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Alberto Moravia

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 324 p., Brossura
  • EAN: 9788845281471
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Recensioni dei clienti

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    angelo

    17/01/2016 15.57.31

    Ingredienti: cinque personaggi senza interessi, passioni o obiettivi, pochi giorni di un mondo senza tempo ma pur sempre attualissimo, un intreccio di relazioni erotiche frutto più di noia che di sentimenti, tanti pensieri, parole, litigi e provocazioni per riempire un vuoto esistenziale. Consigliato: a chi vuol trovare un viaggio psicanalitico dentro la nausea senza terre promesse all'orizzonte, a chi vuol perdersi nella nebbia del disgusto, distacco e disinteresse.

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    paolo

    21/12/2015 15.33.45

    A me il libro di Moravia non e' piaciuto:protagonisti appiattiti che hanno come disvalori sesso e denaro,si salva solo un po' Michele a cui viene comunque rimproverato di non saper reagire.Mi sembra che al solito il giudizio dello scrittore sia influenzato in maniera decisiva dal suo convincimento politico.Poi il tono del romanzo e' greve e pesante.

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    paolo

    22/02/2015 14.18.20

    La borghesia romana all'inizio del ventennio (e questa coincidenza storica ha avuto molta parte nella fortuna del romanzo) colta in una sorta di spietato fermo immagine nel quale i tre protagonisti, la patetica, ansiosa ed egoista madre, il fragile e rabbioso figlio Michele, la triste e rassegnata Carla, sono attratti e al tempo stesso respinti dalla figura maschile "forte" di Leo, cinico, sprezzante, ipocrita, ma anche vitale al punto da rappresentare per i tre l'unico tratto d'unione con Il mondo reale. Sembrano quasi chiedere a lui una specie di mediazione per esserne in qualche modo accettati. La prosa di Moravia mi è apparsa incerta nella sua ricerca d'uno stile proprio. L'indifferenza del titolo, se è continuamente evocata nel testo del romanzo (quasi in ogni pagina), e' mostrata con qualche affanno.

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    emanueleg

    16/12/2014 00.34.34

    Bellissimo. Dopo la lettura consiglio assolutamente anche il film di Francesco Maselli del '64.

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    Valentina

    11/02/2014 15.27.27

    Questo libro lascia sgomenti per il realismo dei sentimenti, per la capacità di riuscire a provare gli stati d'animo dei personaggi. La falsità che guida le loro azioni, come unica via di fuga dalla imperante necessità di analizzarsi e porsi in discussione, lascia inevitabilmente una sensazione di disturbo perché coinvolge in prima persona, noi stessi spesso agiamo così, inconsapevolmente o, peggio, consapevolmente. Il finale è disarmante, sembrerebbe prospettare una vita senza alternative, ma può esser anche letto come il punto di partenza per una reazione costruttiva al gelo emotivo, una presa di distanza da qualunque forma di abnegazione della propria anima, unico sentiero che possa portare ad una "vita nuova".

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    Beppe

    03/02/2014 21.29.18

    Trovo che questo libro sia sopravalutato.

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    Elisa

    27/10/2013 21.49.21

    Assolutamente ECCELSO. Quello che inizialmente mi attirò del libro, fu la descrizione che Moravia fece di una società, quella borghese, che veniva sempre meno dei valori a favore di consuetudini, perbenismo e convenzioni sociali più importanti di qualsiasi altro aspetto umano. Ogni personaggio è ben delineato dal suo filone di pensieri e azioni, il che porta a conoscere ognuno di essi profondamente, tanto da carpire nella maniera più profonda l'intera società entro cui essi vivevano. Inoltre la lettura è estremamente fluida, scorrevole, la storia perfettamente intrecciata. Un libro che non si può definire superato per l'attualità che oggi rappresenta. Moravia, scrittore vero e autentico, come pochi ce ne sono. Colloco, senza dubbio alcuno, questo romanzo tra i miei preferiti!

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    Alberto

    09/09/2013 21.52.50

    Ho letto una traduzione al portoghese e mi sembra che possiamo accorgere la mancanza di matturità/esperienza dell'autore (libro scritto all'età di 20 e pocchi anni) nel suo moto di discrevere le situazioni e i personaggi. Vero che è un buon lavoro di Moravia.

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    Raffaele

    09/06/2013 11.11.47

    Lo stato d'animo particolare di un giovane uomo, in un ambiente familiare molto particolare, in una società che avrebbe presto conosciuto l'epoca peggiore della sua storia; la sua resa sarebbe stata, di li a poco, quella di una popolazione intera. Moravia, nonostante l'abisso degli anni, coinvolge e stupisce, con poche parole e molti silenzi disegna perfettamente i suoi personaggi che anche nell'oscurità sono magistralmente delineati.

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    Mara

    11/12/2012 15.05.57

    Se fosse stato scritto oggi, i 22 anni dello scrittore alla sua opera prima sarebbero stati il tema principale, mentre non mi risulta che nel 1929 proprio di questo si sia parlato molto. Un secolo dopo, è cambiato molto il nostro sguardo sulle età della vita, su ciò che è "normale" fare quando si è giovani, e sul confine fra l'essere giovani e l'essere aduti. Che sia passato un secolo si vede anche da alcuni elementi del linguaggio: nella punteggiatura, l'uso molto abbondante del punto e virgola, segno di punteggiatura oggi quasi scomparso, accompagnato dalla rarità dei due punti, usati da Moravia solo per introdurre il discorso diretto; l'uso di termini oggi desueti: pastrano, parabrise, donna pubblica, vestimento, "ella si desta" quando noi oggi diciamo "lei si sveglia". Detto questo, non si sta volentieri dentro questo libro. Cinque personaggi tutti detestabili, corrotti non tanto per i variegati intrecci sessuali, ma soprattutto perché privi di ogni dignità e di ogni progetto di vita. Due giorni di eventi che precipitano verso un esito scontato, un clima claustrofobico e ossessivo. Letto fino alla fine solo per "senso del dovere" culturale.

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    Giuen22

    04/09/2012 11.32.57

    Il libro dopotutto è riuscito nell'intento di appassionare il lettore ad una trama davvero ben strutturata e decisa sotto molti punti di vista,non l'ho,al contrario, trovato affatto noioso, e, anzi mi ha molto incuriosito nel sapere come sarebbe andata a finire questa storia, un libro che se letto con attenzione porterà allo scoprire la vera condizione borghese del tempo: la falsità e l'indifferenza. Il titolo dice tutto e l'autore è stato molto bravo a giocare con i ruoli dei personaggi adattandoli perfettamente ad ogni situazione. Bel lavoro.

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    Daniel

    28/11/2011 18.24.46

    Mettiamo in chiaro una cosa: questo libro è un romanzo esistenzialista al 100%. Quindi ciò che lo caratterizza è quello di essere tremendamente realistico e di scavare nelle miserie umane, quel che importa non è il fatto in sé ma i risvolti psicologici (consci o inconsci) dei personaggi. E' normale che possa non piacere il genere, ma mettetevi nei panni di Moravia, quando scrisse questo romanzo era un ragazzino di 17 anni costretto a letto da anni per malattia, è un qualcosa che nasce dalla sofferenza. Quindi anche chi non lo apprezza particolarmente dovrebbe separare il gusto personale dall'effettivo valore di un'opera del genere. Detto questo è uno dei miei libri preferiti.

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    MATILDE PERRIERA

    23/08/2011 21.53.29

    NELLA PIOGGIA, INSIEME -Matilde Perriera-Alberto Moravia, ritenuto inadeguato alle giovani menti degli adolescenti, risorge dalle ceneri, si riscatta e, con geniale acutezza, lascia un modello a quanti riescono a penetrare nella tessitura capillare delle microstorie rappresentate. Sedici capitoli serrati per scolpire, in ipotiposi, il mondo borghese chiuso e soffocante, con uomini privi di fede e di certezze; ne coglie l'ipo¬crisia, le meschinità, il relativismo, il solipsismo. Il sesso è sfaccettatura del tutto marginale, semplice mezzo conoscitivo della personalità umana. Tutta l'azione si svolge quasi sempre in luoghi chiusi, in un gioco di luci e ombre che aiuta il lettore a ricostruire la realtà ambigua in cui gli attanti si muovono. 1929. Mariagrazia Ardengo convive, o quasi, con Leo Merumeci, il quale, cinico e amorale, ha messo gli occhi su Carla, la figlia di lei, che ne accetta le profferte. Lisa è invaghita di Michele, studente universitario che vorrebbe provare sdegno, odio, disprezzo, ira, ma non riesce a procedere; la pistola scarica, atto mancato freudianamente significativo, è indice del suo stato d'animo contraddittorio. Nell'inferno borghese di Moravia, allora, non vi sono epifanie? Così pare? eppure ?eppure ?Michele, il galleggiante alla deriva, che vive di utopie e non di azioni, sempre sdoppiato, nel suo cerebralismo, tra quanto pensa e dice, che prova compassione verso chi aderisce alla realtà e verso un sè stesso non molto differente, se non nelle intenzioni, è un vincitore tra tanti che affondano in questo demistificante sfacelo. Lo studio di quest'opera costituisce momento di grande formazione perché, attraverso esegèsi approfondite, si dimostra la necessità di danzare nella pioggia, insieme. Il Michele/Moravia autodiegetico, insomma, ha mostrato il coraggio di uscire dall'opprimente ristagno in cui si arenavano gli ideali della sua età e, con soddisfazione, può dire che ha imparato a conoscere il mare meditando su poche gocce di rugiada

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    Luigi

    17/11/2010 16.44.10

    Il primo romanzo di Moravia è un romanzo atipico in cui l'indifferenza del personaggio principale vince su tutto e tutti. E' un romanzo molto bello che consiglio a tutti di leggere

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    David Barsi

    13/01/2010 13.58.09

    Francamente, questo libro è perfettamente descritto dal suo titolo, indifferente. Non riesco a capirne ne il fascino ne cosa di questa storia dovrebbe risultare coinvolgente. Per di più la parte introspettiva e i pensieri dei personaggi tante volte mi sono sembrate superfle. Libro lento, noioso e per niente interessante che non lascia nulla dopo la sua lettura. semplicemente indifferente.

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    marc

    15/06/2009 19.00.23

    E'senz'altro il libro più bello che ho letto sin ora. La capacità di Moravia di descrivere e farci toccare con mano la decadenza morale di una particolare classe sociale è semplicente perfetta. I personaggi sono vinti da un destino ineluttabile - lo status sociale - che fa di loro delle patetiche marionette. Bellissimo è il personaggio di Michele che più di ogni altro appare tragicamente consapevole del proprio destino e della inutilità di contrapporsi ad esso allorquando manchino dei solidi presupposti morali. La tensione tra l'essere e l'apparire, tra il vivere ed il vedersi vivere, tra coscio e sub-conscio è resa in termini di grandissimo impatto emotivo. E'la spietata e lucida analisi di una società che si dibatte in una profonda crisi morale e di valori. Grande Moravia!

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    francesco

    12/02/2009 14.04.54

    Intreccio di rutilanti peripezie sessuali,patina che avvolge il racconto,comunque interessante,nessuna traccia dell'indifferenza,maschera abilmente costruita dall'autore per scavare e mettere a nudo la meschinita'schizofrenica del mondo piccolo borghese, sezionato al suo interno,ed analizzato nel suo ristretto spazio,nel suo modesto microcosmo di futilita',nel suo inconsistente anelito di cambiamento ,banalmente represso, nel suo angusto angolo di visuale di valutazione della realta', descritto nel suo reale volano connaturato a tanta bassezza che ne mette in moto gli istinti,ne agita le pulsioni,ne rilassa i freni inibitori,contenuti sempre piu' a fatica tra paranoie e frustrazioni,desideri rimandati e sogni infranti.Il raggiungimento del benessere economico,al costo del quale si rinuncia alla propria dignita',mi pare questo sia il senso unico del romanzo.Dall'abitino firmato alla macchina di lusso,dalla pelliccia ai fastosi ricevimenti,ecco cosa in realta' 'vogliono gli annoiati.la percezione che illumina parzialmente carla della squallida consistenza del suo cambiamento, autocatapultatasi per inerzia illusoria,noia frustrante, soffocante tedium vitae dal letto della sua innocente camera all'alcova del misero ricco sfruttatore Leo,ne farebbe un' eroina, se il suo discernimento fulmineo fosse sufficiente ad innalzarla dalla miseria di tanta neghittosita',purtroppo nulla da fare,una donna qualunque restera'.Conformismo imperante che domina le mosse della sparimante novella madame bovary,mariagrazia,edonismo sfrenato e voluttuoso che anima le voglie della libidinosa carla,represssione e insicurezza che condiziona le mosse del confuso(piu' che indifferente) michele(piu' drompente il michele della ciociara) ,abile nell'immaginazione ,disastroso nell'azione, anzi ,deludente,finisce col risultare il piu' conformista di tutti che avrebbe per denaro,venduto la sorella. Denaro,ipocrisia,edonismo,superficilaita',totale conformismo.Se visto come denuncia alla mollezza di certi costumi,capolavoro.

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    edward

    22/10/2008 20.51.42

    Un libro che descrive in maniera stupefacente un male che affligge anche il nostro tempo: il nichilismo. Opera straordinaria, moderna, scorrevole. Lo consiglio a tutti coloro per cui l'indifferenza non è già abitudine, ma ancora tormento.

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    Martina

    24/07/2008 13.52.01

    A prima vista, questo romanzo può sembrare lento ma non lo è affatto: il suo intento, a mio giudizio, non è quello di raccontare una storia in particolare, ma di svelare al lettore una realtà più generica che permea l'esistenza di molti. I personaggi e le loro piccole beghe quotidiane sono soltanto uno strumento per trasmettere un modo di vivere falso e ipocrita: l'incapacità dei protagonisti di provare sentimenti autentici rappresenta la condanna più atroce per un essere umano, l'indifferenza. L'indifferenza, appunto, è la protagonista indiscussa del romanzo: il lettore la ritrova in ogni descrizione, nelle strade e nelle case, tra le quali lo sguardo dell'autore scivola come una macchina da presa. un romanzo straordinario!

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    Flavio

    14/07/2008 18.26.55

    Difficilissimo dare forma all'indifferenza: sentimento inerte, arido, privo di carica vitale. Moravia, invece, ci riesce perfettamente: sfrutta gli spazi e i momenti quotidiani di una famiglia alto-borghese in declino per coagulare un clima altrimenti troppo fluido, impalpabile, sfuggente. Qui Carla, Mariagrazia e Michele rivelano tutta la loro insopportabile abulia: sferzati nel profondo dalle vicende che accadono, reagiscono come se non le riguardassero affatto. Incatenati alle asfissianti convenzioni mondane e lacerati da esaltanti quanto irrealizzabili istanze rivoluzionarie, tutti sembrano galleggiare in un mare di profonda inedia. Di fronte a questa rassegnazione, nulla può. Il futuro non è altro che un serbatoio di delusioni. Allora, cosa rimane da fare? Nient'altro che mimetizzarsi dietro l'apparenza: schermo per gli altri e rifugio per se stessi. “Gli indifferenti” offrono attimi talmente vividi che spesso mi è capitato di alzare gli occhi dal libro ed, estasiato, assaporarne lentamente le sensazioni. Drammaticamente languido e conturbante. Leggetelo!

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