Immaturità. La malattia del nostro tempo

Francesco M. Cataluccio

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Editore: Einaudi
Collana: Saggi
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 25 maggio 2004
Pagine: X-215 p., Brossura
  • EAN: 9788806143558

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Gaia la libraia

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Il Novecento è stato il secolo in cui il culto della fanciullezza si è radicalizzato: gli adulti sono stati indotti a conservare la propria giovinezza, a "pensare giovane", il fanciullo è stato imposto come paradigma di un essere ideale e l'immaturità è diventata la malattia estrema del mondo occidentale. Da "Peter Pan" a "Lolita", dal "Giovane Holden" a "Il sorpasso" e a Fellini, un'analisi della decadenza del mondo occidentale dominato dal mito dannoso del ritorno all'innocenza infantile. Un mondo racchiuso nell'immagine dell'ultima scena di "Full Metal Jacket", nel plotone di marines che, dopo l'ennesimo massacro, torna alla base cantando l'inno di Topolino. Un'immagine paradossale, ma fino a un certo punto.
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    manuel

    02/12/2008 23:35:38

    Veramente tanti complimenti a Cataluccio per questo saggio. All'inizio l'ho trovato un pochino ostico, difficile; poi, procedendo con la lettura, si è aperto, è sbocciato, è maturato in un saggio avvincente, interessante, illuminante. Personalmente le parti che mi sono più piaciute sono state quelle su Peter Pan e su tutto ciò che è legato a questa favola (qui si parla delle avanguardie, del dadaismo, del surrealismo, di Duchamp ma non solo); la parte sul cinema, sulla cinematografia e su alcuni dei più grandi, immaturi, registi italiani; la parte sui collegi; quella sul kitsch e su ciò che esso nega; tantissimo tutte le parti legate alla figura di Primo Levi; il Nabokov entomologo; interessantissimo, chiaro, esplicativo -finalmente!- il sessantotto polacco, la primavera di Praga. Ho scoperto Vaclav Havel; arricchito Pier Paolo Pasolini; rivalutato Nanni Moretti. E altro ancora.. Bello!

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    nunzia

    21/06/2005 19:02:11

    Per Cataluccio la modernità e più ancora la postmodernità ha come segno distintivo non la crescita, e quindi il progresso umano,ma il suo contrario, il rifiuto di crescere; è questa per lui l'immaturità, che ritrova nella storia politica e culturale del Novecento.Beh come tesi è un pò azzardata, ma molto molto interessante, anche perchè l'autore si fa leggere con piacere.

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    perrosuelto

    15/04/2005 00:08:41

    il libro è interessante ma incoerente: sembra più un testo di psichiatria che di sociologia; l'incoerenza è dovuta alla totale mancanza di valide alternative alla "immaturità" della nostra epoca liquida direbbe Baumann. Dove vede mai la maturità Cataluccio, dopo aver stroncato uno dopo l'altro movimenti artistici e opere letterarie del '900? Nell'impiegato di banca? Non molto attraente.

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    mimi

    08/06/2004 15:42:51

    ..e' interessante, ben documentato, non fa rimpiangere l'acquisto ..offre innumerevoli spunti per avventurarsi da soli nella verifica delle tesi dell'autore..o per approfondirle..e' un bel libro che fa lavorare la testa.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente
  • Francesco M. Cataluccio Cover

    Ha studiato Filosofia a Firenze e Letteratura a Varsavia. Dal 1977 al 1986 ha vagabondato per l'Europa centrale, soggiornando a lungo in Polonia, dove, nonostante tutto, si è trovato benissimo. Tornato in Italia, e stabilitosi a Milano, ha fatto svariati lavori (anche l'insegnate liceale e l'archivista storico della Breda). Con la caduta del Muro, nel 1989, la sua vita è cambiata: è stato assunto come redattore alla casa editrice Feltrinelli. Da allora ha lavorato per vent'anni nell'editoria, dirigendo la Bruno Mondadori e poi la Bollati Boringhieri. Complice l'insonnia, e nei ritagli di tempo, ha scritto numerosi saggi sulla cultura e la storia della Polonia e del Centro Europa. È stato, tra l'altro, curatore delle opere di Witold Gombrowicz (presso... Approfondisci
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