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Paride Rugafiori

Editore: Laterza
Anno edizione: 1999
Pagine: 158 p.
  • EAN: 9788842058007


recensioni di Fasce, F. L'Indice del 2000, n. 01

Questo stimolante lavoro di sintesi riassume, in un'esposizione nitida e scorrevole, le acquisizioni della più aggiornata storiografia (alla quale l'autore stesso ha fornito contributi di grande originalità) su oltre un secolo e mezzo di storia dell'industria italiana, dagli anni venti-trenta dell'Ottocento ai giorni nostri. Il percorso comprende sei fasi. La prima copre il periodo che arriva sino alla tariffa protezionistica del 1887 e documenta la nascita, accanto al modello dell'impresa familiare di estrazione piccolo-medio borghese e artigiana, degli oligopoli cantieristico-siderurgici legati alle commesse statali. Questi ultimi caratterizzano anche la seconda fase, quella del "decollo" degli anni a cavallo tra Otto e Novecento; fase nella quale fa la sua comparsa un tipo di imprenditore (Falck, Agnelli, Olivetti) dotato di un notevole interesse scientifico e tecnologico, con una formazione universitaria e un'etica non paternalistica. Le sue iniziative trovano sostegno nella banca mista di tipo tedesco, entro un quadro di persistente controllo familiare delle intraprese industriali, di limitata razionalizzazione organizzativa e di un associazionismo aziendale difensivo e prevalentemente di categoria.
Il ruolo pubblico dell'imprenditore, culturalmente subalterno sino a questo periodo alle élite tradizionali, conosce un salto in avanti, sancito dalla creazione dell'organo di coordinamento nazionale della Confindustria, nella terza fase, che dagli anni a cavallo della Grande guerra arriva sino al regime fascista. Il rapporto fra gli imprenditori e il regime è ispirato a una sostanziale sintonia, che assicura alle imprese industriali private una condizione di forza nel quadro di un'economia mista. Il divorzio arriverà solo nell'inverno 1942-43, a coronamento di alcune perplessità imprenditoriali, riguardo alle scelte di politica estera di Mussolini e alle reali prospettive di successo dell'inefficiente esercito italiano, che sono cresciute dopo la svolta bellicista della seconda metà degli anni trenta. Eccoci così alla quarta fase, la ricostruzione. Gli imprenditori, alla guida del processo di modernizzazione produttiva che condurrà, grazie al sostegno statunitense e al contenimento dei salari, al "miracolo economico", manifestano, alla metà degli anni cinquanta, un autentico vuoto strategico, evidenziato dalle divisioni fra la Confindustria e i grandi gruppi. Per trovare questi ultimi alla guida dell'organo confindustriale occorrerà attendere la quinta fase, ovvero la crisi della metà degli anni settanta, frutto dell'impennata dei costi esterni e interni e della bancarotta delle imprese pubbliche, oberate di debiti e clientele. Lottizzazione e corruzione pubblica continuano, però, anche nella sesta fase, quella della contraddittoria ripresa che si svolge negli anni ottanta, all'insegna della "terza Italia" dei distretti e di nuove figure di manager (De Benedetti, Gardini, Berlusconi). Poi, Tangentopoli, la "seconda Repubblica", una storia che si fa cronaca e che testimonia, secondo l'autore, di una "politica" che "riscopre il suo vero ruolo" e lancia "una sfida agli imprenditori (...) una sfida e un'occasione storica alla fine del millennio".

Il ruolo che imprenditori e manager hanno svolto nell'Italia contemporanea dagli inizi dell'Ottocento a oggi. Una chiave di lettura fondamentale per comprendere la storia del paese in questo secolo e mezzo.

Alle origini dell'industria – Il decollo; Guerra, dopoguerra, fascismo; Ricostruzione e «miracolo»; Dalla crisi alla svolta; Il rilancio; Bibliografia; Indice dei nomi.