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Faccio una premessa: sono ateo convinto. Prima di leggere questo libro ero un ateo da 10/10 diciamo, dopo averlo letto sono su 9/10. Questo deve fare capire quanto inutile e scritto male sia questo libro. Innanzitutto parto dal dire che l'80% del contenuto è costituito da ripetizioni costanti dello stesso argomento, anche nei diversi capitoli che dovrebbero trattare argomenti diversi. L'autore poi si contraddice durante la stesura, nel senso che, dopo aver premesso che non avrebbe parlato di Dio in senso comune relativo alle varie religioni, ma solo in senso "generico" come essenza fondatrice dell'universo, per tutto il libro non fa altro che cercare di screditare le religioni appellandosi alle teorie e alle prove che i credenti di queste religioni apportano al loro credo. Un po' incoerente e fuori tema o sbaglio? Ma la cosa più grave in assoluto, è che l'autore non dà nessuna prova alla non esistenza di Dio né dalle sue affermazioni si può evincere che la probabilità o meno della sua esistenza sia più o meno a favore di una o dell'altra ipotesi. Premessa importante: la non esistenza di Dio NON SI PUÒ PROVARE, per quanto uno possa proclamarsi ateo, come il sottoscritto. E l'autore, come detto prima, scredita solo le religioni, non un "creatore universale", perché reputa improbabili le motivazioni alla base: "i credenti non possono concepire la complessità dell'universo e quindi inseriscono un creatore ancora più probabile, contraddicendosi, perché non capiscono che non c'è bisogno di spiegare un evento affinché si possa verificare". Capite la fallacia di questa frase? Quindi perché se io immagino un creatore di tutto devo giustificarne la presenza? Come dici tu stesso, c'è e basta e non devo spiegarne il funzionamento. Io personalmente sono ateo per una sorta di "analisi" del comportamento umano che è portato ad avere fede in qualcosa più grande di lui, ma so benissimo che non potrò mai dimostrarlo scientificamente.
Adesso qualcuno scrivera'...L'illusione di Dio?Le ragioni per credere...Dawkins dice che ''essere morti non sara' diverso dall'essere non nati''...Ma e' sicuro?O ha ''l'impressione illusoria'' che sara' cosi'...a cosa serve l'illusione in natura allora?Qual'e' il vero volto della ''verita''?Dio se esiste si puo' ammalare e morire?Se l'uomo e' eterno nell'eternita', perche' la sua eternita' dovrebbe cominciare proprio da adesso,in quale punto si trova rispetto all'infinito temporale?Domande come queste potranno mai avere una risposta che corrisponda alla verita'?
In ogni cosa l'uomo è da sempre portato a trovarvi in essa un fascino che assume forme diverse a seconda di colui che lo ricerca. Cari atei convinti, voi ricercate il fascino della presa di posizione ferma di chi detiene una verità anzi la verità. Ovviamente sprizzate rabbia (è evidente in tutti i vostri commenti oltre che nel libro in esame) nel ribadire questa vostra posizione e se uno ve lo fa notare subito ribattete non sull'essenza del fatto in se reputandolo giusto o sbagliato che sia un tale atteggiamento, ma su documentati atteggiamenti analoghi del credente (ad esempio citando le crociate per i cristiani). Voi cercate il fascino dell'intelletto. E' questa la presa di posizione. Se, per assurdo, la possibilità di esistenza o meno di un Essere superiore che vi ama e che vi donerebbe la vita eterna dipendesse da voi, voi optereste per non farlo esistere. La questione prescinde l'esistenza di Dio, la questione riguarda voi! Lasciarsi almeno una speranza di un amore eterno è una delle più profonde sfaccettature dell'animo umano. Siete concentrati sulle bellezze di questa vita come un passeggero che ammira la sala di attesa in cui si trova prima del viaggio e non la meta a cui è diretto. Siete tristi. Molto molto molto tristi. Un epsilon (piccolo a piacere e prossimo allo zero, come dicono i matematici) in più di conoscenza che l’intelletto umano apporta, basta a darvi questa sicurezza indemolibile circa l’esistenza o meno di Dio?! Siete sicuri?!
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