Hip hop italiano. La Cnn dei poveri. Con CD audio

Curatore: P. Pacoda
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2000
Pagine: 125 p.
  • EAN: 9788806154738
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Recensioni dei clienti

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    Marco

    31/08/2011 20:07:01

    Un testo utile solo per chi di questa cultura mastica davvero poco. Scrittura senza passione e poca competenza sull'argomento. L'autore non sottolinea l'importanza di gruppi, o meglio del "gruppo" Sangue Misto e si sofferma parlando del Piotta. Scarso.

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    Mattia

    09/05/2005 22:43:15

    Buon libro. Da una visione generale di quello che è il fenomeno in italia dalle origini a tempi recenti (2000) se ne uscisse un edizione più recente sarebbe meglio ma bisogna accontentarsi. E' vero che alcuni artisti vengono trattati sommariamente, altri appena citati e altri ancora completamente ignorati ma tutti quelli che sono citati (compreso Jovanotti) fanno parte di quel mondo che è l'Hip Hop che non bisogna identificare solo con la musica Rap. Ripeto: un buon libro.

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    Giovanni

    24/04/2004 17:42:21

    Non è un capolavoro , ma tutto sommato riesce a dare un'idea del fenomeno hip hop in Italia. Molti artisti importanti sono stati ignorati e alcuni nomi completamente estranei alla cultura hip hop sono stati trattati (Jovanotti!!!).

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Un altro di quegli eleganti "centauri" audio/libro che Einaudi Stile Libero ama pubblicare da qualche tempo in qua. Metà dell'"animale" è un libro: un viaggio nell'hip hop italiano, "tra il muretto e i centri sociali", arricchito da un'appendice di testi, da una discografia essenziale, da un breve glossario. L'altra metà è un disco: un'antologia a ventaglio aperto, dai 99 Posse a Frankie Hi Nrg, da La Pina agli Assalti Frontali agli Articolo 31, per dare un'idea della varietà e delle possibilità di una giovane scena che in poco tempo è emersa dall'underground e influenza notevolmente la scena della musica giovane in Italia. L'autore è lo stesso di Potere alla parola, un Feltrinelli del '96 che per primo era arrivato sul fenomeno. Da allora la storia è cresciuta ancora e soprattutto ha confermato quello che gli appassionati hanno sempre sostenuto: che non si tratta di un fenomeno di pura derivazione americana, che c'è un hip hop italiano più che "all'italiana". Forte e autentico: "ritmo e linguaggio dritti al cuore".
Recensione a cura di Riccardo Bertoncelli.