente questa è una tecnica che oltralpe va di moda (vedi anche "L'origine della violenza" di F. Humbert), probabilmente nata sulla scia delle "Benevole", che è però un capolavoro e, questo sì, un vero romanzo!

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    Cesare

    07/07/2011 19:24:18

    La storia dell'attentato alla bestia bionda, il cervello di Himmler si chiama Heydrich, il nazismo e la soluzione finale , milioni di morti e due giovani eroi, uno ceco e l'altro slovacco, decidono di fare l'attentato storico sapendo che difficilmente sopravviveranno . un finale commovente , eroico, il riscatto dalle bestie umane. Grande storia. Eccellente.

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    Antonio

    23/06/2011 15:57:17

    Un romanzo storico? Un saggio sul nazismo? Le riflessioni dell'autore? Un noir? Non saprei proprio, ma è in ogni caso un libro bellissimo e commovente, scritto con uno stile unico.

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    Agnese Piana

    13/06/2011 09:34:45

    Un bellissimo testo appassionato, in bilico tra il resoconto storico e l'elegia agli eroi, con interessanti digressioni sulla forma romanzesca che la storia può prendere. Si legge come un noir ben fatto (il che è straordinario considerando che la vicenda è nota e quindi già si sa come va a finire), e le figure dei protagonisti faticano a scivolare via dalla memoria. Molto consigliato.

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