L' idea di giustizia

Amartya K. Sen

Traduttore: L. Vanni
Editore: Mondadori
Collana: Oscar saggi
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 457 p., Brossura
  • EAN: 9788804608578
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    Guido D'Alfonso

    08/10/2017 17:23:44

    Se l'asfittico dibattito italiano su giustizia (e politica) vi ha annoiato e sentite dentro di voi la spinta a volare più in alto per affrontare un tema tanto affascinante da altra e soprattutto più ampia prospettiva, il saggio di Amartya Sen è, a mio avviso, un'eccellente pista di lancio. Sen è figura poliedrica, un economista, filosofo, intellettuale cosmopolita di origine indiana formatosi, in gran parte, in Occidente. Il testo è complesso, ma lo stile è ricco ed accattivante, e fa sì che si possa portare a termine la lettura con una moderata e decisamente ripagata fatica. Sen si distacca dal pensiero mainstream soprattutto nel differenziarsi da John Rawls (l'autore dell'ormai classico "Una teoria della Giustizia") e dai suoi seguaci. L'idea di giustizia non è, infatti, qualcosa di astratto e che possa essere stabilito una volta per tutte e per tutti sulla base di assiomi teorici, tanto eleganti dal punto di vista formale, quanto indimostrabili nella prassi. La ricchezza di esempi è notevole e l'autore attinge da tradizioni "altre" (indù, musulmane, buddiste..) per sostenere l'esigenza di ascoltare più voci, con umiltà attingere da punti di vista diversi attraverso quella che egli stesso definisce "una prospettiva comparativa". In realtà tra queste tradizioni non c'è soltanto, per esempio, la giurisprudenza indiana che Sen brillantemente descrive, ma anche un filone del pensiero illuminista sottovalutato o non adeguatamente compreso (tra gli autori citati Smith, Condorcet, Mill). Questo procedimento in orizzontale, e la molteplicità degli esempi ancora concreti ed attuali (p.es. la questione dell'asserito possesso delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein e a guerra che ne scaturì) non comporta una rinuncia al rigore scientifico e alla descrizione analitica, stiamo parlando, del resto, di un premio Nobel per l'Economia. NB: Peccato che un classico di questo tipo sia solo disponibile in e-book, si resta in attesa di un'auspicabile ristampa.

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