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Oscar Wilde

Collana: Teatro
Anno edizione: 1990
Formato: Tascabile
Pagine: 208 p.
  • EAN: 9788817167499

Salutata al suo apparire dalla perplessità di critici e letterati, L'importanza di chiamarsi Ernesto – dopo un secolo di felicissima e intensa vita sui palcoscenici di tutto il mondo – e ormai universalmente riconosciuta come un geniale, straordinario e rigorosissimo "nonsense", che anticipa tutte le più moderne risultanze del teatro dell'assurdo. Questa commedia fu scritta tra il 1894 e il 1895, in quel momento della vita di Wilde che precede la sua rovina, alla vigilia del processo che lo condurrà in carcere, e al quale egli va incontro testardamente e ciecamente, in una sorta di furia autodistruttiva. Wilde scrive in quest'opera le sue pagine più disincantate e fresche, più spensierate e felici.

Recensioni dei clienti

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    Ornella

    22/05/2013 10.38.19

    Divertentissimo ma molto critico della società e del costumi della sue epoca, Wilde riesce a creare una commedia esilarante sul gioco dei ruoli e soprattutto delle parole! L'importanza di chiamarsi Ernesto o di essere onesto? un gioco di parole che comincia già nel titolo! Le regole dell'alta società si scontrano con quelle del buon senso e dell'amore. Commedia a lieto fine che vede i protagonisti unirsi in due matrimoni "combinati".

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    Lettore Accanito '94

    10/03/2011 19.46.02

    Un' opera unica,che solo Oscar Wilde poteva comporre. Nei dialoghi e nel folle e divertente intreccio si riconosce una personalità ironica e sfacciata che non ha paura di mostrare i pregi e i difetti dell'Inghilterra benestante e che riesce sempre a strappare un sorriso o una risata a chi lo legge.

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    Estelgard

    24/10/2008 12.56.12

    Nonostante la fama modiale di Wilde sia forse più legata al suo unico romanzo (Il ritratto di Dorian Gray, peraltro bellissimo), l'opera a mio avviso meglio riuscita del dandy per eccellenza è questa deliziosa commedia teatrale. L'importanza di chiamarsi Ernesto gioca nel titolo su un'assonanza inglese del sostantivo earnest (l'aggettivo "franco, onesto") e del nome Ernest (da questo la traduzione in certi casi in "L''importanza di essere franco"). Da qui si capisce che la storia si sviluppa su una serie di inganni, doppi sensi ed equivoci degni del miglior Plauto e le situazioni comiche abbondano; ma la vera originalità sta nell'aver inserito il tipico cinismo, la satira pungente e mai rozza di Wilde, dando a tutta la commedia una leggerezza e un'atmosfera assurda e surreale che la rende unica. Ovviamente non si può avere un'idea precisa della storia, se non si legge tutto il testo (lo consiglio vivamente!!!), ma dalle poche battute che ho riportato si comprende il tono dei discorsi e la stranezza dei personaggi. Che Wilde abbia voluto far dire alle sue figure il contrario di ciò che pensava? A volte...in altri casi colora di eccesso semplicemente quello che è il suo pensiero di artista esteta. E spesso, tra le risate, pensiamo che, dopotutto, le battute fulminanti appena lette rispecchiano una realtà borghese abituata alla superficialità e alla frivolezza (il sottotitolo è infatti "Commedia frivola per gente seria"). Mi rammarico di non aver ancora visto la trasposizione teatrale, ma sono convinto che questa sia una delle migliori commedie mai scritte, probabilmente la più intelligente.

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