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Alice Munro

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: , Brossura
  • EAN: 9788806180737
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Alexandra

    19/04/2017 21.17.53

    Delicato ed emozionante. Che bella esperienza è stata leggerlo! Lo consiglio a tutte.

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    marcello

    27/10/2013 13.52.08

    E' la prima raccolta di racconti Munro che leggo, e devo dire che se pur ispirati e costruiti bene e permeati di una percepibile tristezza ed ineluttabilità non mi hanno entusiasmato nè coinvolto nè lasciato qualcosa. Mi sono sembrati fatti altrui da non partecipare più di tanto.

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    Giuseppe Russo

    06/03/2013 17.18.59

    Tra gli elementi più significativi di questa splendida raccolta di racconti (a parte alcune questioni tecniche, come la frammentazione della dimensione temporale in sezioni alternate secondo una linea sinusoidale che ricorda non poco la struttura ad incastro del connazionale Atom Egoyan), c'è una sorta di energia che potremmo definire flaubertiana. Le donne della Munro, in massima parte, sono delle specialiste dell'oltranza, intesa come l'andare avanti nonostante le delusioni e le disillusioni, nonostante il frastagliarsi delle sponde di umanità che incontrano lungo il proprio itinerario biografico, nonostante il bilancio mai in pari con se stesse e con le proprie aspirazioni giovanili. E non ritornano alle proprie faccende per uno stupido senso di responsabilità borghese ma perché accettano la sfida quotidiana del continuare a vivere nonostante tutto, e la considerano implicitamente anche più drammatica della soluzione drastica alla Anna Karenina. Per la prima volta, inoltre, troviamo una sorta di trittico narrativo con una protagonista unica, Juliet, che oscilla tra due o tre generazioni nella faticosa ricerca di un proprio posto su questa terra, e che solo dopo un lungo e travagliato processo di accettazione dei propri limiti di figlia e di madre (esito anch'esso di una concezione oltranzistica della vita) riesce forse a trovarlo. L'ultimo di questi tre segmenti diegetici, probabilmente intitolato «Silenzio» anche per un ideale collegamento al «Tystnaden» di Bergman, è un tipico caso di "racconto perfetto" nell'accezione che Borges utilizzò più volte nei suoi testi.

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    Vani

    15/02/2012 21.03.42

    Tante recensioni sui libri di Alice Munro iniziano così: il racconto non è il mio genere letterario preferito, tuttavia questa scrittrice ne è davvero una grande maestra. E' stata anche la mia impressione, leggendola per la prima volta in questo suo lavoro abbastanza recente. La magistralità sta nel riuscire a dare profondità ai personaggi e ampiezza e prospettiva al breve racconto. Le otto storie di cui si compone il libro girano tutte attorno a figure di donne, alcune attraversandone la vita intera, da bambine ad anziane: una serie di sguardi e sorrisi, di abiti fruscianti, di pelli tenere e rosee o grinzose e stanche, di sentimenti luminosi od oppressi. E poi ci sono gli incontri: i compagni di strada delle protagoniste, compagni a volte solo per un viaggio a volte per l'intera vita, e tutta l'attenzione che una donna sa rivolgere loro, non personaggi marginali ma co-protagonisti. In alcuni casi, i racconti sono inanellati fra loro, come in un domino nel quale il protagonista di una storia introduce un altro personaggio, che a sua volta si fa protagonista della storia successiva. Con questi racconti ho anche attraversato il Canada: laghi, foreste, paesi, città. Nonostante la luce "fisica" irradiata da tutti questi luoghi, descritti nella pienezza di tutte le stagioni dell'anno, c'è però una cupezza di fondo, come una coltre nebbiosa che copre tutto: quasi una metafora della necessità di un soffio forte di vento per svelare la felicità, liberandola dalla cortina spessa che a volte la ricopre.

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    Alce67

    31/03/2009 10.57.35

    Mi piace la Munro; è il primo libro suo che leggo, ma mi ha colpito. Mi piace l'ambientazione canadese, mi piacciono queste storie di vita ordinaria che si increspano o si frantumano a colpi di destino e decisioni umane. Bravissima a descrivere i moti dell'animo. Bello; avrei dato 5 se avessi capito meglio l'ultimo racconto.

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    CiammaiC

    20/01/2008 18.12.58

    Ottima scrittura. Sentimenti, paesaggi, prospettive e situazioni evocati con eleganza e in poche frasi. Sotto osservazione è la vita, quella della quotidianità e dei cambiamenti lungo il suo corso, delle prospettive che cambiano con gli anni. Dei racconti (è una raccolta di racconti) sono bellissimi, altri non mi hanno soddisfatto pienamente.

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    marina

    19/06/2007 14.35.28

    se esiste un dio delle piccole cose e' quello che si incontra fra le pagine di questa bella raccolta di 8 racconti che hanno per protagonista tutti una donna che , ognuna a modo suo, fugge dalla sua vita o comunque vorrebbe farlo anche se lungo la sua strada succede sempre qualcosa di imprevedibile a farla deviare. in pratica il percorso di ognuno di noi forse spesso impantanati nelle nostre esistenze che quando decidiamo di scrollarsi la zavorra che ci tiene a terra ecco il fulmine a ciel sereno, l'equivoco, la morte che ci aleggia intorno che spesso cambia in pochi secondi il nostro destino.la vita insomma senza manuale per l'uso. alice munro e' una settantenne canadese e le sue storie sono ambientate nel suo paese terra di grandi laghi e di una natura forte; famosi sono i suoi sbalzi temporali che danno ai suoi racconti lo spessore di un romanzo, spesso la protagonista la si conosce mentre sta attraversando periodi cruciali per la sua esitenza per poi ritrovarla poche pagine dopo una trentina d'anni dopo in situazioni completamente diverse come se solo il punto di partenza e di arrivo di un'esistenza bastassero a tratteggiarla e capirla . non voglio dirvi di piu' sulle trame dei singoli racconti in quanto in ognuno c'e' una sorpresa, anche se piccola piccola, che ognuno deve scoprire da solo e metabolizzare a proprio modo, piccole rivelazioni della vita di tutti i giorni.

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    Fausto Fiscina

    12/06/2006 08.41.30

    Signori, chapeau, questa è una scrittrice grandissima. Tecnica straordinaria capace di trasformare l'ordinario della vita in storie quesi epiche in un Canada malinconico e umbratile. Tocca leggere tutto il resto.

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    Patrizia Nozzoli

    07/12/2004 12.43.51

    Ho trovato questo libro semplicemente splendido e voglio dirvi solo una cosa: leggetelo! Si tratta di racconti...tre hanno per protagonista la stessa donna, Juliet, e toccano soprattutto la tematica del rapporto fra madre e figlia.Non aspettatevi però storie d'amore e neppure d'avventura...quest'autrice-canadese- scrive in un modo veramente molto particolare...se entri in sintonia con lei, senti però che ti parla di te, di cose che ti riguardano profondamente, che "ci" riguardano in quanto uomini e donne. Ti tocca dentro.Patrizia

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