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Elena Pulcini

Anno edizione: 2001
Pagine: 230 p.
  • EAN: 9788833913209

Come uscire dallÆimpasse dell'atomismo dell'Io "postmoderno"? È possibile, secondo l'autrice, rivalutando il senso della mancanza e della debolezza, come "desiderio dell'altro". Una prospettiva ottimistica, dunque, a partire da un'antropologia pessimistica. L'affascinante percorso storico con cui la tesi viene illustrata non è però esente da qualche forzatura. Il punto di partenza è Montaigne, per il quale l'individuo moderno è preda di passioni e desideri dettati dalla ricerca dell'autoconservazione e dai propri "interessi". Hobbes ha integrato quel "pessimismo" con la componente dell'aggressività e dei suoi effetti distruttivi. Locke, invece, assegna alla "passione acquisitiva" un carattere espansivo illimitato, e configura l'Io moderno come homo oeconomicus, espungendo dall'individualismo possessivo gli elementi conflittuali. Si giunge infine a Rousseau e a Tocqueville, con i quali quel modello, a parere dell'autrice, è entrato in crisi. Le "differenze" e lÆescalation della competitività generano, per Rousseau, una conflittualità che non si esaurisce nella condizione presociale hobbesiana, bensì si risolve in un ordine iniquo. A ciò si aggiunge, con Tocqueville, la preoccupazione per l'indebolimento delle passioni nelle moderne democrazie: di fronte al livellamento delle aspirazioni e alle barriere insormontabili, gli individui finiscono per rinunciare a grandi ambizioni. Di qui la crisi dell'Io. La debolezza emotiva. La perdita di progettualità. L'Io postmoderno, dunque, come degenerazione dell'Io moderno. Ma proprio dalla struttura antropologica dell'individuo contemporaneo, caratterizzata da debolezza e mancanza, nasce la possibilità dellÆhomo reciprocus. L'idea del "dono", senza quella garanzia della restituzione tipica dello scambio mercantile, introduce a una nuova "fiducia nel legame sociale". Non molto diversamente, in fondo, da altre speranze odierne di filosofi e sociologi: nell'amicizia politica, nel volontariato, in un evoluzionismo cooperativo e non solo competitivo.

Giovanni Borgognone