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Tommaso Landolfi

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2006
Pagine: 220 p. , Brossura
  • EAN: 9788845921261

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    Roberto Agostini

    10/11/2014 18.35.35

    Il destino degli scrittori non deve ingannarci né il biografismo convincerci troppo, ma Dostoevskij giocava e anche Landolfi fu preso dal demone del tavolo verde, oltre che essere stato un magnifico traduttore del russo. In questi racconti antologizzati nel 1962, quasi tutti brevi e lapidari, l'assurdo è quotidiano, secondo il naturale grottesco dello stile landolfiano, che abitua il lettore agli improvvisi scarti di registro e a rivalutare il lessico nella sua ampiezza, come la vita nell'apparente suo ordine e disordine sconfinato. Non stupisce, quindi, che il giocatore chieda al mastro (Dio?)l'esatta portanza della trave cui vuole appendersi, non rinunciando però alla scappatoia (cederà al suo peso?); o che il robot innamorato vada in tilt, e un altro giocatore incontri il Doge, ricchissimo anche oggi, per confessargli la "volontà di perdere": ecco il demone segreto nel gioco dell'esistenza. Il racconto del titolo spiega la "società" in quattro quadretti ben dipinti, fra Settecento e Novecento, fra i bisogni delle dame prima di mettersi a tavola e le assurdità di un filosofo della Sorbona. Accanto ai tormenti storici e dell'attualità, Landolfi, ingaggiando il lettore amabilmente, interroga sempre l'artista sulla sua opera, e basta il ritratto dei "due figli di Stefano" - racconto nerissimo - per capire che aria tiri da queste pagine. Il borbottio arzigogolato di Landolfi anche se sfiora l'indecenza fra i Casanova sbottonati e i peti, ha un fine purissimo: lo si comprende nella revolverata che si spara lo scrittore ("vecchiotto") al termine della mattinata di lavoro: l'arte è una pedanteria; la prosa e la poesia, illusioni combinatorie che si spegneranno ridicolmente fra poco. Resta, nel suo sarcasmo inconsapevole, la vita che qui abbiamo registrata in vari modi. Il racconto più lungo riporta all'"eterna bisca", il secondo più lungo all'"eterna provincia". In entrambi un deluso, senza amore che per la sorte, gira nei suoi pensieri di rivalsa che mai giunge.

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