Recensioni Le inseparabili

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    06/01/2021 10:40:17

    Le inseparabili è un bel romanzo ispirato alla sua adolescenza di Simone de Beauvoir. Attraverso questo libro, la scrittrice adempie alla missione quasi sacrale di rendere immortale un rapporto per lei molto importante. Lottare contro il tempo, lottare contro l'oblio, lottare contro la morte che potrebbe cancellare qualsiasi ricordo di quella ragazza da lei tanto amata, ma morta precocemente perché soffocata dal biancore degli orpelli che tanto la opprimevano. Andree risulta essere il riscatto di Sylvie che deve sottostare alle regole di una società ordinata per caste, dove la prima appartenendo ad una famiglia caduta in disgrazia, non dove più seguire. Andree diventa quella che Sylvie non potrà mai divenire, cioè libera ed emancipata. Con lo scorrere le pagine, l'amore saffico di Andree non corrisposto diviene il male minore. La paura che traspare dalla madre di Sylvie è che la stessa possa essere traviata nelle sue scelte da un modello poco consuetudinario come quello dell'amica. Una scrittura raffinata e quasi ricercata. Tutto viene descritto alla perfezione e quasi sembra essere presenti sulla scena senza nessun muro di carta. Consigliatissimo

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    03/12/2020 07:50:49

    Sylvie e Andrée sono due bambine, si incontrano a scuola e non si lasceranno più fin quando la morte non le separa e in queste pagine si leggono tutti i sentimenti che univano le due bimbe poi diventate ragazze e il loro ruolo nella società borghese del tempo. Come sempre, nelle parole dell’autrice, ritroviamo la sua idea sul femminile e sul ruolo delle donne, una lucida riflessione sulla religione e sugli obblighi di fede e una amara constatazione sulla società del tempo e sui suoi limiti in un romanzo denso di malinconia e di dolore che la dice lunga sul tema dell’amicizia. Amiche che si incontrano per caso e si riconoscono nelle anime, che si tendono la mano, che continueranno a darsi del lei nonostante l’intimità dei loro racconti. Andrée, figlia di una famiglia numerosa è educata dalla madre ad una apparente libertà, obbligata ad occuparsi anche di impegni da adulti è in realtà prigioniera di obblighi imposti dalla società che le impediscono di pensare ad una sé futura libera di vivere la sua vita. E’ questo il suo limite che Sylvie intuisce e forse per questa sua intuizione non è molto gradita alla famiglia dell’amica che ne giudica male anche per l’inaspettata perdita di poter economico della famiglia. La Grande Guerra, infatti, peggiora la situazione finanziaria della famiglia e Sylvie dovrà abituarsi a pensare a se stessa e alle proprie necessità, guadagnandosi in cambio, l’indipendenza economica che è anche indipendenza di vita.

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    08/11/2020 21:16:44

    Racconto che denuncia in primo luogo una società talmente bigotta da riuscire ad influenzare anche chi, per capacità e caratteristiche, potrebbe e vorrebbe evadere. Racconto di una forte amicizia e dell'infantile inconsapevolezza di un amore profondo.

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