HHhH. Il cervello di Himmler si chiama Heydrich - Laurent Binet - copertina

HHhH. Il cervello di Himmler si chiama Heydrich

Laurent Binet

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Traduttore: Margherita Botto
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 aprile 2014
Pagine: 346 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788806220242

16° nella classifica Bestseller di IBS Libri Storia e archeologia - Storia - Storia militare - Seconda Guerra Mondiale

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La storia che viene qui raccontata è una storia nota. Apparentemente nota: l'attentato a Heydrich del 27 maggio 1942. In realtà, la sensazione è quella di leggerla per la prima volta, in tutta la sua trascinante forza narrativa e nella sua drammatica verità documentaria. Il primo protagonista della storia è Reynard Heydrich, il braccio destro di Himmler, l'ideatore, nel gennaio del 1942 della Soluzione finale, lo sterminio sistematico degli ebrei. Heydrich è gerarca più spietato del Terzo Reich, il macellaio di Praga, la bestia bionda. L'uomo dall'infanzia problematica, segnata da due traumi: da una parte la voce stridula e l'aspetto effeminato che gli valsero l'appellativo di capra, e dall'altra il mistero di una presenza ebraica all'interno della sua famiglia. Ben presto il giovane Heydrich comincia a trasformarsi nell'incarnazione del ariano, ammirato da Hitler per la ferocia e per l'efficacia delle sue azioni. In rapida ascesa politica Heydrich arriva al vertice del Protettorato di Boemia e Moravia, dove si dedica allo sterminio degli ebrei e di tutti gli oppositori al regime. Ma da Londra, città in cui il governo ceco è stato esiliato, parte contro di lui l'offensiva della Resistenza che culminerà nell'Operazione Antropoide. I protagonisti indiscussi diventano allora due: i paracadutisti Jozef Gabcik e Jan Kubis, uno slovacco e l'altro ceco, ai quali viene affidato l'incarico dell'esecuzione.
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    don flavio

    08/03/2020 20:17:01

    Anni fa, ero a Praga, di ritorno dalla mitica birreria U Fleku. A pochi passi dal mio albergo, vidi qualcosa che mi incuriosì parecchio: un marciapiede davanti d una chiesa completamente occupata da mazzi di fiori. Decine, centinaia di mazzi di fiori.....una volta tornato in hotel, cercai sulla mia guida notizie su quella chiesa, e così lessi della storia dell'attentato a Heydrich, della fuga nella cripta della chiesa, e della successiva morte per suicidio dei responsabili all'attentato alla "belva bionda". Non sapevo nulla di quella storia...una volta tornato in Italia mi informai da chi ne sapeva più di me, e mi consigliarono di leggere proprio HHhH. Inutile dire che bruciai il libro in due giorni....vi trovai lo stesso coraggio disperato di Jan Hus, morto bruciato per le sue idee religiose, dei giovani che con la bandiera cecoslovacca e scandendo "Dub-cek Svo-bo-da!!" cercavano i fermare i tank russi nel 1968, il coraggio la determinazione di Jan Palach...un consiglio di cuore: leggete questo libro, e se possibile leggetelo a Praga. Le due cose sono per me legate a filo triplo. E' un libro che racconta una storia, una storia che stranamente era ignorata in Italia ma che dice molto della nostra storia....un libro che va letto, per far comprendere ai giovani di oggi, ai giovani di sempre che Hitler era il male, chi gli obbediva era al servizio del male, del male assoluto. Un libro che racconta una storia epica, una storia che va appresa e compresa....una storia che non è passata di moda, tutt'altro.

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    Hashly

    02/03/2020 05:23:17

    HHhH in realtà è ben più della storia di Heydrich. È vero che Laurent Binet ce lo fa conoscere sin da piccolo, ci spiega i suoi fallimenti e i suoi successi, fino all'attentato alla sua vita in quell'interminabile 27 maggio 1942: l'Operazione Antropoide. Chiaramente l'autore si sofferma anche sulla carriera e vita nazista di Heydrich, uno degli uomini più pericolosi e spaventosi del Reich di Hitler. Ma, come dicevo, questo libro è più di quello che sembra. È a tratti un romanzo, a tratti un saggio e perfino un diario di Binet. L'autore si lascia vincere ogni tanto, e tra tutti gli avvenimenti realmente accaduti, le frasi uscite davvero dalla bocca di qualcuno, ci infila qualcosa della sua immaginazione. Ci tiene con lui quando scopre questo o quel dettaglio. Ma soprattutto è un libro per chi è stato dimenticato. Perché Binet si sente terribilmente in colpa di non poter dedicare tutte le parole che vorrebbe a quelle famiglie, a quelle persone, che hanno pagato la crudeltà di Heydrich (e la crudeltà nazista in generale durante tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale) con la vita. Ma non per questo trascura i grandi eroi dell'Operazione Antropoide: Gabčík e Kubiš. Ci racconta in particolare i loro ultimi giorni, insieme agli altri paracadutisti, come tutti combattono fino all'ultimo contro i tedeschi. E anche quando sanno ormai di aver perso, in realtà, non hanno perso affatto. Un romanzo bellissimo che secondo me dovrebbe essere letto da tutti, come "La banalità del male" di Hannah Arendt, per non dimenticare mai e poi mai.

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    Matteo

    21/09/2019 13:27:13

    Bellissimo libro in cui l'autore ci racconta la sua ricerca sullo svolgimento dei fatti che portarono all'attentato che costo la vita a Heydrich. Da leggere sia per la qualità della scrittura veramente di ottimo livello ed appassionate sia per l'accuratezza storica

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    Roberto

    19/09/2019 13:59:06

    Dopo aver visto il film ho deciso di approfondire la conoscenza di Heidrich con la lettura del libro..Personaggio molto affascinante a suo modo grande organizzatore che mise le sue doti ala servizio del nazismo per compiere il genocidio degli Ebrei. essere umanamente mediocre ma a cui il nazismo affidò un compito che lui assolse con piena dedizione e capacità

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    Amandine

    11/03/2019 11:45:41

    Testo interessantissimo sulla figura di Heydrich, soprannominato “il boia di Praga” o con altrettanti appellativi poco lusinghieri ma capaci di tratteggiarne efficacemente la figura, nonché sull’attentato ai suoi danni perpetrato materialmente da Jan Kubiš e Jozef Gabčík. L’autore ripercorre tutti i momenti e le fasi della vita degli autori dell’attentato, dà una visione molto particolareggiata della persona del gerarca nazista, della sua crudeltà e narra i diversi passaggi storici che hanno caratterizzato il secondo conflitto mondiale. Un libro che racconta i momenti più drammatici del secolo scorso, senza esimersi tuttavia dallo sbeffeggiare ironicamente alcuni di quegli uomini che ne sono stati protagonisti. Lettura immancabile per gli appassionati di quel periodo storico.

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    ALESSANDRO

    07/03/2019 20:21:43

    Avvincente, rigoroso, documentato e ben scritto: cosa si può chiedere di più? Un autore giovane ma dalla scrittura matura!

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    Fabrizio Simoncini

    22/09/2018 10:35:38

    "HHhH" di Laurent Binet è un libro strepitoso scritto in modo da non dare tregua finché non si è girata l'ultima pagina. Ispirato alla vicenda dell'assassinio di Heydrich, la passione e la vivacità della scrittura dell'autore si mescola fondendosi con le storie dei personaggi eroici di quella drammatica epopea del popolo ceco e slovacco.

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    Gian Camillo Manzoni

    25/02/2018 16:12:53

    A tratti piacevole, ma con troppe considerazioni pedanti ed a volte stucchevoli, tipo: faccio bene a scrivere questo, o sarebbe meglio non farlo? quello che sto esponendo è vero, o forse me lo sto inventando presumendo che possa essere vero? le ragazze di Praga sono le più belle del mondo e così via. Pare che Binet si compiaccia di mescolare il fatto storico con un pò di fantasia e molte divagazioni riguardanti la sua persona, pensando di riuscire, in questo modo, a creare quasi un nuovo genere letterario. Ne esce, invece, un'opera piuttosto raffazzonata di un Autore piuttosto presuntuoso. Peccato, perchè, con una buona sfrondatura, la lettura sarebbe certamente consigliabile.

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    stefano

    18/02/2015 10:22:43

    Che dire! Questo romanzo-saggio è da leggere, punto e basta. La ricerca storica è stata condotta con meticolosità certosina e le vicende umane raccontate con partecipazione e rispetto. la violenza sistematica condotta dai nazisti. L'autore è riuscito a sollecitare nel lettore tutta una gamma di emozioni che rende la lettura intensa. La scrittura è fluida, misurata, senza eccessi, funzionale all'opera.

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    gianni

    26/01/2015 16:30:50

    Gran bel libro: ironia, partecipazione, ritmo narrativo perfetto, stile originalissimo. Da leggere.

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    luca bidoli

    11/01/2015 11:49:22

    Insomma, insomma, non me la sento di gridare al capolavoro. Il libro non mi ha convinto del tutto, non ho apprezzato le disgressioni dell'autore su elucubrazioni metatestuali, sull'artificiosità vera o presunta del suo stile, sui personaggi...rewbdeva la scrittura noiosa, inutile...invece di darci un ottimo libro con una storia affascinante, ci ha consegnato un brodino riscaldato. Peccato.

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    Paolo

    21/09/2012 09:42:22

    Libro assolutamente eccezionale, per impostazione, costruzione, e struttura narrativa, si avvicina con cerchi concentrici al cuore della storia. Le continue digressioni di Binet, che si confronta con altri autori, e analizza dialetticamente gli strumenti che uno scrittore può adottare per raccontare una storia vera ("A che serve inventare quando si parla di nazismo?"), sono la spina dorsale di questo libro, che non si limita a raccontare (in modo magistrale) una storia epica, ma che spinge a una profonda riflessione sui limiti e sulla potenza della forma "romanzo". Appassionato e appassionante, rasenta le soglie del capolavoro.

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    sordello

    26/07/2012 10:07:31

    Il romanzo-saggio è interessante, spesso appassionante e coinvolgente. Una lettura piacevole e mai banale anche se a tratti si denota una sorta di autocompiacimento dello scrittore nel narrare la vicenda.

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    franco

    22/04/2012 12:25:09

    Un'occasine mancata: ecco come può essere definito questo libro. Laurent Binet aveva per le mani una vicenda affascinante e avvncente,di proporzioni addirittura epiche, che si configura come una delle molteplici incarnazioni della lotta fra bene e male nella Storia: i piccoli uomini coraggiosi contro l'orco malvagio,Davide contro Golia. E la aveva a lungo appassionatamente studiata e sviscerata, per impadronirsi dei minimi particolari: si nota ed egli stesso lo scrive. Poteva scegliere,a seconda della sua preferenza o del suo estro,la via del romanzo-verità, con minime deviazioni dalla verità documentale per colmare le inevitabili lacune, ovvero poteva optare per il saggio e scriverlo nel modo teso e avvincente che la vicenda richiede. Poteva e probabilmente ne aveva modo e talento. Poteva ma non l'hafatto e questo secondo me è il suo torto peggiore. Ha optato per una strana via ibrida, per buona parte tracciando una sorta di diario delle sue ricerche, delle sue riflessioni, perfino delle sue digressioni, dando al tutto la forma di brevi paragrafi, di per sè dispersivi ,a volte disturbanti per l'attenzione del lettore e per la tensione della storia e giungendo fino a 257 in 337 pagine di testo. Il lettore viene così sballottato fra i capricci di Binet che non gli risparmia suoi giudizi personali e apprezzamenti perfino sulla bellezza delle ragazze praghesi: insomma troppe digressioni che generano confusione e caduta di attenzione, talvolta addirittura irritazione. Solo dal momento culminante del faccia a faccia drammatico fra Heydrich,labestia bionda, l'incarnazione nefasta e perfezionistica di tutti i mali nazistie i suoi giustizieriparacadutati da Londra (e siamo al paragrafo 222!), l'autore ci fa il piacere di trattenersi e di non intralciare più troppo la lettura, permettendo alla tensione della vicenda di proiettarsi verso il finale. Al lettore insoddisfatto,non resterà che leggersi qualche altro libro sulla storia dell' Operazione antropoide.

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    monica

    06/04/2012 07:40:55

    Reinhard era il superiore di Eichmnn era a capo della Gestapo era il Governatore della Cecoslovacchia smantellata e reinventata come territorio germanico, era a capo del Ministero che si occupava degli affari ebraici che in gergo nazista significava: sterminio di tutto il popolo ebraico. Era amatissimo dal Fuehrer e fu esempio per gli alti papaveri nazisti per efficienza e caparbieta' nel compimento del suo lavoro di terminio delle razze inferiori, fu il presidente della Conferenza di Wannsee. Fu giustiziato da patrioti cecoslovacchi ma la sua morte non resto' impunita in suo onore furono praticati gli eccidi di massa in Belzec Sobibor Treblinka Chelmo, in sua vendetta furono rasi al suolo interi villaggi massacrati migliaia di innocenti. Questi partigiani tentarono di porre fine al regime di terrore e morte imposto dalla dittatura nazista in una regione colpevole soltanto di esistere sulla mappa terrestre. Heydrich Reinhard sul letto di morte chiese perdono al suo popolo perche' era di indiscusso aspetto puramente ariano ma di dimostrate origini ebraiche il che rende questo uomo ancora piu' diabolico. Un libro forse un po' romanzato ma evidenzia il profilo di questo diadolico criminale.

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    Spartaco

    17/02/2012 18:39:06

    Il libro è complessivamente interessante, ma per tre quarti dell'opera sembra il racconto della ricerca degli elementi per comporre la storia, quindi perde di ritmo e diventa un pò farraginoso. La parte finale invece è appassionante e avvincente.

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    ugo

    14/02/2012 12:31:15

    strepitoso. i racconti "a latere" sono il valore aggiunto, ossia la genesi del libro stesso. divertente la polemica a distanza con "le benevole", altro bel libro.

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    nelly bonelli

    20/12/2011 19:39:29

    Un bel lavoro, interessante. Non ho apprezzato molto le considerazioni che l'autore infila tra le righe della storia, forse perchè il soggetto è così avvincente che non volevo farmi distrarre ma arrivare subito alla fine! Abbiamo bisogno di sapere che nel mezzo di una tragedia ci sono eroi disposti a rischiare tutto in nome della libertà (onore a chi a protetto e difeso i paracadutisti).

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    Andrea

    18/10/2011 08:15:42

    Veramente un'opera molto bella. Saggio, Romanzo? Né l'uno né l'altro. Scrittura originalissima per un lavoro pieno di passione che dimostra una profonda conoscenza da parte dell'autore della materia di cui tratta il libro. Empatia verso i personaggi dell'opera, ma mai fino ad inventare storie e particolari (Pansa dovrebbe andarci a lezione......ma è troppo tardi). Uno dei libri più belli che abbia mai letto sull'argomento. Un testo, come si diceva una volta, che resterà.

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    Atchoum

    24/08/2011 21:44:05

    Libro appassionante su un episodio drammatico della Seconda Guerra Mondiale. Ma non è un romanzo, anche se in Francia ha vinto il "premio Goncourt per il primo romanzo". Anzi trovo che i vari tentativi di mettere in scena un narratore alle prese con la scrittura, di ricamare sugli aspetti ignoti della storia, siano maldestri e del tutto inutili. Quando il soggetto è già di per sé drammatico, emozionante e spaventosamente vero, che bisogno c'è di "romanzare"? Ma apparentemente questa è una tecnica che oltralpe va di moda (vedi anche "L'origine della violenza" di F. Humbert), probabilmente nata sulla scia delle "Benevole", che è però un capolavoro e, questo sì, un vero romanzo!

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  • Laurent Binet Cover

    Studia a Parigi. Nel 2000 compone un racconto d'ispirazione surrealista, Forze e debolezze delle nostre mucose (pubblicato da Le Manuscrit). Nel 2004 pubblica La vita professionale di Laurent B., che testimonia della sua vita da insegnante alle scuole secondarie di Parigi e della sua regione.Nel 2010 è stato pubblicato dalle edizioni Grasset HHhH (acronimo per Himmler Hirn heißt Heydrich, "Il cervello di Himmler si chiama Heydrich"), che racconta la storia dell'Operazione Antropoide, nel corso della quale due partigiani cecoslovacchi furono inviati da Londra ad assassinare Reynahard Heydrich, capo della Gestapo e dei servizi segreti nazisti. Con questo romanzo Binet ha ottenuto nel marzo 2010 il Premio Goncourt.In Italia il libro è pubblicato da Einaudi.Professore di lettere... Approfondisci
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