Le Illusioni perdute - Gabriella Mezzanotte,Dianella Selvatico Estense,Honoré de Balzac - ebook

Le Illusioni perdute

Honoré de Balzac

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Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 1,34 MB
Pagine della versione a stampa: XLIV-752 p.
  • EAN: 9788852031953
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Gaia la libraia

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"È il volume monstre! È l'opera capitale nell'opera." Così, in una lettera del 1843, Balzac annunciava a madame Hanska la scrittura di "Illusioni perdute": un'ampia narrazione che si colloca tra "Scene della vita di provincia" e "Scene della vita parigina" e che insieme a "Splendori e miserie delle cortigiane" compone un dittico imperniato sulla figura di Lucien de Rubempré. Opera esteticamente innovativa e alimentata dalle esperienze centrali nell'esistenza di Balzac (i diversi mestieri del libro e della scrittura, dal tipografo al giornalista), "Illusioni perdute" narra infatti la vicenda di questo giovane di provincia bello, povero e ambizioso, parente stretto del Rastignac di Papà Goriot, che sogna la gloria poetica e il successo mondano e si trasferisce a Parigi sperando di procurarsi entrambi. Nella capitale finirà per perdere la propria integrità morale e, infine, ogni fortuna. Meno determinato e vitale di Rastignac, Rubempré rimane uno dei personaggi più scolpiti di Balzac, tanto che un lettore esigente come Oscar Wilde ebbe a scrivere: "Chi avrà mai voglia di uscire per andare a una serata mondana e incontrarci il suo amico d'infanzia Tomkins, quando può starsene a casa in compagnia di Lucien de Rubempré?". Con uno scritto di Alessandro Piperno.
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    Simone Fontana

    06/09/2020 20:48:44

    Ci sono persone che quando si trovano dinanzi a un bivio sono già destinate ad intraprendere la strada sbagliata. Lucien de Rubempré, "uomo di poesia e non un poeta", sbaglia continuamente perché incapace di imparare dai suoi errori. Tormentato dalla peggior malattia che può sopraffare il genio, la vanità, egli cerca con ogni mezzo di farsi strada nella società parigina, il bel mondo dove per vincere occorre rinunciare a essere se stessi, rinnegare le dolci speranze di provincia, lasciarsi divorare dalle opinioni. Gli uomini peggiori vivono sfruttando i deboli ambiziosi, idolatrandoli a dismisura, cullando i loro desideri per poi annichilirne al momento giusto la volontà. Si cade, si soffre, ci assolviamo e ci rialziamo, e tutto questo avviene senza nemmeno rendercene conto, come in un sogno o, ancor meglio, come in un incubo da cui non ci destiamo. Alla fine apriamo gli occhi, accorgendoci che volevamo svegliarci dalla vita - così perdiamo le nostre illusioni. "Un grande scrittore è un martire che non morirà", dice ad un certo punto d'Arthez, uno dei pochi amici sinceri di Lucien. Balzac è il martire che ci mostra il mondo così come lo vede, senza abbellirlo né tanto meno peggiorarlo; ed è un mondo spietato, soprattutto per i sognatori.

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    Francesco Tripaldi

    13/05/2020 14:15:17

    Accostare il termine recensione a questo capolavoro di Balzac fa ovviamente sorridere. Posso solo sommessamente invitare a leggerlo, rammaricandomi di non conoscere a sufficienza il francese per goderne nella lingua originale. Soffermatevi su Lousteau...Non leggerete più un quotidiano con gli stessi occhi.

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    paolo

    11/05/2020 12:59:30

    Bellissimo romanzo, consigliatissimo

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    giannimoronese

    24/09/2019 07:05:34

    ottimo libro ed eccellente traduzione

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    titty

    06/03/2013 10:32:09

    Insieme a "papà goriot" e a "splendori e miserie delle cortigiane" è l'opera centrale della "commedia umana". Balzac rappresenta in maniera magistrale la società di provincia in un primo momento e quella parigina poi, tratteggiando i vari personaggi e le relazioni che intercorrono tra di loro. E' uno di quei romanzi che si leggono tutti d'un fiato, in cui viene narrata l'ascesa e la caduta dell'angelo Lucien.

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  • Honoré de Balzac Cover

    Nacque in una famiglia della media borghesia e solo dal 1830 aggiunse il «de» al suo cognome; suo padre, che era stato segretario del consiglio del re durante l’Ancien Régime, fu poi capo della sussistenza della 22a divisione militare di Tours; la madre proveniva da una famiglia di commercianti. Dal 1807 al 1813 studiò come interno nel Collège de Vendôme. Quando la famiglia si trasferì a Parigi, iniziò gli studi di giurisprudenza e seguì alla Sorbona i corsi di Cousin, Guizot, Villemain. Nel 1819 i genitori gli concessero un periodo di prova per saggiare la sua vocazione letteraria. In una mansarda del quartiere della Bastiglia, in rue Lesdiguières, scrisse le sue prime opere, una tragedia in versi, Cromwell, e un romanzo... Approfondisci
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