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Gustavo Zagrebelsky

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806232436
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Recensioni dei clienti

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    angelo

    20/06/2016 14.34.35

    Ingredienti: un decalogo di ricostituenti per la salute delle democrazie moderne, dieci testi storici colmi di riflessioni sul miglior sistema politico, un confronto critico a più voci tra il governo di uno, di pochi o di tanti, l'aspirazione ad una democrazia critica capace di guardarsi dentro e autocorreggersi. Consigliato: a chi cura la salute del proprio paese con la passione del medico, a chi partecipa alla cosa pubblica col dubbio del filosofo.

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    Cinzia Cavallo

    14/09/2015 08.54.55

    Sempre di grande attualità il saggio di Gustavo Zagrebelsky. Un titolo originale da cui si evince che la democraticità non sia virtù innata, ma che la si possa imparare e solo a prezzo di sforzo e dedizione. Come sostiene l'autore, la democrazia non promette nulla a nessuno, ma richiede molto a tutti. È un ideale che costella la dignità umana, orientato ai principi e disposto a rivisione costante delle sue pratiche applicative. A ricompensa della fatica, offre solo la possibilità di rinvigorire la determinazione per continuare nella ricerca. Nessuno si lasci fiaccare, dunque, dalla magrezza dei risultati e continui a costruire, forte della consapevolezza che ogni piccolo passo vada a rinsaldare le forze che si oppongono a restaurazioni autoritarie. Il prof. Zagrebelsky sostiene che il senso di democraticità sia proprio dell'individuo e non della massa e che, quindi, vada ricercato nella coscienza individuale dove possano essere sviluppate le virtù di rispetto e di solidarietà, necessarie alla vita democratica. Democrazia è parola antichissima che inevitabilmente al mutare del contesto storico ha subito mutazioni semantiche e di valore. È un'operazione culturale interessante quella che il Costituzionalista Zagrebelsky attua nella seconda parte del saggio, quando riporta stralci da libri di studiosi, storici e filosofi che in vario modo abbiano discettato di democrazia dalla grecità all'epoca moderna. Il lettore è quindi stimolato a contattare direttamente le fonti consultate dal saggista e può, senza mediazioni, ricostruire in autonomia lo stesso processo di conoscenza. Così da Erodoto apprende il ruolo delle passioni nel destabilizzare le forme di governo, da N. Bobbio l'importanza dell'esercizio del diritto di voto nella formazione del cittadino democratico e da H. Arendt il valore della libertà politica.

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    Erich

    08/05/2011 22.38.10

    Sottoscrivo quanto detto da Dino. L'inizio è davvero profondo e fonte di riflessione. Il resto è difficile, noioso e scontato. Una citazione dietro l'altra. Peccato. non lo consiglio

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    Antares

    08/05/2007 23.28.39

    Sono in molti, ahimè, coloro che giudicano la qualità di un libro dal peso. Criterio ragionevole se si è alla ricerca di un romanzo da portare sotto l'ombrellone, ma decisamente becero se riferito all'universo dei saggi di qualità. "Imparare democrazia" appartiene a quest' ultimo. Si tratta di un testo agile suddiviso in due parti. La prima presenta sessanta pagine ricche di riflessioni: viene posto in particolare l'accento sul "relativismo" come fondamento della democrazia. Non si tratta di un'opera monumentale (non è questo quello che viene promesso al lettore nella quarta di copertina e più in generale dalla collana Einaudi in cui il libro è stato pubblicato), bensì di un saggio critico, ricco di spunti originali dai quali ognuno può poi svolgere le proprie riflessioni. La seconda parte è costituita da una piccola antologia di SPLENDIDI brani, particolarmente significativi, tra i quali ne figura uno dello stesso Zagrebelsky. Occorre ringraziare l'autore perchè il testo in questione (tratto da "Il crucifige!") è esaurito ormai da tempo!!! Nel complesso si tratta di un saggio che ha il merito di rivolgersi a tutti, senza mai scadere nei contenuti. Una guida che non può lasciare indifferente il lettore e che meriterebbe certo di essere adottata come libro di testo in tutte le scuole perchè è un ottimo strumento di formazione per i cittadini di domani.

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    Dino De Marco

    28/03/2007 17.12.19

    Il libro s’intitola ‘Imparare democrazia’. Tuttavia l’economia sugli articoli in barba alla grammatica non deve trarre in inganno, l’Autore incomincia bene, anzi benissimo, descrivendo con efficacia la fragilità della democrazia, approfondendone il rapporto con la religione e sottolineando i principi etici e le qualità umane che permettono questa forma di governo. Tra l’altro facendo giustizia del concetto equivoco - e quindi abusato - di ‘tolleranza’. Ma dopo una quarantina di pagine o poco più, sopraffatto dallo sforzo cede di schianto e, ricordando di essere anche un (prestigioso) cattedratico, se ne va per i fatti suoi lasciando la parola ai suoi ‘black writers’ Che peraltro sono di grande levatura. Ma io avrei voluto sentire - in un libro di Zagrebelsky - le considerazioni di Zagrebelsky e non quelle, pur autorevolissime, di Bobbio, Orwell, Cicerone, Aristofane, Tocqueville, Brecht piuttosto che Montesquieu. Se al ristorante, mentre siete lì, seduti con la forchetta in mano e l’acquolina in bocca aspettando gli spaghetti allo scoglio che avete ordinato, il cameriere vi servisse una minestra di verdure perché il cuoco non aveva più voglia di cucinare, voi come la pendereste? Ad un certo punto, travolto dall’orgia delle citazioni, il professore cita perfino se stesso, riciclando una ventina di pagine di un suo precedente libro. Queste operazioni commerciali di assemblaggio di libri in scatola di montaggio, peraltro non nuove, andrebbero evitate sia da parte degli autori, che a questo punto scadono al rango di prestanome, sia da quella delle case editrici che non ci fanno una gran figura. Le organizzazioni di tutela dei consumatori se ne dovrebbero far carico. Resta da valutare il libro nel suo complesso. Il mio voto sarebbe 5, il più alto per quanto è stato scritto, ma poiché il professore, di suo pugno ha scritto solo la quarta parte di quanto il libro contiene, tale valutazione, stemperata in tre parti di aria fritta, scende a 1,25

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