Incorporare la natura. Storie ambientali del Novecento - Simone Neri Serneri - copertina

Incorporare la natura. Storie ambientali del Novecento

Simone Neri Serneri

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Editore: Carocci
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 29 settembre 2005
Pagine: 335 p., Brossura
  • EAN: 9788843035670
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Incrociando in una prospettiva originale la storia della tecnica e quella del territorio, la storia dell'ambiente si presenta oggi come uno dei settori più originali e innovativi della ricerca storica. Muovendo dal caso italiano, questo volume ripercorre l'emergere della società urbano-industriale come svolta periodizzante e costitutiva dell'età industriale, anche e soprattutto in una prospettiva ambientale, prendendo le mosse dalla nascita dal movimento ambientalista di inizio Novecento, sino alle recenti proposte di sviluppo sostenibile. Simone Neri Serneri è ordinario di Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Siena.
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Si ispira alla tradizione anglosassone, ma anche nordeuropea, degli environmental studies , nonché ai tentativi novecenteschi di incorporazione di storia, geografia e natura, la ricca raccolta di saggi di Simone Neri Serneri. Compito difficile e laborioso soprattutto in un contesto, quello italiano, in cui questi studi hanno finora goduto di un successo marginale. I contributi, quasi tutti già presentati in altra sede, sono qui riuniti nel riuscito tentativo di concorrere a fondare una storia ambientale dell'Italia novecentesca. Storia ambientale, spiega l'autore, intesa innanzitutto come "storia dell'uso sociale delle risorse naturali" o, più dettagliatamente, come "storia delle modalità sociali di appropriazione, controllo, distribuzione e, anzitutto, trasformazione delle risorse naturali".
Nella prospettiva scelta da Neri Serneri, grande rilevanza viene accordata alla promulgazione e agli effetti nel tempo della legge sanitaria del 1888. Da un lato, essa tentava di istituire un'azione di controllo sulle attività private più dannose, dividendo le industrie in base a due classi di insalubrità o, come diremmo oggi, di inquinamento. Dall'altro, cercava di fornire una risposta a uno dei problemi ambientali più complicati e discussi: quello della gestione delle risorse idriche. La crescita demografica e urbanistica delle città e l'avanzare dell'industrializzazzione richiedevano infatti nuove soluzioni al problema della costruzione di acquedotti e reti fognarie. Nonostante la presenza agli inizi del Novecento di un primo gruppo di associazioni protezionistiche e conservazioniste, la questione ambientale rimaneva nell'ambito del problema sanitario e si inseriva nella cornice dell'igienismo. Né si scostò da questa prospettiva durante il fascismo o nell'immediato secondo dopoguerra. Fu la nuova coscienza ecologista degli anni sessanta, e soprattutto settanta, a segnare un mutamento. Sul piano istituzionale italiano, una nuova stagione di politiche ambientali fu grandemente favorita dall'introduzione delle regioni, come Neri Serneri mostra con particolare riferimento alle vicende politiche toscane.
Non manca poi un'utile ricostruzione delle vicende dell'ambientalismo italiano, con particolare riferimento agli sviluppi negli ultimi tre decenni del secolo scorso. Nato all'interno del movimento di contestazione, esso acquisì gradualmente maggiore importanza, soprattutto in seguito alle lotte antinucleari, che lo videro al fianco di importanti settori della nuova sinistra e dei radicali. La fortuna del movimentismo ambientalista spinse poi i suoi rappresentanti a una riconsiderazione dei rapporti con la politica che, nonostante alcuni dubbi interni, portò alla prima creazione di liste "verdi".
Merita infine particolare menzione il saggio finale della raccolta, in cui l'autore indaga, con riferimento alle principali correnti politico-culturali, ma anche scientifiche, dell'ambientalismo novecentesco, uno degli aspetti fondamentali dell'etica "verde": il nesso sempre più accentuato tra economia ed ecologia e il problema dei limiti dello sviluppo, attorno cui ruotano importanti considerazioni filosofiche di grande attualità. È il problema, citando il fortunato saggio di Giuliano Pontara sull'argomento, del rapporto tra "etica e generazioni future".

Francesco Regalzi

Note legali