In viaggio con Dante all'inferno

Salvo Zappulla

Editore: Fermento
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 20 novembre 2007
Pagine: 170 p., Brossura
  • EAN: 9788889207581
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Descrizione
Lo scrittore viene svegliato da una misteriosa entità che poi si rivelerà essere Dante Alighieri. Gli viene proposta l'occasione di visitare l'Inferno. Tra sorpresa e imbarazzo finisce con l'accettare e sarà un'esperienza, appunto, infernale. Sarcasmo e ironia sostengono l'irripetibile comicità, le esilaranti trovate di Salvo Zappulla, che ci racconta un aldilà affollato di personaggi e personalità dei nostri anni politici, economici e religiosi. Insomma, da quando avevamo studiato i gironi danteschi molto è cambiato, come è giusto, ma in un modo che non avremmo potuto prevedere. Il contrasto continuo tra la somma Guida e lo scrittore finiscono con il coinvolgere in grottesche sarabande, fino a indurre a parteggiare per qualcuno dei contendenti. E alla fine il lettore scopre che la Divina Commedia non c'entra proprio per nulla. Salvo qualche congegno strutturale come l'avevamo appreso a scuola. Scopriamo di aver avuto un resoconto dell'inferno, questo senza dubbio, ma di aver visitato l'Italia del secondo Novecento, dai giorni della democrazia fino agli anni di piombo, fino alle tangentopoli, cavalcando la fantasia ma anche quella parte della realtà che spesso supera ogni immaginazione.

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    Renzo Montagnoli

    16/04/2009 17:33:56

    Un sogno è la trama di questo libro, ma è uno di quelli fatti a occhi aperti e anche se nasce da un intervento di Dante Alighieri che sveglia l’autore proponendogli di fare un viaggio con lui all’inferno si potrà constatare come il richiamo alla Divina Commedia sia solo un pretesto. Ci si accorgerà, infatti, che quell’inferno, del tutto differente da quello creato da Dante, è purtroppo una realtà e corrisponde all’Italia contemporanea, popolata da peccatori di diverso livello che si trovano a loro agio nei vari gironi, più da considerarsi associazioni di categoria di delinquenti che delle vere e proprie sezioni in cui vengono inflitte le giuste punizioni. Quello che fa la differenza con altri libri che descrivono l’andazzo del nostro paese sta nell’ironia garbata dell’autore che riesce a fornirci un quadro d’insieme senza ricorrere a una satira sguaiata e spesso becera, senza far leva sulle caratteristiche fisiche o intellettuali dei personaggi, ma facendoci intuire chi siano con poche illuminanti parole. Più che ridere si sorride e in questo modo si riflette, un fattore determinante questo per accorgerci che in fin dei conti anche noi siamo parte di questo inferno, per lo più vittime consapevoli e spesso rassegnate. Insomma, la Divina Commedia, fatta eccezione per qualche piccolo meccanismo di struttura, non c’entra proprio, e il sommo Dante, guida di questo viaggio, sembra uno che ha veramente smarrito la retta via, e per quanto la fantasia dell’autore nel descriverlo abbia il suo peso non indifferente, finisce con il rappresentare un pover’uomo alla mercé dei tempi, spesso confuso, e incapace di distinguere l’apparenza dalla realtà, dando vita così ogni tanto a situazioni amaramente umoristiche. E’ così che una vicenda surreale si trasforma piano piano nello specchio della realtà, insomma a un inferno, ma in terra. La lettura è più che raccomandabile.

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