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Wulf Dorn

Traduttore: A. Petrelli
Editore: Corbaccio
Collana: Top Thriller
Anno edizione: 2016
Pagine: 361 p. , Rilegato
  • EAN: 9788867001262

26° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Gialli, thriller, horror - Thriller e suspence - Thriller

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A volte svegliarsi da un sogno può farti precipitare in un incubo.

Con Lo psichiatra (Corbaccio, 2010) Wulf Dorn aveva conquistato pubblico e critica non solo in Germania (paese d’origine) ma anche in Italia. Per molti, quel thriller riportava i lettori in contatto “con il lato oscuro della natura umana”: un vero e proprio caso editoriale da 100.000 copie vendute. Storia forte, scrittura tenace (capace di tenere la pagina) e un’alisi profonda, sottile e riuscitissima della psiche e delle paure umane.

Dopo un esordio così, è impossibile non temere confronti, paragoni e fallimenti. Ma Dorn si è quasi sempre dimostrato all’altezza delle aspettative e se è vero che Incubo non delude, è vero anche il contrario.

La storia è quella di un ragazzino vittima di un incidente stradale nel quale perde i genitori: già problematico, Simon non esce illeso psicologicamente dall’evento e per superare il trauma viene ricoverato in un ospedale psichiatrico. Una volta dimesso, il mondo che conosceva, fatto di certezze rassicuranti, non esiste più: morti i genitori viene affidato, momentaneamente, alle cure di una zia. Si sprofonda da subito in un clima di ambiguità, incomunicabilità e silenzio assordante: è quello in cui Simon vive nella sua camera, dalla quale vede il mondo e sente il fratello maggiore, Michael, parlare di lui. Sì, perché Simon ha un fratello che durante tutto il perdiodo di ricovero non è mai andato a trovarlo, tenendolo all’oscuro anche della vendita della casa dei genitori. Simon adora il fratello ma sembra che l’amore fluisca in un solo verso. D’altronde Michael (che ha una ragazza e una vita) e la zia decidono che sia meglio portare Simon in un istituto che occuparsi direttamente di lui.

La reazione di Simon a questa notizia (appena tornato dall’ospedale psichiatrico e già spedito in un istituto) lo porta a conoscere Caro, una ragazzina solitaria come lui. Caro gli sarà molto d’aiuto: una persona che gli somiglia, un contatto umano, qualcuno con cui parlare… ma non solo. Quando inizieranno a sparire delle ragazze, tra cui la fidanzata di Michael e Michael sarà l’indiziato numero uno, Simon avrà solo la sua nuova e unica amica ad aiutarlo. Affronterà la realtà delle cose (per quanto confusa), sfiderà gli incubi che gli sconvolgono la notte e che hanno fagocitato la sua infanzia.

Indubbiamente Incubo è un thriller che rapisce, anche se all’inizio sembra arrancare, un po’ sofferente, in capitoli lenti e introduttivi. Ma poi si riprende e quando manca il ritmo, la storia e la discesa nel mondo di questo ragazzo solo e particolare, che sente il peso di essere sopravvissuto a tutti e non a se stesso, avvincono fino alla fine.

Non è possibile far tornare indietro il tempo. Nessuno è in grado di farlo. Continuare a frugare nel passato alla ricerca di un colpevole non cambierà niente. L’unico modo di uscirne è guardare avanti. Chiudere con il passato e pensare al futuro. Ci vuole molto coraggio, lo so, ma tu ce l’hai.

Recensione di Beatrice De Carli


Nessuno come Wulf Dorn riesce a entrare nei meandri più oscuri della mente umana. A volte svegliarsi da un sogno, può farti precipitare in un incubo.

Il lupo non è sempre come sembra.

Stare vicini a Simon è una faccenda complessa. Il ragazzo è spigoloso e solitario. Alterna momenti di disarmante dolcezza ad altri di inspiegabile aggressività. Pare rinchiuso in un mondo inaccessibile, in cui talvolta è difficile distinguere la realtà dalla fantasia e dove le emozioni sui volti altrui sono un enigma indecifrabile. I rapporti di conseguenza diventano impossibili. Simon soffre infatti di una leggera forma di autismo, tanto lieve da non renderlo troppo diverso per poter godere dell’empatia riservata a chi soffre di un grave handicap. Simon viene considerato un semplice freak, uno di cui prendersi facilmente gioco a scuola per i modi strambi e il goffo corpo da tisico.
Michael – il fratello - è la sola presenza positiva nella vita di Simon, l’unica figura capace di ancorare il ragazzo alla realtà.

La vita del protagonista, già maledettamente complicata, diventerà impossibile dopo un fatale incidente automobilistico, da cui uscirà illeso, a differenza dei genitori, rimasti intrappolati tra le lamiere e arsi dalle fiamme. Da quel momento in poi, ogni notte verrà tormentato da paurose allucinazioni. Un’ombra nel sonno, o meglio in un dormiveglia che pare gradualmente impadronirsi dell’intera giornata, gli sussurra che non sarebbe dovuto rimanere in vita. Questo terrore notturno, assunte le sembianze fiabistiche di un lupo nero, improvvisamente riesce a uscire dalla testa di Simon e terrorizzare la tranquilla cittadina di Fahlenberg. Rifugiatosi nel bosco adiacente alla casa del protagonista, il mostro comincerà a mietere vittime. La polizia non crede alla pista sovrannaturale e Michael è diventato il principale sospettato per questi omicidi. A Simon non rimane altro che indagare, per scagionare il fratello, ma soprattutto per affrontare e risolvere le proprie paure. Ad aiutarlo ci sarà Caro, una bella ragazza, anch’essa solitaria e dall’animo lunare, forse per questo motivo a suo agio in presenza del problematico Simon. La via verso la normalità sembra imboccata, ma sarà una pia illusione, in un saliscendi di emozioni e colpi di scena dove nulla è come sembra.

Questo romanzo avvolto nelle tenebre non deluderà le aspettative di chi ha già apprezzato Dorn per i lavori precedenti, tra cui gli acclamati Phobia e Il mio cuore cattivo. L’autore infatti conferma di trovarsi a suo agio nei thriller psicologici, grazie al passato professionale nelle cliniche psichiatriche, in cui ebbe modo di confrontarsi con pazienti affetti da gravi disturbi mentali.
Quest’esperienza è facilmente riscontrabile tra le pagine dei suoi lavori, in cui le manie e le fobie dei protagonisti sono tratteggiate in modo realistico. Non troverete mai del gratuito sensazionalismo o un’esasperata ricerca del macabro nei suoi romanzi, ma un’attenta caratterizzazione dei disturbi psichici. Emerge perciò una forte sensibilità capace di tradursi in affetto istantaneo dei lettori verso i poveri disadattati che abitano le pagine dei lavori dell’autore tedesco. La sua scrittura è semplice, efficace ed evocativa, graditissima ai giovani lettori, ma non per questo banale o di scarsa profondità, perché è in grado di costruire scenari da incubo nel giro di poche righe, passando da un registro narrativo standard, dedicato alla descrizione della quotidianità del protagonista, a uno da horror puro.

Incubo è l’indubbia conferma del talento di Dorn, la dimostrazione che l’etichetta di giovane maestro dello psico-thriller non è esagerata, ma il giusto riconoscimento a un autore di cui il pubblico italiano, tra i suoi più fedeli insieme a quello spagnolo, sentirà parlare ancora a lungo.

Recensioni dei clienti

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    Martina

    11/01/2017 11.09.36

    Mi hanno spedito una copia autografata. Adoro questo scrittore e lo consiglio a tutti.

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    Elena

    31/12/2016 20.37.50

    Questa volta non posso dare il massimo dei voti a Dorn perché già a metà libro ho intuito molte cose del finale, inoltre il ritmo è un po' lento e solo a tratti ti lascia con il fiato sospeso. Rimane sicuramente un thriller psicologico da leggere a chi ama l'autore, però lontano anni luce da La psichiatra e Il mio cuore cattivo.

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    Francesca

    29/11/2016 13.44.24

    Adoro wulf dorn!

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    Francesca

    25/11/2016 15.57.06

    Libro meno avvincente dei precedenti. Non mi ha molto soddisfatto il filo della storia e il coinvolgimento non è paragonabile alle altre letture. Wulf Dorn è però un autore che mi piace molto e il romanzo è comunque ben scritto.

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    sara

    26/10/2016 16.37.57

    Il peggiore di Dorn, prevedibile e poco avvincente. Se non avete mai letto questo scrittore non cominciate da questo libro! gli altri sono molto meglio

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    Umberto75

    22/10/2016 21.47.11

    E' sempre un piacere leggere questo autore che non delude mai. Letto in poche sere, colpisce per il finale che poi è il succo del libro. E' vero, ricalca i precedenti come in uno schema ben collaudato ma a me intrippa sempre. A fine libro mi fa sempre riflettere il che è quel che conta

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    Antonella M.

    22/10/2016 14.20.59

    Niente di che, ovvio e scontato già da metà romanzo, la scrittura infantile. Più in là proverò con La psichiatra poiché voglio dare una seconda possibilità.

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    Caterina

    05/10/2016 15.47.54

    Anche questa volta Dorn non mi ha deluso ..anzi...lo trovo ancora meglio dell'ultimo letto.Il libro si legge benissimo, giusta dose di suspense, la trama intrigante.Anche la conclusione è in linea con gli altri di questo scrittore che mi piace sempre di più. Alla prossima!

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    Valentina

    26/09/2016 16.50.28

    Di questo autore ho letto nell'ordine: La Psichiatra,il superstite, Follia profonda e quest'ultimo,Incubo. Posso ragionevolmente affermare che Incubo si colloca al terzo posto dopo i primi due. A me è piaciuto molto,perchè oltre ad un bel thriller è anche un romanzo se vogliamo poetico,introspettivo e molto molto malinconico.Non sono riuscita ad indovinare il finale,ma meglio così. Il protagonista Simon mi ha fatto tenerezza da subito e alla fine molta pena.E' una bella storia,un pò ricorda la Psichiatra diciamolo,ma qui il fattore thriller è ben mischiato con i sentimenti,non è quindi il vero protagonista. Bella anche l'ambientazione come sempre.

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    andrea

    24/09/2016 09.25.32

    wulf dorn è uno dei miei autori preferiti e anche con questo libro,anche se non all'altezza de "la psichiatra" o "il mio cuore cattivo",per me ha fatto centro. storia interessante,narrazione veloce e finale non scontato. unico neo il personaggio di Caro,troppo prevedibile,si capisce subito la sua funzione nella storia. per il resto,ottimo libro...come sempre!

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    Antonio

    23/09/2016 08.50.12

    Devo fare i miei complimenti a Dorn. Proprio quando pensavo che fosse diventato prevedibile mi sono dovuto ricredere. Sebbene alcuni aspetti della vicenda siano comunque intuibili (come il personaggio di Caro) il finale riesce comunque a sorprendere anche chi i libri dell'autore li ha letti tutti. Lo stile è quello che conosciamo, uno psico-thriller che tiene avvinto il lettore fino alla fine. Cosa che, purtroppo, porta a finire il libro in pochissimi giorni, ma questo ovviamente è un punto a favore. Se amate il genere, e l'autore, non potete lasciarvi sfuggire questo lavoro. Forse un po' troppo breve, ma davvero ben fatto.

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    DANIELE palozzi

    20/09/2016 20.20.29

    Fin dall'inizio mi sembrava interessante, forse perché aspettavo di leggerlo da molto. L'inizio è coinvolgente, poi si perde un pochino e sembra una delusione, dopo i libri precedenti, ma per curiosità e fiducia nell'autore e ad essere sincero anche per la brevità del romanzo. Ho deciso di finirlo e ne sono contento perché il finale mi piaciuto molto, certo forse il peggiore dei suoi romanzi a mio avviso. Mi auguro che il prossimo sia degno dei precedenti. I miei preferiti di lui sono la psichiatra e follia profonda e per questo che sono fiducioso che torni a scrivere storie migliori di quest'ultimo tipo i romanzi che ho citato di lui.

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    Diana

    02/09/2016 18.47.07

    Mi ha colpita la diversita' di recensioni che sono state date a questo libro, e questo e' uno dei motivi per cui l'ho comprato (oltre al fatto che Dorn e' un autore che mi e' sempre piaciuto). Ma devo ammettere che non ne valeva assolutamente la pena: l'ho trovato sconclusionato, senza senso e con delle caratteristiche di superficialita' che non mi sarei aspettata da un autore come lui (per es. Simon, il protagonista, mostra degli aspetti di autismo - anche se blandi - ma non disdegna il contatto fisico, cosa che in genere accomuna invece tutti coloro che soffrono di autismo).

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    giovanni

    09/08/2016 14.49.25

    un gran bel libro..molto coinvolgente e con un finale imprevedibile..ottima lettura.

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    Anna

    10/07/2016 16.25.24

    E' uno di quei libri che e' un po' difficile definire : forse sarebbe giusto definirlo un "thriller psicologico", ma secondo me non e' sufficiente, infatti ha anche dei momenti abbastanza poetici e sentimentali nel descrivere i sentimenti che si fanno strada nella mente del protagonista per l'amica Caro...Comunque a me e' piaciuto e, pur non all'altezza della "Psichiatra", merita ugualmente di essere apprezzato!!!

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    Andy

    28/06/2016 22.11.41

    Molto bello. Finalmente è ritornato il Wulf Dorn di un tempo. Non sarà perfetto come Follia Profonda, ma siamo al livello de Il Superstite, altrettanto magnifico! Sono molto colpito. Dorn ha saputo descrivere in modo efficace le nostre paure più inconsce, creando un legame indissolubile con il protagonista fino all'epilogo. Come è stato detto, consiglio anche io di leggere io postfazione. Libro assolutamente consigliato!

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    aris-34

    13/06/2016 10.43.42

    il primo romanzo di Wulf veramente deludente. Il colpo di scena finale non è all'altezza delle precedenti opere dell'autore. Scrittura poco incisiva, il libro si trascina stancamene fino al finale diverso, ma non soddisfacente.

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    Isa

    12/06/2016 09.31.10

    "Dopo un po' la pressione al petto diminuì, il cuore riprese il suo battito normale e l'attacco di panico cessò. I pensieri nella sua testa, che fino ad un istante prima turbinavano come la neve in una sfera di cristallo, si depositarono a poco a poco, , ritrovando ordine e chiarezza."

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    isabella

    09/06/2016 09.25.04

    Una sola parola: terribile. Fermatevi ai precedenti, questo è a dir poco scontato e di una banalità atroce

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    Laura

    06/06/2016 07.48.27

    Dopo la "Psichiatra" originalissimo e non ci arrivi fino alla fine ora sono tutti scontati. Questo ultimo poi è di una banalità disarmante. Dalla prima pagina si capisce come va il libro e come finirà visto che oramai lo schema è lo stesso per tutti i libri e praticamente identico all'ultimo. Pensavo in qualcosa di orginale ma nulla.

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