L' informazione. Una storia. Una teoria. Un diluvio

James Gleick

Traduttore: V. B. Sala
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 457 p., Brossura
  • EAN: 9788807887017
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    maurizio .mau. codogno

    01/09/2015 12:04:08

    (nota: ho letto la versione originale, quindi non posso giudicare la traduzione) Non lasciatevi intimidire dalla mole di questo libro. Gleick, oltre che storico della scienza, è un giornalista e scrive molto bene, pur ammassando una quantità di informazione (ehm...) che richiede parecchio tempo per essere digerita, anche perché il suo punto di vista è assai peculiare. D'altra parte il protagonista del suo racconto non è una persona ma un concetto: l'informazione appunto, qualcosa per cui fino al 1948 non esisteva nemmeno una parola e che ancora adesso resta piuttosto nebuloso. Oggi possiamo però rileggere dal punto di vista dell'informazione quanto capitato nei millenni passati, partendo dai suonatori di tamburo africani che ovviano con la ridondanza semantica alla possibilità di errori di ricezione, passando all'alfabeto visto come un codice e arrivando poi a geni in anticipo sul proprio tempo come Babbage e Turing e terminando con una panoramica sull'informazione quantistica. Quello che mi è piaciuto di più, come dicevo, è proprio il suo punto di vista diverso dal solito e che ti costringe a rivedere gli assunti impliciti che hai sempre avto in mente ma non hanno in realtà alcuna solida base logica.

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    vitaliano bacchi

    09/05/2014 13:29:21

    E' scritto da un giornalista ma nel sistema dell'informazione non conta perchè l'universo mediatico è formale e quindi di sola inferenza logica. Tanto che Shannon la codifica con modelli matematici che ne costituiscono la teoria fondamentale ma per una struttura di campo non per una teoria della intelligenza su basi informative come avanza Von Foerster e nemmeno per una ontologia essenziale del mondo come struttura metafisica di informazioni come postula Seth Lloyd il moderno Spinoza. Ma è con Norbert Wiener che la teoria della informazione come modello "infolab" di campo presenta il punto di connessione fra informazione e intelligenza. Informazione è il fattore che disordina il campo incognito e lo riassetta in un diverso campo e da questa entropia nasce l'informazione (Shannon). Non è vero dice Wiener: l'informazione è l'incognita che mette ordine in un campo disordinato che diventa intelligibile in quanto è comparsa la soluzione dell'incognita che lo trasforma da campo anomico in campo razionale e cioè ordinato. E' qui che la teoria dell'informazione di Wiener nel suo impiego più complesso e prestigioso, quello giudiziario, manifesta la sua superiorità. In un caso giudiziario di terrorismo, ad esempio, la risoluzione per feed back secondo il modello di Wiener è sempre l'assioma di struttura risolutivo. La consumazione dell'attentato matura in condizioni che postulano una valutazione di campo con variabili di ordine che restano incognite. Dopo l'evento il caso puo' risolversi se l'inquirente individua un elemento che restituisca in feed back l'ordine razionale a quel campo disordinato a mezzo di un elemento che soddisfi le condizioni di razionalità. Ecco perchè con Wiener teoria della intelligenza e dell'informazione (insight) coincidono. Perchè la risoluzione dell'incognita in feed back "pesca" da sola l'elemento d'ordine che risolve l'enigma. Resta solo il problema di Shannon cioè la formalizzazione matematica del campo.

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