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Alice Munro

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: , Brossura
  • EAN: 9788806180737

Recensioni dei clienti

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    marcello

    27/10/2013 13.52.08

    E' la prima raccolta di racconti Munro che leggo, e devo dire che se pur ispirati e costruiti bene e permeati di una percepibile tristezza ed ineluttabilità non mi hanno entusiasmato nè coinvolto nè lasciato qualcosa. Mi sono sembrati fatti altrui da non partecipare più di tanto.

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    Giuseppe Russo

    06/03/2013 17.18.59

    Tra gli elementi più significativi di questa splendida raccolta di racconti (a parte alcune questioni tecniche, come la frammentazione della dimensione temporale in sezioni alternate secondo una linea sinusoidale che ricorda non poco la struttura ad incastro del connazionale Atom Egoyan), c'è una sorta di energia che potremmo definire flaubertiana. Le donne della Munro, in massima parte, sono delle specialiste dell'oltranza, intesa come l'andare avanti nonostante le delusioni e le disillusioni, nonostante il frastagliarsi delle sponde di umanità che incontrano lungo il proprio itinerario biografico, nonostante il bilancio mai in pari con se stesse e con le proprie aspirazioni giovanili. E non ritornano alle proprie faccende per uno stupido senso di responsabilità borghese ma perché accettano la sfida quotidiana del continuare a vivere nonostante tutto, e la considerano implicitamente anche più drammatica della soluzione drastica alla Anna Karenina. Per la prima volta, inoltre, troviamo una sorta di trittico narrativo con una protagonista unica, Juliet, che oscilla tra due o tre generazioni nella faticosa ricerca di un proprio posto su questa terra, e che solo dopo un lungo e travagliato processo di accettazione dei propri limiti di figlia e di madre (esito anch'esso di una concezione oltranzistica della vita) riesce forse a trovarlo. L'ultimo di questi tre segmenti diegetici, probabilmente intitolato «Silenzio» anche per un ideale collegamento al «Tystnaden» di Bergman, è un tipico caso di "racconto perfetto" nell'accezione che Borges utilizzò più volte nei suoi testi.

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    Alce67

    31/03/2009 10.57.35

    Mi piace la Munro; è il primo libro suo che leggo, ma mi ha colpito. Mi piace l'ambientazione canadese, mi piacciono queste storie di vita ordinaria che si increspano o si frantumano a colpi di destino e decisioni umane. Bravissima a descrivere i moti dell'animo. Bello; avrei dato 5 se avessi capito meglio l'ultimo racconto.

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    CiammaiC

    20/01/2008 18.12.58

    Ottima scrittura. Sentimenti, paesaggi, prospettive e situazioni evocati con eleganza e in poche frasi. Sotto osservazione è la vita, quella della quotidianità e dei cambiamenti lungo il suo corso, delle prospettive che cambiano con gli anni. Dei racconti (è una raccolta di racconti) sono bellissimi, altri non mi hanno soddisfatto pienamente.

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    Fausto Fiscina

    12/06/2006 08.41.30

    Signori, chapeau, questa è una scrittrice grandissima. Tecnica straordinaria capace di trasformare l'ordinario della vita in storie quesi epiche in un Canada malinconico e umbratile. Tocca leggere tutto il resto.

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