Recensioni L' immoralista

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    20/01/2011 14:28:49

    Libro non facile da interpretare: il protagonista non è nè morale nè immorale, alla fine solo profondamente umano, con i suoi slanci ed i suoi vizi. Lo si vorrebbe odiare ma è difficile non provare qualche forma di "empatia". E' possibile che in realtà più che un'autobiografia sia una metafora psicanalitica: Marceline e Michel sono in realtà le due personalità o le due anime di una stessa persona: l'uomo adulto nasce ed il ragazzo ingenuo muore, l'uomo completo e trasgressivo si sviluppa "uccidendo" la morale tradizionale e bigotta che lo incatenava. Ben scritto e più profondo di quanto appaia.

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    19/12/2009 20:04:31

    Savoir se libérer n’est rien: l’ardu, c’est savoir être libre”. "Saper liberarsi non è niente, il difficile è sapere essere libero". Avevo letto “L’Immoraliste” in francese. L’ho riletto in italiano, e senza nulla togliere alla traduttrice, devo asserire che in lingua originale rende di più. Michel narra in prima persona il cambiamento che si è manifestato in lui durante il viaggio di nozze con Marceline. In Tunisia, terra da lui tanto amata, si ammala di tubercolosi ed è amorevolmente curato dalla moglie. Con la malattia emerge, però, una forte volontà di guarire e, vivere una vita diversa: la sua vera vita, con la consapevolezza che in questa nuova condizione non c’è posto per Marceline. Libro autobiografico, dove il protagonista, in una forma accurata e da grande maestro qual è Gide, racconta la sua vita, ma in modo distaccato, senza emozioni, senza ripensamenti o rimorsi, in modo quasi del tutto naturale. Non c’è coinvolgimento emotivo ma solo i fatti…ed è proprio questo che lo rende “immoraliste”.

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    03/05/2009 16:14:37

    Scritto nel 1902, il romanzo condivide molte delle atmostere e dei luoghi dei racconti di Thomas Mann: l'Italia, le montagne della Svizzera, la malattia - vissuta come momento di formazione, di crescita spirituale - le basse pulsioni, le più infime, una buona cultura filosofica e storica, nonchè quella sottile ed imponderabile linea che permette all'omoerotismo di trapassare inconsapevolmente nell'omosessualità. Un buon Bildungsroman (romanzo di formazione), anche se, per quelli che sono i miei gusti letterari, mostra tutti i limiti di quella che è stata la cultura letteraria elitaria dei primi anni del '900: valori e vizi borghesi che si mettono in mostra e chiedono di essere compresi, assecondati, giustificati. Interessante la teoria sulla morte della filosofia: "Lei sa perchè oggi la filosofia e la poesia sono cose morte? Perchè si sono staccate dalla vita. I Greci sì che idealizzavano la sostanza stessa della vita, e la vita dell'artista era già una realizzazione poetica e la vita del filosofo era il mettere in atto la propria filosofia; intimamente unite alla vita, invece di ignorarsi, la filosofia alimentava la poesia e la poesia a sua volta esprimeva la filosofia, creando un tutto estremamente convincente".

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    25/03/2007 10:45:12

    Concordo con Luciano. non gli do il voto minimo perchè cmq è obiettivamente scritto bene, ogni 80 pagine ti da un buon spunto di riflessione, ed è corto: fosse stato lungo altre 100 pagine l'avrei mollato.

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    27/10/2005 10:13:23

    Chi ha difficoltà ad accettare la vita in tutte le sue sfumature, in tutte le sue gradazioni di colori, chi si sveglia al mattino con la costante domanda, "perchè sono nato" consiglio vivamente di leggere questo libro.. L'erba del vicino è sempre più verde (così dice il proverbio),beh con l'immoralista si impara a cogliere le piccole cose come doni preziosissimi, ci si accorge di quanto sia STUPEFACENTE ESSERE AL MONDO, ESSERE VIVO.. "Sentivo ardere in me una febbre gioiosa, che altro non era se non la VITA"..

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    10/03/2004 18:37:47

    Carino. La prima parte è noiosa, alla fine si riscatta bene.

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    10/06/2002 13:15:17

    Una pizza: il protagonista (annoiato, incolore, senza forza nè volontà) racconta distratto, come se parlasse d'altro, di come si è ritrovato prima orfano e poi sposato, delle sue proprietà ereditate, degli avvenimenti che la vita gli fa cadere addosso, delle giornate che passano uguali e tediose sul suo schermo, del suo scoprirsi un bel giorno, toh!, attratto dai maschietti . Come dice una poesia di quel gioiello di Spoon River, ci vuole vita per amare la vita. In questo caso, anche per descriverla.

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