Categorie
Curatore: A. Pandolfi, D. Didero
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 451 p.
  • EAN: 9788817107037
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 9,35

€ 11,00

Risparmi € 1,65 (15%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    roman

    08/05/2011 16.06.40

    Si può dire ciò che si vuole, ma in questo libro si indica la strada per la salvezza delle democrazie occidentali.Qualcuno può essere irritato dal nome di uno degli autori, ma la sostanza non cambia. Da leggere.

  • User Icon

    SandorKrasna

    22/04/2011 00.32.21

    Certamente è invecchiato malissimo, apre più questioni di quante riesca a chiuderne, e dimostra ancora una volta che Negri non va letto come economista; ma è altrettanto vero che può essere un testo molto utile per chi, nel 2011, ha ancora il coraggio di non dare retta agli asini del pensiero dominante e alle loro folli ragliate conformiste.

  • User Icon

    Michele

    01/03/2010 15.04.26

    Non capisco come nel 2010 si possa ancora dare retta alle follie del marxismo. Pessimo.

  • User Icon

    alec

    29/02/2008 12.44.54

    Innanzitutto, per amore di verità, una precisazione:l'autore è stato si accusato, assieme a settori consistenti della cosiddetta "autonomia operaia" di essere uno dei capi ombra delle BR (teorema Calogero). Chi però possiede un minimo di conoscenze riguardo alla filosofia marxista ed alla storia del movimento operaio italiano duranti gli anni 60-70-80 sa che queste accuse oltre che infondate non stavano ne in cielo ne in terra. Ed infatti gli altri coimputati poterono tornare in italia nel giro di poco tempo (come il poeta e scrittore nanni Balestrini). Altri come Negri e Scalzone, accusati anche di insurrezione (reato per cui non esiste la prescrizione) invece rimasero in Francia, per merito delle posizioni garantiste del presidente Mitterand e delle denuncie nei confronti dei magistrati anti-movimento (vedi il parallelo naufragio dei processi sulle stragi di stato ad opera degli stessi magistati) di organizzazioni come Amnesty. Chissà perchè quando si rievocano quegli anni ci si dimentica di ricordare queste cose e si parla solo di sofri, capanna e curcio... voto più alto perchè, aldilà dei risultati, toninegri è ancora uno dei pochi in grado di pensare oltre il capitalismo assoluto e di infondere forti dosi di "ottimismo spinoziano". grazie!

  • User Icon

    bakunin

    15/09/2007 16.22.22

    Impero è un saggio ricco di spunti molto interessanti. Dal punto di vista strettamente concettuale potrebbe rappresentare, infatti, un punto di partenza per le tante realtà di movimento presenti oggi in Italia e nel mondo, non nel senso che queste ultime debbano accettare passivamente,parola per parola, un insegnamento che viene dall'alto, ma si potrebbe prendere spunto dall'analisi che Negri fa della società moderna e delle relazioni fra i soggetti sociali, per discutere su quali siano le istanze imminenti per le quali lottare. Il difetto di questo libro è invece nel linguaggio, troppo spesso prolisso, ridondante, pleonastico; una pecca non da poco, considerato che il suo autore stesso scrive che in una prima fase la moltidudine deve prendere coscienza di se stessa per poter diventare una forza reale e poter agire. Se lo scopo di questo libro è diffondere una cultura anti-liberista e rivoluzionaria, perchè scriverlo con un linguaggio esclusivo di un'elite intellettuale?

  • User Icon

    libero

    09/04/2005 22.24.24

    Per chi non lo sapesse, Antonio Negri-autore di questo libro-è considerato un terrorista; ha giustificato la lotta armata, è stato accusato di essere il capo delle Brigate Rosse viene arrestato nel 1979, è anche accusato di associazione sovversiva e banda armata e del sequestro Moro. Nel 1983 Negri viene condannato e si rifugia in Francia. Nel 1997 torna in Italia volontariamente, finisce in carcere e otterrà la semilibertà. "Impero" ha comunque riscosso un enorme successo. Ora l'informazione sul libro-e sull'autore- è più completa.

  • User Icon

    erik

    18/10/2004 11.37.09

    E' un libro importante. Direi quasi epocale. Decisamente non un "pastrocco". Può dar fastidio se non altro per il linguaggio utilizzato, piuttosto tecnico, ben lontano dalla leggerenza della Klein o di tanti teorici americani che fanno del "common sense" la migliore forma di comunicazione possibile. Le riflessioni sul concetto di sovranità ad esempio mi sembrano magistrali e più che far riferimento a Marx guardano a C. Schmitt, Freund, Hobbes ecc... (teorici inscritti in una certa destra se vogliamo). Negri ha maggiormente presente più che i classici del Marxismo più blasonati, le teorie biopolitiche di Foucault che si innervano nel suo testo come matrice filosofica ben più possente. Anche la riflessione sul concetto di "Impero" è in linea con il moderno revilval che ha conosciuto questo concetto (si pensi solo ad Alain De Benoist con il suo "Impero interiore"). Io lo consiglio vivamente perché al contrario di tanti, troppi autori americani (tipo Huntington per capirci) non cede a semplificazioni, non disprezza il passato teorico filosofico (a meno che non sia anglosassone), si confronta con i dilemmi della nostra filosofia politica. L'unica osservazione che riporto è la seguente; non c'e dubbio che la dicotomia Impero/Moltitudine è in odore di dialettica e risente di una semplificazione teorica pericoloso (e questa sì in odore di marxismo ortodosso). Rimane un libro da leggere. Direi quasi assolutamente.

  • User Icon

    gc

    19/05/2004 14.13.57

    un mediocre pastrocchio oracolare, ammantato dalle solite idiozie vetero-marxiste di sapore soteriologico, dietro alle quali si cela il solito coacervo di banalità sulla globalizzazione. non a caso, perfino un no global (per quanto sui generis) come massimo fini, lo ha stroncato nel modo seguente: "Agli albori degli anni Settanta mi capitò di andare a colazione a casa di Toni Negri, con mia moglie che era buona conoscente della sua insegnando entrambe ai corsi di recupero per gli operai, le ormai dimenticate '150 ore'. I Negri abitavano in uno dei quartieri d'élite di Milano, in una casa alto borghese, che più borghese non poteva essere, molto orpellata, zeppa di quadri, di divani, di mobili in legno pregiato, di centrini, di ninnoli, dove un paio di camerieri in polpe e guanti bianchi servivano a tavola, senza che ciò mettesse minimamente in imbarazzo il professore rivoluzionario che sembrava anzi compiaciuto di quella ostentazione. Per tutta la durata del pranzo Negri parlò ex cathedra, in un marxese strettissimo, quasi incomprensibile, che metteva a dura prova non l'intelligenza ma la pazienza dei commensali, in particolare la mia. Sono passati trent'anni, c'è stato il carcere, la latitanza dorata a Parigi, ma il professore ha perso forse il pelo, ma non il vizio, almeno a giudicare da questo suo libro, Impero (Rizzoli) dove il marxese si accompagna a uno stile immaginifico, di stampo dannunziano, che conia frasi come «La mitologia della ragione è l'articolazione simbolica e immaginativa che permette all'ontologia della moltitudine di esprimersi come attività e coscienza» (p. 367). Impero, che non nasconde le sue ambizioni, fino a scimmiottare Il Capitale di Marx di cui riprende anche la partitura in sezioni e libri in modo che in futuro possa essere citato come si citano i classici (I, IV, eccetera), è stato salutato con squittii di atterrita ammirazione dalla stampa anglosassone (il coautore, Michael Hardt, è americano, e Time ha scelto Toni Negri come uno dei 7 " innovatori" del 2001), mentre L'Espresso, in

Vedi tutte le 8 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione