Iniezione letale

Jim Nisbet

Editore: Fanucci
Collana: Tif extra
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 183 p.
  • EAN: 9788834719237
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Descrizione

In una prigione del Texas, il dottor Royce è l'addetto alle iniezioni letali per i detenuti condannati a morte. Ma l'ultima esecuzione di cui si occupa, quella di Bobby Mecken, lo lascia scosso: Royce è infatti convinto che l'uomo fosse innocente. Così, dopo l'ennesima lite con la moglie nevrotica che segna la fine del suo matrimonio, il medico - ormai devastato dalla dipendenza dall'alcol - decide di partire per Dallas, trovando una nuova ragione di vita nella ricerca del vero assassino. Laggiù incontra Colleen Valdez, ex amante di Bobby, e quello che sembra essere stato il migliore amico dell'uomo, Fast Eddie, i quali vivono in un misero appartamento nella zona sud della città. Ben presto Royce si lascerà coinvolgere in un perverso triangolo fatto di alcol, droghe e sesso, finché un giorno, durante una rapina in cui qualcosa va storto, Eddie uccide un'anziana signora e scompare. Tornerà con in mente un piano di vendetta che va ben al di là di ogni immaginazione.

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    ferdi

    10/04/2013 16:03:56

    Durissimo pugno nello stomaco, rigorosamente vuoto... Gia' visto e letto, sentito e digerito in mille altri noir del genere...ma con una nota importante : questo e' arrivato prima di Ellroy, Deaver, Connelly, Burke, Landsdale...molto vicino agli scritti di Elmore Leonard...

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    Raffaello

    12/05/2012 18:14:42

    La frase di J. Ellroy, stampata in bella vista sulla copertina, trae in inganno. Il libro di Nisbet non è certo un capolavoro noir e l'automatico accostamento che l'ignaro lettore fa con le trame care ad Ellroy, risulta fuorviante. Il ritmo qui è lento, i personaggi si contano sulle dita di una mano e soprattutto la trama è di una linearità banale che nulla ha a che vedere con gli intrecci complessi e talvolta incomprensibili tipici dell'autore di "The Black Dahlia". Voltata la copertina si ha lo sgradevole impatto con l'«introduzione» di Veronesi. Chiamarla introduzione è improprio. E' una lettera che Veronesi scrive all'amico Nisbet e che per qualche motivo l'editore ha ritenuto di rifilarla anche al lettore. Veronesi, rivolgendosi direttamente all'autore americano, auspica che l'editore la traduca e gliela mandi via e-mail. Ci si chiede perché non lo faccia lui. Poi mi sovviene che anche Edoardo Nesi, concittadino di Veronesi, in un suo libro invia i saluti all'ex attore Francesco Nuti, spiegandoci che non se la sente di andare a trovarlo. Capirai che ce ne frega. Comunque ne deduco che deve trattarsi di un'usanza tutta pratese quella di salutare amici pubblicamente tramite le pagine di un libro. Sul libro poco da dire. La solita miscela ripetuta ad libitum nei noir americani e altra letteratura statunitense, fatta di alcolismo, marginalità, microdelinquenza, tossicodipendenza, sesso infelice e mercenario, disperazione, ecc. Troverete quindi l'immancabile casa topaia, con cicche ovunque, lavandino ingorgato da piatti sporchi, i soliti giochetti per stabilire la gerarchia dei furbi e dei coglioni, le cattiverie gratuite, l'ambiguità dei personaggi e la fiducia reciproca come variabile umorale di qualcuno. Tra uno sbadiglio e l'altro si arriva allo scontato finale. Perdetevelo pure.

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    Simons

    16/01/2012 02:56:26

    il libro mi è piaciuto a metà, cioè le ultime 50 pagine quando il protagonista conosce i due ragazzi

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    Maunakea

    20/06/2011 22:20:37

    Non mi è piaciuto, ma non l'ho nemmeno comprato. Mi spiego meglio: talvola prendo libri a caso dalla libreria dei miei, non so quindi chi l'ha comprato, ma genericamente il bilancio che faccio a metà libro, se ho voglia di andare avanti o no (la vita è breve rispetto ai libri da leggere) ha giocato a sfavore. Ma non dico che sia un brutto libro, semplicemente non mi interessava a sufficienza per farmi continuare la lettura. Forse se l'avessi comprato avrei "visto" qualcosa di interessante nella trama, quindi forse non è il mio genere, tutto qui. Non credo approfondirò quest'autore.

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    marco77

    18/05/2010 20:18:58

    incredibilmente geniale!riflessivo crudele violento ma purtroppo semplicemente vero!nisbet genio!

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    unalettrice

    06/02/2010 12:57:02

    non mi è piaciuto per niente. Eppure in genere a me piacciono i thriller....

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    mauro

    08/09/2009 13:53:34

    Jim Nisbet,conferma in questo libro di essere un grande scrittore americano contemporaneo.Non esiste pietà verso l'efferatezza e la crudeltà umana. Solo un "ipotesi " di amore troppo breve per diventare felice ,solo l'amarezza del rimpianto di vite sprecate.

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    gizzy

    31/08/2009 12:26:40

    Splendido davvero! Non si capisce come mai gli editori continuino a pubblicare certa spazzatura (talvolta con nomi altisonanti) e gente come Nisbet invece non trovi spazio! Mah !? Il libro è scritto davvero bene...è uno sparo (in effetti carattere grande, interlinea abbondante e sole 200 pagine fanno si che si legga in 1 sol giorno). Mi auguro che Fanucci pubblichi il resto dei romanzi di Nisbet (magari a prezzi un pò più accessibili), visto anche il successo ottenuto all'estero. STRACONSIGLIATO!

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    puccio68

    27/08/2009 17:34:41

    strepitoso....letto tutto in un fiato in una mattinata al mare......non riuscivo a smettere di sfogliare le pagine. Grande!!!!!

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