Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2017
Pagine: 132 p., Rilegato
  • EAN: 9788804675419
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    n.d.

    14/10/2017 16:40:17

    Bellissimo libro

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    rosanna

    29/08/2017 17:22:02

    Imperdibile per chi ama la musica e l'amore. Da musicista,pianista,ho gustato ogni "nota" di questo romanzo che è una struggente storia d'amore immersa nella musica. Sono ancora emozionata per la bellezza di questa "partitura" che non contiene una sola sbavatura o dissonanza. Bellissimo

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    Una Lettura ammaliante

    03/05/2017 16:47:22

    C'è qualcosa di speciale nei romanzi che affrontano il tema dell’amore. Possiedono un fascino imprescindibile, che calamita l'attenzione e fa sbocciare sogni spesso irrealizzabili. Certo, non tutti i romanzi sono in grado di mantenere le promesse e le premesse, ma posso dire, senza ombra di incertezza alcuna, che gli "Gli Innocenti" appartiene alla categoria di libri che non solo non deludono le aspettative, ma vanno ben oltre costringendo il lettore a rimanerne letteralmente ammaliato. La musica, in tutti i romanzi di Paola Calvetti riveste un ruolo fondamentale, ma in questo romanzo da un primissimo piano fa un passo indietro e resta di sottofondo, a raccontare una storia dai toni intensi e con un linguaggio narrativo colto e ricercato. Paola costruisce questo suo nono romanzo con rara e sapiente maestria facendo in modo che scorra ai nostri occhi liscio come l’acqua di un mare che rinasce dopo un austero inverno a lambirci le caviglie appena scoperte; “Gli Innocenti” è storia ricca, piena e fragile al tempo stesso, forte ma sensibile e corre veloce attraverso parole spesso sognanti. Dasha e Jacopo vengono denudati dalle loro corazze, lasciandoli vulnerabili e incerti, ma così pieni di vita che, finita la lettura - rigorosamente tutta d'un fiato -, ti sembra quasi di aver assistito ad una pièce teatrale. Brava come sempre Paola!, Danilo Biffi

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    pablo paolo peretti copenhagen

    21/04/2017 19:35:54

    Uno dei libri più belli e maturi di una delle mie più amate scrittrici. Si percorrono due storie, fatte di dolore, attesa e riscatto e il tutto è impregnato di musica. Sarà la stessa il perno del romanzo che darà luce e spazio ai due protagonisti. Un amore pudico e sentito nascosto tra le note del Doppio di Brahms dove l'imprevisto giocherà un ruolo fondamentale. Ci si commuove, si sogna, si segue passo dopo passo la storia di due destini che s'incontreranno. Una storia che farà riflettere e darà speranza a chi ancora crede nella stessa. Si entra dentro mondi a noi sconosciuti, ma che esistono tutt'ora. Situazioni passate terribili che solo la musica avrà il coraggio di riscattare. Lo consiglio vivamente anche come originalità della storia. Il 2017 ha regalato ai miei occhi un'altra perla letteraria.

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Firenze, oggi
Si alza ed è chiaro che, almeno per lei, il colloquio finisce qui. Mi sollevo di scatto dalla sedia e le tendo la mano. «Se in questi giorni ha bisogno di qualcosa io ci sono.» Erano anni che aspettavo di incontrare la donna che mi sta a fronte. La immaginavo più vecchia, invece è si e no sulla cinquantina, ha i capelli acconciati come un paggio cinquecentesco e un frangetta che le copre la fronte - genere Mireille Mathieu, per intenderci. Gli occhi sono piccoli laghi versi che ispirano fiducia. La sua voce, musicale e mansueta, le somiglia. Lei sa perché sono venuto qui. Sperando che non si accorga che il mio ginocchio ha preso a tremare indipendente dalla mia volontà, mi guardo intorno fra scaffali di metallo ricolmi di libri, due tavoli rotondi con sedie di legno scomode quanto la mia e un leggio sul quale immagino introversi ricercatori chinati sui fascicoli che racchiudono le nostre storie. «Tutto ciò che la riguarda è catalogato e conservato qui dentro, Maestro» dice indicando una pila di grandi buste marroncine su cui tiene appoggiata la mano come a volerle proteggere dalle intrusioni. «A che serve conservare tutte queste carte se non possiamo accedervi noi che ne siamo protagonisti?» Come posso essermi illuso di impietosirla? Lei, la donna paziente, e io, il figlio sventurato. «La discrezione prima di tutto vero? Lei possiede un'0anagrafe di abbandoni, signora,. e potrebbe raccontare molte cose, se soltanto lo volesse. Tuttavia io sono grato a questa città e desidero dimostrare la mia gratitudine con l'unica cosa che so fare: suonare.»