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Elvira Seminara

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Pagine: 181 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804573579

Recensioni dei clienti

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    mariana

    26/11/2012 23.48.20

    Metto 2 stelle, perché: prima di tutto in sé il libro è mediocre, ci sono parti belle con frasi che ti colpiscono, ma sostanzialmente è privo di senso, soprattutto verso la metà. Mi aspettavo un colpo di scena, quando la donna inizia a sospettare qualcosa... ma niente, il colpo di scena l'ho avuto alla fine... una fine non meritata... una fine angosciante ma nello stesso tempo inutile. Indecente. Il libro peggiore che abbia letto... troppe descrizioni inutili... troppi particolari che non vengono al pettine..

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    rosario

    30/07/2012 10.45.47

    Libro molto interessante: parte con lentezza e in sordina i personaggi iniziano a vivere. Poi arrivano le rivelazioni: delle piccole epifanie che il caldo disperde nell'afa estiva ritardata. I personaggi sono ambigui quanto basta per spiazzare il lettore, che pensa sempre di avere tutto chiaro ma che alla fine si deve sempre ricredere. Gli indizi sono sotto i nostri occhi: c'è seduzione? certo; c'è tradimento? certo. Ma ci sono anche sorrisi sinceri, la giovinezza che sbocccia. E poi c'è il dolore, c'è l'incertezza delle parole che si dicono e dei gesti che fanno ma che si dimenticano. Il giro di vite: questo libro mi è venuto in mente appena finito: il lettore non sa mai quello che sta accadendo sul serio, perchè il narratore è coinvolto per primo. Come già aveva fatto in L'assassinio di Roger Ackroyd la grande Agatha Christie. La Seminara ha confezionato un bel noir alla siciliana, che odora di mare e di salsedine e di cancrena, quella della casa che sembra sempre più crollare sui suoi padroni e sulla bella Ludmilla, unico personaggio con un nome proprio. Il libro si legge con scioltezza, ti avvince come le edere e i viticci che si raccolgono intorno alla casa della protagonista.

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    AGT

    14/01/2011 17.07.05

    Angosciante.E' questo che è rimasto appena finito di leggere:un profondo senso di angoscia, e la disperazione delle donne che hanno vissuto un lutto come quello della protagonista.La donna ha perso un figlio,ma non solo,ha perso se stessa,ha perso tutto;si cerca,cerca di ricreare un equilibrio dentro e intorno a sé,ma non riesce a riavvolgere i fili della sua vita,si perde del tutto.Vince la disperazione,la rabbia e viene sconfitta per sempre.Ritmo incalzante,in un crescendo fino all'ultima pagina,in parte prevedibile.Ne vale la pena senz'altro.

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    anna teresi

    17/04/2010 11.21.46

    Fluisce la lettura del libro come l'acqua descritta, che invade ogni cosa.E ti tiene con il fiato sospeso sino all'ultima pagina, pur essendo, a mio avviso, tutt'altro che un noir.La fine inattesa, che corona una descizione onirica di luoghi e fatti, stupisce e invita ad immaginare un seguito all'intera vicenda, che piuttosto che terminare, sembra iniziare dall'ultima pagina.Ampio spazio è lasciato alla fantasia del lettore, che viene inconsapevolmente trascinato in analisi contraddittorie dei personaggi, facendo del libro quasi un prologo ad una storia ancora da iniziare.

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    Spigozzia

    10/07/2009 20.23.53

    un gran bel libro come non ne leggevo da tempo. breve ma intenso. tetro e vischioso il fluire della storia che segue il contorto e quasi onirico flusso di pensieri della protagonista e tiene il lettore incollato alle pagine. tra veglia e dormiveglia, ingenuità e sospetto. un bel noir siciliano che come l'edera del giardino tiene sinuosamente avvinghiata la curiosità del lettore. alcune di queste recensioni giudicano il finale calante; a mio parere lo stile segue magistralmente la deriva mentale della protagonista. consigliato anche a chi in genere non ama i noir.

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    Rita

    21/03/2009 08.57.24

    Pessimo esordio direi. Un libro brutto quanto inutile scritto con tono saccente e con un pessimo stile. Indecente è proprio la parola giusta.

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    Silvia

    13/12/2008 05.15.45

    Mi spiace rovinare la bella media ma concordo con ant: il libro inizia bene per poi diventare di difficile lettura almeno per me che non amo particolarmente una certa visionarietà.

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    ant

    17/11/2008 18.48.48

    Il libro ha una bella presa, incuriosisce, si legge bene..all'inizio. Poi come se entrasse in un guado e non ne esce più, è la storia di una donna sconvolta di suo marito e di una badante ucraina; il tutto immerso in una villa alle pendici dell'Etna

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    Aurora Mazza

    03/08/2008 11.36.05

    Graffia il cuore. Un chiaro-scuro caravaggesco in cui l'io narrante vaga come una monade impazzita, su conflitti non risolti. Cerca di riemergere dai postumi della depressione causata da un lutto non ancora e forse impossibile da elaborare. Il sogno infranto si legge nella descrizione quasi panteistica del giardino, della casa, degli anni che sciupano mente e fisico.Gli altri due protagonisti sono lo sfondo., la scenografia dove lei vive, riemerge, annega in un amore-sogno, in un non sense sulle note di un noir-tango. Starordinaria Elvira!!!

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    ivan

    25/07/2008 12.53.56

    Essenziale, crudo nelle descrizioni dei personaggi e dei luoghi. Una bel romanzo scorrevole, lienare. Il racconto scorre gradevolmente e non lascia distrazioni. Lo consiglio vivamente.

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    Adele

    22/05/2008 11.24.57

    Un libro da leggere tutto d'un fiato. Le parole ed il ritmo del racconto mi hanno trasmesso in maniera eccezionale il caldo e la lentezza descritti, di una Sicilia afosa e di una donna che sembra vivere insieme apatia ed estremo dolore. Una storia che mi ha "preso", addirittura angosciato a volte, fino ad arrivare in fretta all'ultima pagina. Complimenti davvero.

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    Carestia

    15/05/2008 12.24.15

    Si legge con piacere L'Indecenza. Un libro piacevole anche per le sottili perversioni. Buona narrativa quella di Elvira Seminara. (Il professor Gustav del commento prima è uno che certamente la sa lunga, anche sulla corretta pronuncia imbecca il povero lettore qualunque, ma non si è professori per nulla...)

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    Alberto

    15/05/2008 11.30.12

    Romanzino a modo, come si deve, in una parola "grazioso" L'indecenza. Per il desiderabile antigrazioso aspettiamo altre prove più temprate di Elvira Seminara, in futuro.

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    Gustav

    05/05/2008 21.17.52

    Una coppia borghese. Una villa alle pendici dell’Etna. Una natura troppo selvaggia che sembra aver preso vita. E Ludmila. Sono questi gli ingredienti de “L’indecenza” di Elvira Seminara. Il dramma psicologico di una donna, la voce narrante, vittima di un trauma. Un avvenimento che segna irrimedibilmente questa coppia. Fino a dividerla. Da quel fatidico “allora” si parlerà soltanto di prima e dopo. Prima marito e moglie costiutiscono un segmento. Dopo due punti separati. E poi arriva Ludmila, anzi Ludmi. Con lei sarà tutto diverso. Ludmila infatti non rappresenta il terzo vertice di un triangolo. Ma è il punto di congiunzione fra i due punti separati. Un triangolo con un lato mancante. Quello della coppia che non è più coppia. C’è un nuovo “loro”. Anzi due. Ludmi e lui- il marito. Ludmi e lei- la moglie. Ma chi è? La nuova cameriera ucraina. No. E’ “la Bambina” , la moglie, il marito perduti. Ludmi è tutti. Nessuno. Sempre. Mai. Eppure lei è l’unica ad avere un’identità, un nome chiaro e definito che il lettore non può permettersi di sbagliare. Ludmila. Ma si legge Ludmiua. E quando anche lei sta per essere perduta. Per sempre. Non resta altro che costringerla a rimanere. A tutti i costi.

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    Cristina

    03/05/2008 19.55.51

    un romanzo delicatamente feroce.la rabbia,l'incomprensione,il silenzio,il dolore,la colpa,il sospetto,il desiderio, catturano il lettore facendolo sentire parte di un quadro di una bellezza esasperante e quasi dolorosa.sentimenti non espressi o non identificati,equilibri perversi,ma soprattutto disgregazione del rapporto,della casa,che non è spettatrice ma partecipe di una carneficina che inghiotte,gradualmente,ogni cosa.il tutto con eleganza e raffinatezza,a volte con tenerezza.

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    Renata Zarillo

    02/05/2008 17.14.30

    Finalmente un romanzo che afferra e che entusiasma, che turba e che convince. Una scrittura ricca e sensuale, molto "femminile", per una trama compatta e serrata: un noir domestico, che mi ha fatto pensare un po' al "Giro di vite" un po' a Simenon... Straordinario.

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    una lettrice

    01/05/2008 22.22.09

    Essenziale. Psicologico. Hitchcockiano. Quando lo avrete finito vi renderete conto di quanto poco tempo avete impiegato a leggerlo... DA NON PERDERE!

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