Homo faber. Resoconto. Ediz. speciale

Max Frisch

Traduttore: A. Rendi
Editore: Feltrinelli
Collana: Vintage
Anno edizione: 2005
Pagine: 186 p., Rilegato
  • EAN: 9788807830051
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    Cristiano Cant

    25/05/2017 05:00:06

    Non c'è prurito più forte sulle mani dell'inatteso che quello del corteggiare il razionale, disorientarlo, provocarlo, pungerlo nelle convinzioni più solide, nelle certezze più cartesiane. Ma il razionale, almeno per una certa soglia, lo mette già in conto, e Frisch ce lo spiega subito: "Tra il probabile e l'improbabile non c'è una differenza essenziale, ma solo una diversità di frequenza, laddove ciò è più frequente appare da principio più credibile. Ma quando poi sopravviene l'improbabile non accadono miracoli o cose simili, come il profano vorrebbe. Per il solo fatto che parliamo del probabile, anche l'improbabile vi è sempre già incluso, e precisamente in quanto caso limite del possibile. Ma quando questo avviene non c'è nessun motivo di meraviglia, di commozione. Mi basta la matematica per accettarlo". Fin qui nulla quaestio. Ma c'è un improbabile che può anche superare se stesso, e spezzare o sconvolgere con le sue inedite dita anche la più perfetta tastiera della logica. Accade quando le semplici fattezze dell'umano rovesciano i quadranti del sentire, dell'amare, in quel bivio tremendo fra desiderio e pericolo, rincorsa e timore, tempo e carne, che fa slittare il controllo su terre davvero uniche. Cupido detesta gli ingegneri, e va a nozze con la loro spenta trigonometria. Il caso graffierà troppo a fondo quella mente fino a rasentare pazzeschi bordi di peccato. Una tenerezza mai intravista regolerà sotto impensabili crismi la meraviglia di un legame. Ma il buio non si farà attendere, puntuale punizione contro un qualcosa che non può durare. Non ci sarà morale più sovrana che in queste parole: "L'uomo è passabile come costruzione, ma il materiale è sbagliato; la carne non è un materiale, è una maledizione! manca la puzza, la realtà". Un lungo romanzo come il diario di un momento, il fruscio di un idillio sotto un cielo di lancette ostili. Un grande libro, profondo come la vera curiosità, e dolorosissimo come uno scherzo incestuoso.

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    angelo

    27/11/2014 22:25:59

    Ingredienti: un ingegnere 50enne solo, cinico e razionale, una studentessa 20enne curiosa e spensierata, un incontro casuale che sconvolge una vita metodica e precisa, una casualità assurda che trasforma un innamoramento in incesto. Consigliato: a chi vive con certezze e programmi prestabiliti, a chi osserva con distacco lo scorrere della propria vita.

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    paolo

    04/10/2013 23:07:16

    Se qualcuno ha presente Houellebecq, ecco qui il suo papà letterario. Lo stesso io narrante padrone assoluto d'ogni scena, lo stesso freddo cinismo compiaciuto ed orgoglioso, persino lo stesso gusto per le ambientazioni esotiche, avvolgenti e minacciose. Faber è un uomo del novecento, è un tecnico ultra razionale che basta a se stesso e sa spiegare ogni cosa in termini di ragione, conoscenza e progresso. Anche le donne, che non disdegna, sono funzionali allo strumento meccanico che è la sua vita. Poi l'irrazionale irrompe e ha la bella faccia di una ragazza che sacrificherà la sua vita al destino di Faber, quello stesso che lui aveva sempre negato di avere, nell'ininterrotto sforzo di trasformare ogni avvenimento in una sequenza logica.

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    una lettrice

    21/06/2009 13:58:56

    un libro sovrastimato...certo l'aridità a livello stilistico è voluta perché funzionale a caratterizzare il pragmatico ingegnere protagonista. Tuttavia l'intero libro risulta sterile, privo di attrattiva e per giunta dispersivo pur nella sua brevità (si veda la parte iniziale lentissima e inconcludente). Anche la caratterizzazione del protagonista non è molto efficace.

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    xino

    26/12/2007 11:58:42

    Un vero capolavoro. Da un punto di vista narrativo per me è un romanzo perfetto. Vorrei aggiungere altro ma dovrei scrivere troppe cose. Leggetelo, ne vale la pena.

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    Giovanni Frascadore

    24/04/2006 23:48:53

    L'homo Faber è la metafora della sicurezza sperimentata che si scontra con il caos insospettato. Il viaggio di una vita contornato dagli sfondi di paesi distanti con in comune la sola voglia di vita, Faber guarda ma non ammira, riprende ma non sente ma quando giunge alla fine del viaggio finalmente si accorge di quanto la vita sia viva nonostante la morte. Spettacolare!!da leggere.

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    Giorgia

    26/01/2006 13:55:26

    Per quanto i commenti nel retro copertina ci vogliano prendere in giro parlando di un uomo che capisce che la sua vita è sbagliata perché gliene capitano di tutti i colori, non è questo, Homo Faber. Non so, vi è mai capitato di avvicinarvi ad un libro perché attratti semplicemente dal titolo, credendo voglia parlare di una determinata cosa, ed invece quando vi accorgete che parla di tutt'altro... lo trovate ancora più interessante e non vedete l'ora di leggerlo? Io alzo la mano, perché a me è successo, per la prima volta, con il "resoconto" di Max Frisch. Che, prima di ogni cosa, è una storia d'amore. Quella di un uomo per una ragazza. Sì, è vero, lei è sua figlia, e noi lo sappiamo fin dall'inizio. Ma loro due no, e quindi vivono questo amore tenero ed appassionato con un'innocenza ed un'allegria (nonostante si tolgano tipo trent'anni) che è meravigliosa, e lo è di più perché filtrata con gli occhi di un uomo che si sforza d'essere il più razionale possibile anche quando lei, la ragazza, Sabeth, lo trascina nell'irrazionalità più completa. C'è anche un'altra storia d'amore, nel romanzo. Più piccola e pacata, ma molto interessante. Quella della madre di Sabeth, Hanna, e di sua figlia, che sperava di proteggere da quel padre "che distrugge tutto", ma senza fortuna, e che in prima persona non può tirarsi indietro dal finire invischiata, ancora una volta, tra le braccia dell'uomo che amava e che ama tutte le sue donne (Hanna stessa, anche Ivy, la ragazza con cui sta all'inizio del racconto), in un certo modo. Anche se Sabeth... è Sabeth. Ve lo consiglio. E' triste da morire, sì, però è molto appassionato, ed a me è piaciuto molto. Personalmente, non credo neanche che costi troppo. E poi, secondo me ne vale la pena.

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    mah

    05/09/2005 15:37:48

    Intrigante. Appassionante. Una bella prova sul concetto, non facile, di identità. Da leggere

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    max

    11/07/2005 11:15:18

    L'ho letto da adolescente (me lo regalò la mia fidanzata, oggi moglie). L'ho riletto tutto di un fiato nel week-end. E' un libro che forse sbagliando accomuno allo straniero di Camus per l'apatia del personaggio principale. Drammatico fa riflettere.

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