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Carlo Franco

Editore: Carocci
Collana: Le bussole
Anno edizione: 2006
Pagine: 142 p. , Brossura
  • EAN: 9788843039005
Il tema del rapporto tra intellettuali e potere – diceva Norberto Bobbio – è antico e perenne perché tocca un problema centrale non solo della filosofia, quello fra teoria e prassi. E problematica e variegata negli esiti tale relazione fu anche nel mondo antico, come ben documenta questo libro, che ripensa alla questione con la convinzione che "la forza persistente dei classici sta nella loro esemplarità e disponibilità a essere ripensati con nuove domande". Viene ripercorso tutto l'arco dell'antichità greca e romana, dai cantori della Grecia arcaica agli ultimi intellettuali pagani del tardo impero, con attenzione speciale all'esperienza platonica, senza trascurare neppure i tecnici, medici e giuristi in particolare. Né si limita a illustrare, con scrittura nitida e non priva di arguzia, una vasta galleria di figure e opere; mette infatti costantemente a fuoco le questioni cruciali dei diversi contesti ed epoche, le principali riflessioni teoriche e le loro ricadute pratiche, sempre inevitabilmente condizionate da chi il potere lo detiene davvero. La parte sull'impero offre alcune delle analisi più interessanti: tra l'adulazione sfacciata e l'opposizione sterile, Franco illumina la scelta intermedia fatta di tante gradazioni, quella della collaborazione leale con il principe nell'interesse dello stato (esemplare il caso di Agricola), senza però che questa scelta esima da perplessità e inquietudini; Tacito, ad esempio, era cosciente che aver assistito in silenzio alle condanne ingiuste degli oppositori era già una forma di complicità. Indubbiamente, uno dei meriti del volume sta nel mettere in risalto l'inevitabilità, oltre che la problematicità, "del rapporto tra la mente che pensa e la mente che governa".
  Dino Piovan