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Leif G. W. Persson

Traduttore: G. Puleo
Editore: Marsilio
Collana: Tascabili Maxi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 606 p., Brossura
  • EAN: 9788831718097
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Recensioni dei clienti

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    gabridabovisa

    07/02/2015 00.27.49

    Se meriterò il paradiso, sarà d'obbligo prima, 1000 anni di purgatorio se non l'inferno, perché sono colpevole. Colpevole di avere letto prima questo libro e dopo i 2 precedenti della serie!!! Marsilio!!!mettete delle avvertenze e complicazioni di sorta!!! In caduta libera, come in un INCUBO!!!! Comunque meraviglioso come tutta la prima serie e la serie di calamiti-Bàckstòm

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    Gianni F.

    15/01/2012 23.20.18

    Forse non sarò raffinato come i lettori che mi hanno preceduto nella recensione, ma sinceramente non impazzisco per Persson. Riconosco in lui una conoscenza scientifica degli argomenti che tratta, ma lo considero più un tecnico che non uno scrittore. Narrazione lenta, prolissa a volte ripetitiva. Degli scandinavi gli preferisco sopratutto Henning Mankell ma pure Larson. Comunque questo ultimo libro della trilogia è sicuramente il migliore. Anche se il più lungo, certamente è il più avvincente.

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    alberto

    13/11/2011 10.18.20

    Condivido pienamente le recensioni di altri lettori. Apprezzo la solida credibilità di Persson (non a caso, già criminologo presso la Polizia svedese), ed al contempo non faccio pazzie per la sopravvalutata e fumettistica trilogia di Larsson. Per di più, ritengo che il lettore italiano, a leggere di apparati dello Stato deviati in senso antidemocratico, ci trovi molto del proprio passato recente (non romanzato). Libro da non perdere, per chi predilige un approccio realistico, non privo però di momenti di spiccata ironia. Come da non perdere ritengo sia anche il resto della produzione di questo eccellente autore, che riesce ad interessare con l'aspetto romanzesco, ed al contempo informa come un saggista.

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    Patroclo

    04/01/2010 10.24.02

    Persson si conferma in questo romanzo l´Ellroy svedese e demoltiplicato, e autore molto diverso da Larsson, al quale ogni tanto viene associato. I suoi romanzi vivono di ritmo lento e di solido realismo, rendendo tutto il piacere della Quest, della lenta e inesorabile raccolta di indizi, senza grandi colpi di scena e con rarissime cadute nel sensazionalismo. Peraltro nella descrizione del (presunto in quanto romanzato) scioglimento del caso Palme, Persson pare avvicinarsi a quella che sembra una probabile veritá. Non per tutti i gusti, non per chi ama i personaggi "forti" alla Salander, ma decisamente riuscito, e il migliore della trilogia "storica" di Persson

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    Patty

    03/09/2009 14.14.52

    A chi piace Stieg Larsson, Persson non piacerà. Questi romanzi (lunghi quanto se nn più di quelli di Larsson) sono diametralmente all'opposto in quanto a stile, personaggi e storie raccontate. Le indagini di Persson vanno avanti con tempi normali, realistici, a volte persino biblici ... i 'colpi di scena' sono rari e quelli giusti arrivano solo dopo tante cantonate. Però è così in effetti che va nella vita reale ... Questo in particolare è un romanzo un po' sui generis, che riprende la storia del mai risolto omicidio Palme e delle indagini confuse e pasticciate di allora, arrivando ad una sua (comunque plausibile) conclusione. In mezzo ai tanti personaggi fissi di Persson, spicca senz'altro l'odioso ma esilarante Backström, incredibilmente cafone, arrogante, presuntuoso, ignorante, scorretto e sempre, sempre, sempre coerente con se stesso ... Consigliatissimo (come il resto della produzione di Persson) a chi ama gialli 'intelligentemente normali' e molto, molto credibili.

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    Hit_Man

    08/06/2009 10.07.32

    Un altro romanzo-fiume di questo accuratissimo autore di inchieste poliziesche a sfondo storico-politico-sociologico. La storia è quanto mai delicata per il panorama politico svedese: l'omicidio del Primo Ministro Olof Palme nell'ultimo giorno di febbraio del 1986 scosse l'opinione pubblica della Svezia varcandone anche i confini nazionali. Il libro, tramite i personaggi dei precedenti romanzi (il capo granitico Johansson, che riesce anche "a vedere dietro gli angoli", la disincantata Anne Holt, curiosamente con lo stesso nome della nota scrittrice, il discreto e pavido Lewin dai continui "schiarimenti" di gola, la talentuosa Lisa Mattei, ricca, genio del computer e pupilla di Johansson, e il cialtronissimo commissario Backstrom, per certi versi il vero motore del romanzo a livello di humour e di trovate al limite del grottesco) prova a trovare, attraverso la ricerca del colpevole, le ragioni profonde di un evento che sconvolse a lungo il tessuto sociale nazionale, facendone avvertire gli effetti fino al tempo attuale. Come recita la quarta di copertina, non si riesce alfine a comprendere quanta verità sia disposta a sopportare l'opinione pubblica, pur messavi davanti, e quanto forse convenga che le risposte non siano date o siano edulcorate. Probabilmente il più politico romanzo di Persson.

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