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Kazuo Ishiguro

Traduttore: G. Bona
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 554 p. , Brossura
  • EAN: 9788806155292
Usato su Libraccio.it € 7,83

Recensioni dei clienti

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    rossano garibotti

    08/06/2015 22.28.54

    Delusione. Dopo aver letto gli eccellenti 'Non lasciarmi' e 'Quel che resta del giorno', con grande fiducia ho approcciato quest'altro romanzo di Ishiguro, che purtroppo si è rivelato estremamente - e, almeno per la parte letta - unicamente logorroico. Peccato, all'inizio il clima sospeso e surreale pareva favorire un altro romanzo di grande impatto; poi direi che l'autore si è fatto trasportare dalla corrente e la noia ha preso nettamente il sopravvento. Abbandonato poco prima della metà.

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    Martina

    01/08/2014 11.31.28

    Stupendo! Un'apoteosi dell'assurdo! Era da Quenau che non leggevo un libro simile... Povero Signor Ryder! Un pò faticoso seguire tutte le sue peripezie, ma ne vale proprio la pena! Me lo sono proprio goduto. Martina

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    Antonella

    19/09/2013 16.37.45

    Una brutta trama scritta così bene che finisce per avvincere Il termine più ovvio per definire questo libro è "onirico". Lo svolgimento della vicenda presenta tutte le "logiche incoerenze" di un sogno. Proprio come nei sogni, è il sognante, in questo caso il protagonista, che conosce tutte le relazioni fra gli eventi, cui reagisce con inaspettata naturalezza. Diverso è il caso del lettore, costretto a compiere grandi sforzi per districarsi, dubbioso se leggere gli eventi narrati come rappresentazioni di situazioni universali o se abbandonarsi al flusso della narrazione al solo fine di scoprire "come va a finire". Questo secondo esercizio però risulta assai faticoso, perché non è una vicenda a cui ci si possa appassionare. In realtà il finale è intuibile fin dall'inizio. Così alla conclusione di ogni capitolo la tentazione di lasciar perdere è forte, perché anche dopo 450 pagine proprio non si capisce cosa stia succedendo e neppure vien voglia di capirlo. Perché allora il libro finisce per avvincere? Per un solo motivo: perché è scritto bene. Ishiguro descrive con tanta arte e compiutezza singole situazioni, stati d'animo, dialoghi, paesaggi, ambienti, che non solo ogni sezione, ma perfino ogni mutare di prospettiva risulta alla fine una vicenda a sé stante di cui si vuole a tutti i costi conoscere la (provvisoria) fine. E così, tassello dopo tassello, non solo sono si arriva a pagina 554 ma anche si torna indietro per godere di alcuni passaggi bellissimi (le descrizioni dei paesaggi pieni di luce e di vento che squarciano all'improvviso gli scenari teatrali un po' squallidi della città sono le parti migliori). Cosa lascia questo libro? Dubbi, spunti di riflessione, sapore di ricordi e sensazioni dimenticate, il senso di una ricchezza di vita che non si è colta pienamente ma di cui si è certi, esattamente come accade con i sogni che al mattino cerchiamo di decifrare fino a che le incombenze del giorno non ci fanno scuotere la testa.

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