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Georges Simenon

Traduttore: G. Luzzani
Editore: Adelphi
Edizione: 9
Anno edizione: 1993
Formato: Tascabile
Pagine: 139 p. , Brossura
  • EAN: 9788845910159

Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    09/08/2015 15.26.21

    Che un sospettato si uccida davanti a un poliziotto non è certo caso frequente, ma che poi questo tutore dell'ordine sia il commissario Maigret è del tutto insolito e potrebbe apparire anche improbabile se non fosse per il fatto che i due sono divisi da una parete fra due camere di uno squallido albergo e che il suicida ignora di essere sorvegliato. Che cosa abbia spinto il commissario a seguire quell'uomo mal vestito, quasi uno straccione è presto detto: l'istinto, poiché nulla sapeva prima di incontrarlo il nostro Maigret e altrettanto niente sa una volta intervenuta la sua morte. E' forse inutile che dica che piano piano sarà fatta luce su quest'uomo il cui suicidio è avvenuto per uno scambio di valigie a cui ha provveduto personalmente il commissario.Per quanto non ci sia un delitto, è sempre il grande fiuto che ispira Maigret e che lo porta a sapere dapprima chi sia veramente il suicida e infine a comprendere il motivo del suo gesto, dietro il quale si cela un omicidio compiuto diversi anni prima, non tanto da lui, ma da un altro. Le indagini dapprima brancolano nel buio, poi, poco a poco, mettono in luce un'allucinante verità: fra omicida e compici c'era solo uno stato di esaltazione giovanile che ha condotto a quell'orrendo crimine che li segnerà per tutta la vita, presi da un rimorso che non si può sanare, accompagnandoli per il resto dei loro giorni. E qui si nota la straordinaria umanità di Maigret che, anche consapevole del fatto che la prescrizione per quel delitto è imminente, chiude il caso senza procedere ad arresti, anzi meglio ancora non apre neppure il caso. Bellissimo.

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    Roberto

    18/06/2015 14.51.56

    Secondo me è il miglior "Maigret". Consiglio vivamente. Si fa "bere" velocemente, difficile separarsi dal libro una volta iniziata la storia. Anche il finale secondo me è molto bello. TOP!

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    susanna bottini

    30/01/2015 08.17.26

    Quarto romanzo della serie di Maigret, anche questo del 1931. Bella e intensa la trama, con un finale un po' deludente, ma è come al solito un libro che si legge con gran piacere.

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    Gabriele

    03/12/2014 18.27.00

    Quarto libro della serie di Maigret, l'autore paga il tributo al motivo delle società segrete che da "Uno studio in rosso" di Conan Doyle in poi è un tema classico di tutta la letteratura gialla dei primi decenni a cui anche i maggiori scrittori del genere devono sottostare per soddisfare il gusto dei lettori. Simenon ci riesce magistralmente senza cadere nel banale (alla Wallace ad esempio) ma conferendo un tocco d'arte anche suddetta società. Ritmo mozzafiato e in crescendo, finale per me deludente. Stile quasi impareggiabile tra gli scrittori noir (a parte Van Dine che è di un'altra categoria, un esteta prestato al giallo).

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    Flavio

    17/06/2014 20.41.26

    Non ho parole. Probabilmente il "Maigret" più bello che abbia mai letto. Tutta la pubblicazione di uno dei soliti noti (che tra l'altro apprezzo molto) come Dan Brown non ti lascia quello che ti può lasciare questo libro. Dieci e lode!

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    P.G.

    12/11/2013 16.20.00

    Un gruppo di nichilisti gioca con la vita e la morte.La responsabilità del loro agire è anche la nostra.Tra il nulla e il tutto, tra il caos e l'ordine, tra il non essere e l'essere: cosa scegliamo?Un Simenon quasi filosofo ed un Maigret che, uomo tra gli uomini, lascia a Dio l'ultima "parola".Un altro giallo formidabile.

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    Giorgio

    02/07/2008 06.05.51

    Un Maigret in piena forma per un rompicapo complesso ben riuscito . Uno dei libri più belli insieme all'"Ombra cinese" e a "Il caso Saint-Fiacre"

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    Cristiano

    24/09/2007 12.43.37

    Insieme a "Liberty Bar" è a mio parere uno dei libri su Maigret meglio riusciti. Simenon entra da padrone negli ambienti borderline della società, li scava, li porta alla luce grazie alla testardagine e all'astuzia del suo commissario. Davvero bello il finale, quando ogni cosa prende forma e il tutto assume un aspetto imprevedibile.

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    Teppolina

    27/04/2006 02.01.46

    Pochi sanno descrivere l'ambiente circostante i personaggi come Simenon,come pochi a parte lui sanno infondere in quest'ultimo il clima che lo caratterizza e gli stati d'animo dei protagonisti sulla scena. I colpi di scena non mancano mai con questo autore...finale ambiguo,e perciò in ogni caso apprezzabilissimo,in quanto ci porta a riflettere. Una morale sulla scia del primo Woody Allen.

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    andrea

    24/02/2003 20.11.15

    intreccio di altissimo livello

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