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Gabriel García Márquez

Editore: Mondadori
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 120 p.
  • EAN: 9788804543220

Un paese arido e spopolato, bagnato da un mare crudele che lo ricopre di "pattume", improvvisamente pervaso da un insopprimibile odore di rose. Il cadavere di un annegato, dalle dimensioni sovrumane e dalla bellezza travolgente, che, approdato sulla spiaggia di un minuscolo villaggio caraibico, ne sconvolge per un attimo la lenta vita. Le straordinarie creazioni di Babilano, ciarlatano e inventore, indovino e taumaturgo, mago e artista. Queste, con altre, le fantastiche immagini ispiratrici dei sette racconti-fiaba che testimoniano la stagione più consapevole e felice di Márquez.

Recensioni dei clienti

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    misselisabethbennet

    16/06/2015 14.48.01

    purtroppo, anche se scritto con l'abile maestria di marquez non rientra nei miei preferiti dell'autore...

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    Michele Lucivero

    29/04/2014 16.39.44

    L'idea che una grande opera, quale resta Cent'anni di solitudine, possa generare una serie di racconti che nascono come frammenti rizomatici e vivono in maniera indipendente brillando di luce propria è una delle trovate più entusiasmanti e originali che il vecchio e compianto Gabo potesse lasciarci. Questa modalità di raccontare della gente della sua terra è un inno alla postmodernità aperta, volutamente inconclusa, e per questo estremamente interessante, piacevole e fuori dagli schemi narrativi. L'unica regola letteraria alla quale Gabo si attiene, che determina la bellezza consustanziale della narrativa, è quella di lasciare che una vicenda viva di vita propria e si apra mille piani interpretativi in un ventaglio ermeneutico che rassomiglia più ad una spirale che ad un circolo. Sicché, tra le altre cose, la vicenda dalla candida Eréndira può diventare benissimo la metafora dell'essenza umana, costantemente alla ricerca di una comoda protezione, pronta a farsi succube e puttana al momento opportuno, ma al tempo stesso sempre bramosa di eventuali sponde di liberazione, difficili da cavalcare in piena autonomia. E quando poi arriva l'agognata spinta eteronoma che muove verso i lidi della liberazione, qual è la via che prende la nostra candida Eréndira? Quella della fuga, una scomposta e anarchica fuga, tanto dall'oppressore quanto dal liberatore, verso l'ignoto...ed è ancora lì che corre "verso i crepuscoli del mai finire" senza che si possa trovare "il vestigio più infimo della sua disgrazia".

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    mato

    05/05/2007 15.56.20

    Sono sette racconti piacevolissimi. Nel complesso il mio giudizio è discreto. Da leggere.

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    Maurizio Ricci

    03/07/2006 11.30.43

    Il voto di eccellenza non lo do tanto alla raccolta in toto (abbastanza disomogenea...) quanto al bellissimo, feroce racconto "Babilano il buono". Sono poche pagine, ma di rara efficacia! Questo racconto faceva parte di una splendida antologia pubblicata da Vallardi molti anni fa, dall'eloquente titolo di "Latinoamericana - 75 narratori". Un compendio utilissimo, se riuscite a procurarvene copia, per chi volesse addentrarsi nella scoperta delle molte anime della letteratura di questo continente

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    Francesco Moscati

    30/04/2006 22.45.09

    E'il miglior libro di racconti che abbia mai letto. Il più bel libro di Marquez dopo Cent'anni.

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    Betty

    23/03/2006 15.32.32

    Se questo è il libro del vincitore di un Premio Nobel credo proprio che tutti abbiano ottime possibilità di vincerlo!! Semplicemente inleggibile anche se sono poco più di 100 pagine è difficile arrivare alla fine!!!

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    mirella

    18/01/2005 22.09.08

    Ho letto questo libro a 17 anni e ogni tanto lo riprendo per rivivere l'emozione che ebbi allora e che non mi ha mai lasciata in nessuno dei romanzi di Garcia Marquez. Questi racconti fantastici, evocatori di fiori e profumi infiniti, tracciano linee indelebili nell'animo di chi si lasci andare completamente nel leggerli. Consiglio di goderseli in pace e calma, ben svegli e col gusto di qualcosa di particolare.

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