L' incantatrice di Firenze

Salman Rushdie

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 agosto 2018
Pagine: 378 p.
  • EAN: 9788804704355
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Descrizione

Un misterioso viaggiatore dai capelli biondi arriva a Sikri, sede della corte Mogol, e chiede udienza al sovrano Jalalluddin Muhammed Akbar, detto Akbar il Grande. Lo straniero afferma di venire da una sconosciuta, remotissima città di nome Firenze e di avere una storia tanto meravigliosa quanto veritiera da raccontare: una storia che lega i destini della misteriosa capitale d'Occidente da cui proviene a quelli della discendenza del monarca indiano. Inizia così un racconto che, unendo una pirotecnica inventiva a una minuziosissima documentazione, si snoda tra figure storiche gigantesche, una fra tutte Machiavelli, e vede tra i protagonisti l'enigmatica Qara Koz, "Madama Occhi Neri", principessa destinata a sconvolgere con la sua esotica e rara bellezza la raffinata corte medicea. Quanto c'è di vero nel racconto del viaggiatore, il quale afferma di non essere altri che il figlio di Qara Koz? E se ciò che racconta è vero, che ne è stato della principessa? Non si tratterà invece di un bugiardo che, in quanto tale, merita solo la morte?

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Recensioni dei clienti

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    Alessandra

    11/02/2014 14:56:10

    Magico viaggio tra Firenze e Sikri. Consigliato a chi ama antiche storie di tempi e mondi lontani e vuol farsi rapire da una narrazione magica tra realtà e finzione. Questo è il primo libro che io abbia letto di Rushdie, non vedo l'ora di scoprirne altri.

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    jury

    13/12/2010 17:26:25

    bellissimo.

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    FR

    19/07/2010 17:15:57

    francamente non l'ho capito, e me ne dispiaccio, perchè ci sono pagine di rara bellezza e la storia è affascinante.. un mio limite, probabilmente...

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    Attilio Alessandro

    04/11/2009 07:35:19

    Confuso e difficile da seguire. Grande erudizione dell'Autore ma grande difficoltà da parte del lettore nel seguire le vicende. A volte bellissimo a volte noiosissimo e oscuro. Peccato....a me piace molto Rushdie.

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    Elio

    03/11/2009 18:03:52

    Splendido libro di uno degli scrittori più bravi e fantasiosi del mondo. Anche in questo libro la realtà e la fantasia non esistono in quanto sono una cosa sola,esistono solo le storie, che siano inventate o no sta al finale svelarlo. Posso solo dire che è un ritratto appassionato di due culture enormi come quella orientale e occidentale e dei loro punti di contatto,per il resto il libro va letto a mente sgombra. Non una lettura facile ma che alla fine ti lascia qualcosa.

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    francesca

    28/09/2009 11:31:26

    Purtroppo sono stata "ingannata" dai commenti positivi; l'ho trovato confusionario, difficile da seguire, per niente stimolante e ho fatto molta fatica a leggerlo fino in fondo. Non lo consiglio!

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    Sara

    17/09/2009 14:02:59

    Atmosfera magica e intrigante nella prima parte del libro che purtroppo si perde un pò in seguito diventanto difficile da seguire.

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    Stefano

    23/07/2009 12:53:08

    Le doti affabulatorie di Salman Rushdie mi sembra affiorino nella prima parte del romanzo, un caleidoscopio incantato nel quale le spirali fiabesche s'intrecciano con uno sviluppo narrativo tra il magico e il picaresco, con spunti poetici e implicazioni realistiche che contribuiscono a creare il profilo di una vicenda in grado di generare nel lettore attesa e suspence. Nel prosieguo del romanzo tuttavia, tutto si smorza e diventa, per lunghi tratti, racconto sterile, di una storia che si dipana in troppi rivoli, includendo un numero forse eccessivo di personaggi. La parte ambientata a Firenze è la meno ispirata, anche se in essa Rushdie dimostra una buona assimilazione dell'ambientazione storica e della psicologia dei personaggi, cosa non facile per uno scrittore così lontano, per ambito culturale ed anagrafico, a quello scorcio storico costituito dal Rinascimento toscano. Soltanto nelle ultime pagine del romanzo la vicenda riesce a riannodarsi, non dissipando peraltro le perplessità fin lì suscitate, in un'accensione che contempla il destino della fine e quello del proseguimento, quello della morte e quello della trasformazione, quella traccia polivalente insita nelle traiettorie di ogni essere vivente

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    bellatrix

    09/07/2009 17:50:23

    Nel leggere questa recensione tenete conto che per me Rushdi e' il piu' grande e completo ed immaginifico scrittore che ha attraversato i due secoli. Questo e' un racconto al di la del tempo e dello spazio, è un sogno mirabolante ed una storia verissima allo stesso tempo. La scrittura e' superba (e la traduzione assolutamente all'altezza) matura, appagante. Rushdi riesce ad unire due mondi lontani, nella cultura, nel tempo e nella storia, come la Firenze al tempo dei Medici e l'oriente favoloso prima degli ottomani e ci fa rivivere la nostra storia del rinascimento come neppure noi stessi sapremmo farlo. Lancia un ponte ideale di desideri umani dove le barriere del tempo e delle culture spariscono, quando si guarda dietro ai costumi.I legami tra i due mondi sono un pastrano di pelle fatto a rombi colorati e pieno di tasche nascoste che va da occidente ad oriente ed una donna mistriosa che fa il percorso inverso. Non esistono piu' noi e loro, non esiste piu' il passato ed il presente, esistono solo i sentimenti umani, sempre uguali sempre imperscrutabili, sempre contrapposti (perdenti) contro il destino/fato/karma.

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    maria

    08/07/2009 12:37:35

    Se non avessi assistito all’incontro con Salman Rushdie alla fiera del libro di Torino 2009, non avrei mai comprato “L’incantatrice di Firenze” e mi sarei negata la possibilità di leggere un libro affascinante. Di lui avevo letto “I figli della mezzanotte” e l’avevo trovato logorroico. Con l’incantatrice ho dovuto ricredermi. I luoghi del romanzo sono Firenze (dove Salman trascorreva le vacanze universitarie) e Fathepur Sikri, la città indiana presto abbandonata dagli imperatori moghul. Incastrando come matrioske racconti ambientati in questi due luoghi, l’autore ha creato un romanzo sospeso tra il reale (i riferimenti a persone reali – come Macchiavelli o Akbar – sono moltissimi) e l’immaginario che non delude mai. Tra tutti i personaggi, ho trovato indimenticabile la figura dell’imperatore Akbar, l’alter ego dell’autore, il sovrano illuminato dai pensieri arditi (in questo si riconosce l’artefice dei versetti satanici) che sogna così coraggiosamente e intensamente da riuscire a rendere concreto il prodotto della sua immaginazione. Un libro da consigliare a chi crede nella fantasia come forza creativa.

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    Matteo Santoro

    21/06/2009 10:56:44

    uno dei più bei libri che abbia mai letto. Una donna meravigliosa, che fa cose meravigliose in un testo avvincente ed entusiasmante dove si incontrano le culture dell'oriente con quella dell'occidente

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