Idi di marzo - Valerio Massimo Manfredi - copertina

Idi di marzo

Valerio Massimo Manfredi

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Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2008
Pagine: 259 p., Rilegato
  • EAN: 9788804579717

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Roma, inizi di marzo del 44 avanti Cristo. Caio Giulio Cesare, il pontefice massimo, il dittatore perpetuo, l'invincibile capo militare che ha assoggettato il mondo alla legge romana, è un uomo di cinquantasei anni, solo in apparenza nel pieno della sua prestanza fisica e psichica. In realtà è stanco e malato, una belva fiaccata e rinchiusa nella gabbia dei propri incubi spaventosi. La missione di cui si sente investito - chiudere la sanguinosa stagione delle guerre fratricide, riconciliare le fazioni, salvare il mondo e la civiltà di Roma - vacilla paurosamente sotto i colpi dei complotti di palazzo, orditi da chi vede in lui il tiranno efferato, colpevole, dopo lo strappo del Rubicone, di aver messo per sempre fine alla libertà della repubblica. Cesare è come paralizzato, incapace di reggere sulle spalle il peso di un potere immenso e cerca rifugio nella preparazione dell'ennesima campagna bellica, quella contro i Parti. Ma la logica politica della congiura definitiva incalza implacabile e neppure il sacrificio eroico di Publio Sestio, il più fedele legionario di Cesare, compagno di mille battaglie, che si lancia lungo le strade che portano a Roma in una spasmodica corsa contro il tempo per tentare di salvargli la vita, né la cura devota e amorevole della moglie Calpurnia, le attenzioni dell'amante Servilia e del medico Antistio riusciranno a disinnescarla. I presagi si compiranno, le Idi di marzo deflagreranno e il mondo non sarà più lo stesso.
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    Giuseppe R

    22/03/2013 18:04:11

    Conosco bene Manfredi come scrittore e tanto di cappello per la sua cultura. Ha scritto tanti romanzi e, se qualcuno mi ha davvero entusiasmato, altri mi hanno lasciato interdetto ed altri ancora sono stati addirittura irritanti. "Idi di Marzo" palesa un gran lavoro di ricerca ma alla fine viene fuori, a mio avviso, un romanzo con poco mordente e per l'80% (cioé per tutta la durata dell'opera di fantasia) molto noioso. Poi resta il 20% di fatti storici praticamente noti a tutti ai quali neanche il miglior scrittore può aggiungere niente.

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    vincenzo

    30/01/2013 16:09:44

    Mi dispiace scrivere una recensione negativa ma questo romanzo non mi è piaciuto; ritmi troppo lenti e poca azione, non riconosco lo stesso autore de "L'ultima legione" o "Lo scudo di Talos" che restano, secondo me, le migliori opere finora scritte da VMM.

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    gaffo

    10/06/2012 13:30:08

    Un libro non troppo voluminoso,ma che è in grado di spaventare il lettore! Molte persone potrebbero pensare che è impossibile leggere della morte di Cesare,ma Manfredi fa ricredere il lettore in questo. Manfredi descrive l'ultima settimana di vita di Gaio Giulio Cesare,narrando il roccambolesco tentativo dei suoi fedelissimi di salvarlo e l'organizzazione della congiura tra i suoi oppositori. Questo libro cattura soprattutto per le varie storie che si avvicendano durante la narrazione. Consiglio questo libro a tutti poichè non necessità di una grande conoscenza storica per comprenderlo.

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    Barbara

    05/06/2012 14:56:42

    è così avvincente che l'ho letto in pochi giorni, Manfredi riesce a coinvolgerti nella storia nonostante si conosca già il finale, che vorresti fosse diverso

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    Elia Cavallini

    02/05/2012 17:24:53

    Un libro magnifico, che, pur raccontando fedelmente gli avvenimenti della morte di Cesare, li reinventa ed epicizza, creando una storia realistica ed appassionante. Tanto consigliabile come racconto a sè, quanto come "documentario" sulla morte di Cesare. Davvero imperdibile.

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    filippo

    02/02/2012 16:17:57

    Un romanzo ben scritto ma con un incalzare lento e abbastanza scontato. Probabilmente la necessità di non discostarsi troppo dal famosissimo evento storico non ha consentito margini di manovra inventiva eccessivi per dare più "brio" al racconto.

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    valina91

    24/10/2010 16:55:17

    Mi dispiace davvero tanto dire che questo libro mi ha deluso grandemente.. Manfredi è uno dei miei scrittori italiani odierni preferiti, ma con questo libro ha toppato alla grande. La pecca di questo romanzo non è tanto la scelta dell'argomento, quanto il ritmo che l'autore gli ha dato: è lento e a tratti direi anche noioso, la storia benché interessante non scorre. Il momento cruciale, cioé quando viene messa in atto la congiura, arriva sofferto dopo 223 pagine di incontri clandestini tra i futuri cesaricidi e le corse contro il tempo di coloro che volevano avvertire Cesare di una "probabile congiura". La descrizione dell'evento è scarna, breve e rapida. A "Le idi di marzo" preferisco senza dubbio "L'armata perduta", che mi ha fatto conoscere e amare il romanzo storico di Valerio Massimo Manfredi.

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    Viola

    23/01/2010 15:40:06

    Pensavo fosse praticamente impossibile leggere della morte di Giulio Cesare come se sentissi quella storia per la prima volta. Manfredi c'è riuscito. Lo consiglio a tutti.

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    Marco

    02/11/2009 15:14:46

    Devo dire che non ho trovato questo romanzo di Manfredi orrido come la maggior parte di voi.Certo il finale è conosciuto e riconosco anche che la narrazione è eccessivamente spezzettata in vari episodi riguardanti diversi personaggi,ma l'autore riesce a congiungere tutto questo in un unico finale che ha luogo nella curia di Pompeo.Nonostante poi,come già detto,l'esito della vicenda risaputo,Manfredi riesce a tenere alta l'attenzione e la concentrazione,regalandoci un pregevole ritratto di uno dei più grandi uomini che la storia abbia mai conosciuto.A parer mio,un libro riuscito,sebbene non sia certo un capolavoro e non sia nemmeno lontanamente comparabile all'"Impero dei draghi".

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    francesco

    21/10/2009 11:48:51

    Nel complesso non avvincente, e poco interessante dal lato storico.. libro che non riesce a prenderti..spesso ho avuto proprio voglia di mollarlo, ho dovuto davvero forzarmi per finirlo sperando che scattasse la classica "molla" dell'interesse.. ma niente fino alla fine..eppure adoro il periodo storico..consiglierei altre letture

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    Giohnmobi

    06/10/2009 13:59:53

    E' incredibile come in questo romanzo, di cui tutti conosciamo il finale prima di iniziare a leggerlo, Manfredi riesca a tenere vivo l'interesse e il coinvolgimento del lettore con una storia avvincente e appassionante di intrighi e tradimenti che ti tiene incollato al libro dalla prima all'ultima pagina..veramente bellissimo..uno dei romanzi storici più belli cha abbia mai letto!!!!

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    Tony Polimeno

    01/09/2009 13:58:32

    Non ho trovato la storia all'altezza degli altri romanzi di Manfredi. Descrivendo gli ultimi spiccioli di vita di Cesare non si potevano narrare se non affanni necessariamente inutili e vani: ogni azione si conosce già scontata e destinata alla sconfitta. Così muore la suspance. Il thriller non decolla mai e si dipana noiosamente verso lo scontato epilogo.

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    Elia B.

    31/08/2009 11:40:26

    la trama è molto bella e ricca di suspence..libro molto bello! lo consiglio...

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    Sdedo

    27/07/2009 10:23:32

    Un altro ottimo romanzo di Manfredi!Consigliato. Sdedo

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    deanager

    21/07/2009 18:34:48

    Questo è stato il mio primo romanzo storico ed è stato fantastico! Non credevo che questo genere potesse appassionarmi così tanto, la scrittura di Manfredi è stupenda.. mi sono completamente immersa nelle vicende del tempo ed è stato avvincente. Ho letteralmente divorato il libro. Questo è stato anche il primo di Manfredi e non vedo l'ora di calarmi ancora altre volte nelle vicende storiche trattate da lui con tanta maestria. 5/5

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    Trixter

    13/07/2009 16:50:59

    Buon romanzo di Manfredi il quale ci racconta in modo sapiente ed esperto uno degli avvenimenti più e meglio conosciuti della storia dell'umanità: l'omicidio di Cesare. Lo stile è elegante, pacato, fluente, abbastanza ricco. I dialoghi sono molto interessanti e, nel complesso, la vicenda, arricchita da momenti spionistici, è piuttosto piacevole. Non mi sento, dunque, di mal giudicare quest'opera che, sebbene non sia da considerare un capolavoro, resta una lettura più che dignitosa e godibile.

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    Ganzy

    18/06/2009 19:27:14

    Leggendo gli altri commenti su questo romanzo mi sento combattuto. Durante la lettura, mi sono sì appassionato, ma non troppo, dato che comunque sapevo già come sarebbe andato a finire. Lo stile è quello classico di Manfredi, fluente, esperto, ma a questo romanzo mancava un qualcosa, che non saprei definire, un qualcosa che era presente in altri suoi romanzi, come la trilogia di Alessandro, lo Scudo di Talos e L'Impero dei Draghi, che secondo il mio modesto parere sono dei capolavori nel mondo dei romanzi storici. Una cosa molto curiosa di questa mezza toppata di Manfredi è la componente di romanzo di spionaggio, cioè la traversata degli appennini per recapitare il messaggio. Purtroppo, questa componente che mi ha colpito e interessato è completamente fantasiosa, e quindi non da romanzo storico. Dai, Vale Max, lo sappiamo che puoi fare di meglio, coraggio! Siamo tutti con te!

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    Ale

    17/06/2009 19:34:40

    Do 3 solo x affetto verso manfredi. Ma qst libro è totalmente al di sotto del suo livello. Basti pensare alla trilogia Alèxandros

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    Luigi

    04/06/2009 16:09:07

    Toppata incredibile di Manfredi. Un romanzo praticamente senza trama. noioso. senza colpi di scena.che scorre via aggiungendo qualche personaggio di fantasia a quello che ci ha tramandato la storia. In evidente calo l'estro di manfredi che dopo il mezzo flop de L'armata perduta, colleziona un bel flop esagerato con questo Idi di marzo. da lasciare in libreria

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    Laura

    11/05/2009 17:13:22

    La scrittura è fluida e lo stile in linea con l'autore che amiamo. Lontano, anzi molto lontano dai primi per i quali si passava la notte in bianco pur di finirli. Si compra e si legge più per affetto pregresso che per reale apprezzamento del libro in se.

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Un grido improvviso e agghiacciate dissolve la quiete di una grigia alba di inizio marzo. Proviene dalla casa del pontefice massimo di Roma. Nel cielo echeggia un tuono, il vento soffia tra le fronde degli alberi accompagnando il sorgere del nuovo giorno, mentre il dittatore perpetuo Caio Giulio Cesare giace nel suo letto in preda alle convulsioni.
Così si apre il nuovo romanzo di Valerio Massimo Manfredi, dedicato a uno dei personaggi più amati e controversi del passato, Giulio Cesare. Il racconto si svolge negli ultimi giorni di vita del Divo Iulio e, abbandonando i luoghi comuni della storia e della leggenda, svela le debolezze e il dramma di un condottiero sul viale del tramonto, ritrae il volto meno noto dell'uomo, che ci appare in tutta la sua complessa umanità.
Il momento storico è epocale: dalle ceneri delle guerre civili sta per nascere la grande Roma dell'Impero grazie all'azione di un capo militare che appare invincibile. Dietro la sua forza si nasconde tuttavia una profonda debolezza che solo in parte è causata dal morbo sacro (così veniva chiamata un tempo l'epilessia) di cui è vittima. Si tratta di malessere interiore che si alimenta di incubi spaventosi, presagi dell'infausto futuro. Attorno a questo Cesare, la cui psicologia viene magistralmente scandagliata dall'autore, si muove una folla di personaggi che lo accompagnano al suo inevitabile destino: la moglie Calpurnia, piena di affetto e determinazione, il medico che cerca di alleviare gli attacchi sempre più ricorrenti, la fatale Cleopatra che gli ha appena generato un figlio e la dolce amante Servilia, che si congeda dall'amato che sta per organizzare le sue truppe per l'ennesima spedizione militare. E ancora i grandi personaggi che abbiamo imparato a conoscere nei libri di storia, come Cicerone, Bruto e Marco Antonio, in queste pagine in azione come degni coprotagonisti di un dramma senza tempo. Alle invidie e all'odio degli avversari si oppone la dedizione dei compagni più fedeli disposti persino al sacrificio per evitare che il peggio si compia. Ma il destino non può essere fermato e gli eventi precipitano, sfociando in un racconto serrato, che non ha nulla da invidiare ai ritmi del thriller e del romanzo d'azione.
Archeologo e studioso di topografia del mondo antico, oltre che affermato romanziere, Valerio Massimo Manfredi ci regala un vero e proprio tuffo nel passato. In questo libro, che coniuga lo stile godibile del romanzo e la fedeltà ai fatti storici veramente accaduti, ci conduce nel cuore di un momento fondamentale per l'umanità, alla scoperta delle passioni e delle gesta di un personaggio che sarà difficile dimenticare.

  • Valerio Massimo Manfredi Cover

    Vlerio Massimo Manfredi, nato a Modena nel 1943, è uno scrittore e archeologo italiano. Specializzato in topografia antica, ha svolto attività di ricerca pubblicando articoli e saggi. Si è poi dedicato alla narrativa storica, riscuotendo un notevole successo. I suoi libri − tra cui Lo scudo di Talos (1988) sull’antica Grecia; La torre della solitudine (1996); la trilogia Aléxandros (1999), dedicata ad Alessandro Magno; Chimaira (2001), ispirato al mistero etrusco; L’ultima legione (2002); Il tiranno (2003), sulla Sicilia di Dionisio; L’impero dei draghi (2004), sulla morte dell’imperatore Valeriano; L’armata perduta (2007, ispirata all’Anabasi senofontea, premio Bancarella) − sono divenuti testi di riferimento per... Approfondisci
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