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Cinzia Tani

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 429 p. , Brossura

20 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Rosa

  • EAN: 9788804564119


«La riduzione del sonno era cominciata quando Max aveva solo pochi mesi. Di giorno evitava di saziare la sua fame in modo da poterlo svegliare la notte per farlo mangiare, per giocare con lui e per portarlo fuori nel parco.»

Quando re Lear impazzisce, il medico lo cura con il sonno, perché «la nostra natural nutrice è la calma del sonno, del quale egli manca»; nell’indimenticabile scena finale del romanzo di Jonathan Coe, La casa del sonno, il dottor Dudden, reso folle dall’insonnia prolungata, ripete con Pavarotti le parole dell’opera di Puccini che fuoriescono dallo stereo a volume altissimo, "Nessun dorma"… Si intitola "L’insonne" il bel romanzo di Cinzia Tani, che ritorna sul tema del sonno e fuoriesce dagli schemi del romanzo di genere - per l’ambientazione storica della prima parte della vicenda e per l’interesse riservato alla psicologia dei personaggi, collegati tra di loro dalla stessa esperienza di privazione del sonno.

Il romanzo inizia a Berlino nel 1927 con la nascita di Max Krieger per seguire poi un lungo percorso itinerante insieme a Max e agli altri due personaggi, Sophie e Thomas, a Monaco di Baviera e a Roma, terminando nel 1960 a Parigi, dove il figlio del medico nazista, la ragazza ebrea e il giovane zingaro si rincontrano per un capriccio del destino.

Un indizio per mettere a fuoco il dottor Martin Krieger, padre di Max: quando, durante il difficoltoso parto della moglie ventenne, gli viene chiesto di scegliere tra la vita di lei e quella del bambino, la sua risposta è immediata - sceglie il figlio. Non ci è lecito dunque dubitare del suo amore per il bambino (anche i comandanti dei campi di sterminio erano padri affettuosi, dopotutto) e, in una maniera distorta, voleva veramente fare il suo bene educandolo a regolare il sonno, ricompensandolo con regali o attività piacevoli quando lo svegliava nella notte: quante cose in più si possono concludere, dormendo di meno! Ben diverse sono le finalità e i mezzi che Martin Krieger usa per i suoi esperimenti durante la guerra: il suo sadismo è a servizio dell’esercito, perché è provato che il comportamento dei soldati privati del sonno è molto più aggressivo. E così, in un padiglione di vetro nel parco della grande casa nel Grünewald, il dottor Krieger tortura i bambini tenendoli svegli - luci accecanti sempre accese, scosse elettriche, cerotti per tenere sollevate le palpebre, punizioni per chi vacilla. Può considerarsi fortunata per essere stata scelta la tredicenne Sophie, che sarebbe morta per il programma eutanasia perché epilettica? Dovrebbe essere contento di trovarsi lì Thomas, invece di essere finito in un campo di concentramento con gli altri zingari? Nel 1945 Berlino veniva invasa dall’Armata Rossa e si separano le strade dei tre personaggi, dopo avvenimenti drammatici come l’incendio della casa dei Krieger e la lotta per la sopravvivenza giornaliera tra le macerie di quella che era la capitale del Reich. Ne seguiremo le vicende e le trasformazioni della personalità - Max diventa psichiatra, Sophie fa l’attrice, Thomas è cavallerizzo-acrobata-suonatore di violino in un circo - collegate da una scia di delitti con la stessa “firma” in luoghi in cui tutti e tre erano al momento casualmente presenti: le vittime non hanno più gli occhi. La scoperta del colpevole, alla fine, non giunge come una sorpresa, ma poco importa al lettore che si è trovato coinvolto nei rivoli delle storie dei tre personaggi e delle loro famiglie, in legami di amore, odio, fedeltà ed amicizia, tutti marchiati da un passato allucinato e allucinante.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Morena

    23/08/2013 13.11.39

    La storia è basata su un'idea sicuramente interessante (seppur non innovativa): quali saranno gli effetti delle torture subite durante il nazismo dai 3 giovani tedeschi protagonisti? Come questo influenzerà le loro vite? Tuttavia ho da muovere almeno tre critiche. L'assenza di dialoghi ben costruiti, che rende la trama poco fluida; l'analisi superficiale e poco convincente di Sophie, Max e Thomas, che non dà modo al lettore di affezionato ai personaggi; da ultimo la preannunciata natura "thriller" del romanzo, che viene meno in tutta la prima parte del racconto e avrebbe dovuto svilupparsi decisamente meglio nella seconda parte e nell'epilogo. Peccato! complessivamente questo libro sembra una buona occasione....mancata.

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    fede

    08/11/2009 21.04.37

    Libro davvero bello, che è iniziato lentamente, annoiandomi anche un pò per le prime 50 pagine...ma poi la storia nasce, i personaggi prendono vita e le ambientazioni si fanno vivide. Le parole sono semplici ma nello stesso tempo profonde: riescono a trasmettere davvero tutto, tanto che anche le frasi più banali diventano magiche e regalano un piacere in più alla lettura. Poi è stata molto brava La Tani a dar spessore anche ai personaggi secondari, di cui si viene a sapere ogni cosa anche di loro! Mi ha colpito il fatto che ci siano così pochi dialoghi: il libro è come se fosse un grande monologo, concentrato sulle vite delle 3 figure basilari e sullo svolgersi dei fatti. Si entra facilmente nella testa di Sophie, di Thomas e di Max...e questo è lo scopo di ogni autore che si rispetti. Quindi non posso che far complimenti a questa scrittrice appena scoperta, mi tuffo a comprare altri suoi libri!

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    Oz

    10/11/2008 12.47.56

    Libro interessante, che cerca di unire in sè diversi generi. A volte ci riesce, a volte un po' meno. Qualche lungaggine qua e là appesantiscono un po' la storia, rendendola a tratti noiosa, ma altre volte la trama è sviluppata in modo tale da tenere il lettore attaccato alle pagine. Avrei preferito che la vena thriller fosse sviluppata di più, ma questo è un mio parere. Lo stile è asciutto, a volte forse un po' troppo, e ti sembra di avere tra le mani un romanzo in traduzione. Comunque un buon lavoro.

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    sara

    02/06/2008 18.38.21

    Davvero molto bello e avvicente. Si legge con faciltà: una prosa fluida ma appassionata, le parole sono sempre quelle adatte a creare nella mente l'immagine di quello che si legge. Passioni e dolori estremi, segreti e paure inconfessabili si intrecciano tra gli orrori del nazismo e una Parigi in fase di rinascita, dove il destino è costantemente padrone della vita umana.

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