Categorie

Nico Perrone

Editore: Rubbettino
Collana: Storie
Anno edizione: 2009
Pagine: 209 p. , Brossura
  • EAN: 9788849824964

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Ferdinando Ricciardi

    25/04/2016 11.56.11

    Chi si aspettasse di trovare in questo testo il ritratto di un uomo considerato dai più, come del resto lasciano anche intendere titolo e sottotitolo, l'emblema del gattopardismo politico italico, dell'opportunismo cinico rappresentato da chi essendo ministro borbonico trama con Garibaldi e Cavour per preparare la conquista piemontese, resterebbe deluso. Infatti il Romano qui viene presentato come il protagonista benemerito della transizione da un regime all'altro, degno di passare alla storia per il merito precipuo di avere evitato un'inutile guerra civile: insomma, potremmo dire mutuando categorie concettuali e linguaggio dall'attualità nazionale, il classico politico "responsabile" e animato da "spirito di servizio". La sensazione è invece che l'autore abbia finito per adottare il punto di vista del discusso personaggio, abilmente esposto nelle sue "Memorie politiche". Le fonti bibliografiche ed archivistiche sono indicate in fondo ai capitoli ma mancano i classici rimandi di nota nel testo. Il che, essendo l'autore un accademico, appare discutibile, come parimenti desta qualche perplessità una certa sciatteria formale evidenziata dalle molte ripetizioni, dai refusi e da un linguaggio semplice ma fin troppo corrente e poco consono alle aspettative del lettore riguardo un autore presentato in quarta di copertina come uno storico di professione. Infine, parafrasando la frase di B. Croce riportata a pag. 85: "meglio, in politica, avere rappresentato venti bandiere che nessuna...", si potrebbe chiosare: meglio, per uno storico, sostenere una tesi di parte, piuttosto che tentare di far convivere tesi antitetiche.

  • User Icon

    beniamino.z

    20/03/2010 18.30.05

    Lettura necessaria perchè l'autore non solo ci descrive la figura controversa ed enigmatica di Liborio Romano, ultimo Ministro di Polizia del Regno delle Due Sicilie, Capo di Gabinetto e molto, molto di più. Ma soprattutto perchè ci offre un panorama descrittivo dell'ambiente politico di fine Regno e pre-unitario di quel periodo storico conosciuto come Risorgimento. Il processo unitario, ci dice l'autore con scrupolo documentaristico esemplare (sono riporatate delle lettere in francese, nel testo, tra Cavour e L.Romano), fu frutto di un'ingerenza di potenze straniere (Gran Bretagna in testa),; di cospirazione delle forze massoniche;di decisioni sbagliate di Francesco II°;di conflittualità interne e tra i militari; di occupazione piemontese senza alcun programma; di sfrenata spregiudicatezza di Garibaldi; di saccheggio di beni, denari e risorse del Regno; di predazione volgare a danno delle popolazioni del meridione;di saccheggi,repressioni ed abusi ad opera degli occupanti piemontesi e dei lor Generali (Cialdini, Pinelli, ecc.); di uccisioni inutili;di strenua difesa partigiana da parte dei c.d. briganti; disprezzo delle tradizioni e della cultura religiosa; ma - soprattutto - fu un tradimento istituzionale verso i reali ed il Regno che, con dignità, rispetto dei ruoli e decoro, avevano voluto onorare con il loro comportamento una fedeltà mai tradita. Lettura necessaria soprattutto oggi ove l'Italia sembra non trovare una via maestra da percorrere per recuperare ruoli e funzioni istituzionali che gli odierni rappresentanti politici sicuramente non le assicurano compiutamente. Complimenti a Perrone per il lavoro e, buona lettura e buon sapere a tutti coloro che avranno curiosità per informarsi sulle fonti del disagio e del disordine che impera oggi in Italia. Ottimo

Scrivi una recensione