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scheda di Ciliberti, G., L'Indice 1993, n. 2

Se non fossero stati licenziati alle stampe i risultati di questa imponente indagine, si sarebbe, forse per anni, continuato a credere che il madrigale - almeno ai suoi esordi - costituisse una sorta di "farcitura" (Alfred Einstein) della frottola tardo-quattrocentesca (forma poetico-musicale diffusa nelle corti centro-settentrionali). Ebbene, attraverso l'esame minuzioso di un consistente ed esaustivo corpus di fonti gli autori non solo hanno potuto dimostrare l'infondatezza di tale ipotesi ma soprattutto stabilire l'origine fiorentina del madrigale, la sua circolazione tra il 1520-30 entro esclusivi ambiti manoscritti, nonché - a partire dal 1530 - il suo incremento editoriale ad opera dello sfarzoso mecenatismo romano. Tali innovative conclusioni vengono peraltro suffragate da un originale metodo d'indagine storica che predilige la fusione di un'attenta analisi codicologica delle fonti (legature, filigrane, copisti, miniature, colophon) con l'esame di preziose testimonianze sulla committenza musicale nella prima metà del XVI secolo. Due le figure principali di compositori che emergono: Pllilippe Verdelot (il quale defin per primo lo "stile" del madrigale) e Jacques Arcadelt (modello incontrastato per tutti i musicisti del Cinquecento).